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Tania León, compositrice e direttrice d’orchestra . Foto: Tanialeon.com

La recente proclamazione della compositrice Tania León (L’ Avana, 1943) come vincitrice del XIX  Premio Iberoamericano della Musica Tomás Luis de Victoria, ha riconosciuto una delle più forti e ricche traiettorie dell’ultimo mezzo secolo nel campo della creazione sonora nell’emisfero occidentale.

Formata inizialmente nell’accademia Peyrellade e nel Conservatorio Municipale de L’Avana, oggi Amadeo Roldán, nel quale si diplomò in pianoforte e come professoressa di temi teorici alla metà degli anni ’60, stimolata da sua nonna si propose di completare gli studi a Parigi, ma terminò a Nuova York, dove incontrò un ambiente propizio per la sua definitiva crescita professionale, fondando e insegnando come direttrice musicale il Teatro della Danza Arthur Mitchell, in Harlem, la prima compagnia afro-statunitense di balletto classico, per il quale compose partiture di notevole fattura.

A partire dal 1990, assunse la direzione musicale del prestigioso gruppo Alvin Ailey American Dance Theatre, solidamente installato nell’avanguardia della danza moderna.

Parallelamente, spiccò come direttrice d’orchestra e leader di significativi progetti educativi e promozionali , tra i quali risalta Composers Now, destinato ad apportare il contributo di autori vivi alla diversidad culturale, e ai festivals /Sonidos de las Américas/, e dedicò una delle sue opere integralmente ad autori cubani residenti nell’Isola e in altre parti del mondo.

L’indiscutibile protagonismo della León nella vita musicale di Nuova York, esteso ad altre località degli Stati Uniti, America Latina, Europa e Asia, si somma a un impressionante catalogo di opere, molte richieste da istituzioni culturali che attribuivano alla cubana alte aspettative alte aspettative, data la sua straordinaria capacità di trasmettere senza concessioni lo spírito dell’epoca.

La giuria del Premio Iberoamericano della Musica, presieduta dal notevole compositore spagnolo Tomás Marco, laureato nel 2016, ha dato fondmanata al riconoscimento concesso alla León «In attenzione alla sua esperienza artistica che si proietta come paradigma di comprensione e dialogo interculturale», e la sua «posizione come essere umano di fronte alle coordinate vitali nelle quali è stata formata la sua traiettoria».

Nella nota fatta circolare dalla Fondazione della Società Generale degli Autori e Editori (SGAE), che auspica un premio equiparabile al Cervantes di Letteratura, si descrive la musica di Tania León «per lo stile moderno di carattere cosmopolita, complesso e sommamente espressivo, basato nell’incorporazione di pratiche ritmiche derivate dalla diaspora latinoamericana, fuse con tecniche europee nei Caraibi», che prendono vita in opere sinfoniche, da camera, brani per la danza e il teatro musicale».

Tra le prime occupano luoghi molto importanti La maldición de los jacintos, basata nel dramma omonimo del Premio Nobel nigeriano, Wole Soyinka, e Los 9 de Little Rock, in collaborazione con Louis A. Gates, su un episodio cruciale nella lotta contro la discriminazione razziale e a favore dei diritti civili negli USA.

León è la terza personalità cubana distinta con il Tomás Luis de Victoria. La prima convocazione, nel 1996, esaltò Harold Gramatges, e la decima, nel 2010, Leo Brouwer.

La traiettoria della compositrice include il Premio Pulitzer 2021 per Stride, e il premio onorifico del Kennedy Center per l’opera della vita, assieme a George Clooney, Amy Grant, Gladys Knight e il gruppo U2.

In Cuba la sua opera è stata promossa durante l’edizione del 2010 del festival Leo Brouwer, e nel 2016 la Uneac l’accolse come invitata speciale del Festival de L’Avana della Musica Contemporanea, occasione nella quale l’Orchestra Sinfonica Nazionale.