
Senza asciugare ancora le lacrime che ci hanno provocato poche ore fa i brutti tiri di un virus maligno, è arrivato un altro dolore per il popolo cubano, quello dell’addio di Enrique Molina, attore di taglia elevata che era già una leggenda nella sua vita.
Il rumore della sua morte era iniziato alcuni giorni fa, quando nelle reti in tempo reale si parlava già della sua gravità e della sua fine, mentre combatteva con forza contro il male che gli ha fermato i passi.
La preoccupazione era tanto forte, il timore era così evidente che il Dottor Duran nella sua conferenza stampa quotidiana aveva dichiarato: «L’attore Enrique Molina è vivo. Lotta per la vita, lotta con la malattia, ma è vivo» aveva detto «E questa è salute».
Nella lotta per restare al mondo ha vinto la morte, che ha rovinato sogni e progetti che il grande attore avrebbe intrapreso. Senza dubbio, nonostante questo c’è un tipo di salute che non possono celare neanche le tenebre.
E di questa godrà eternamente Enrique Molina.
Certo le istituzioni, personalità, familiari, amici e tanti altri certamente oggi lamentano la sua scomparsa. E viene un nodo alla gola quando lo confermano i media dopo quella speranza di un suo miglioramento. Ma ci sono altre verità che s’impongono e stanno dentro di noi.
Chiediamoci se dentro a lui non era restato per sempre quel Silvestre Cañizo che ci aveva emozionato e al quale volevamo pulire le ferite, il personaggio incolume nonostante il danno sofferto quello che aveva saputo proteggere il suo spirito … se le sue interpretazioni di Lenin, un lavoro che lo aveva oltremodo soddisfatto, non erano convincenti sino alla fine, se Sixto, visto di recente nei nostri schermi non era l’incarnazione stessa di un personaggio che abbiamo odiato perchè interpretato magnificamente.
Questo era l’attore. Ma l’uomo, il cubano onorato, quello che aveva ricevuto nella sua vita meritati riconoscimenti tra i quali l’ordine Felix Varela posto sul suo petto dalle mani del Primo Segretario del Partito Comunista e Presidente Miguel Díaz-Canel, fu anche un uomo giusto.
In una celebre intervista aveva detto: «Mi sento così felice d’essere cubano che niente di quello che accade in questo paese mi spaventa o mi dà timore. Niente. Un ciclone così come se si ripetesse Playa Girón. Niente mi spaventa perchè so che da questo uno ne esce».
In che modo potrebbe morire del tutto chi è passato per la vita come lo ha fatto Enrique Molina? Chi lo dubita non lo ha conosciuto e non ha nemmeno goduto della sua immortale opera. (GM-Granma Int.)





