
Quando passeranno cento, 200, molti anni, noi che soffriamo tanto oggi per la scomparsa del maestro Adalberto Álvarez, ovviamente non staremo vivi. Lo saranno i nostri discendenti che continueranno ad apprezzare l’opera del Caballero del Son, avallata da loro come omaggio della cultura cubana, che lasceranno a loro volta ad altre generazioni.
Non c’è modo di soffocare quello che si radica, né maniera di togliere dal cuore quello che ci è tanto piaciuto, di saperci parte di un canto, di un testo, di un ritmo, tutti in lui sempre nuovi, tutto quello che è stato per i cubani questo creatore, la cui fedeltà al son è stata più che un’ossessione, e che lui incontro una formula per amarlo: moltiplicare quelli che dovevano porre in lato il nome della musica cubana.
Costa cercare consolazione in argomenti di questo tipo, quando se ne va qualcuno che ci ha dato tanto.
Ogni addio è doloroso soprattutto quando in tempi di pandemia si uniscono e non lasciano margini per concepire l’idea, ma è innominabile quando chi se ne va trascende il circolo familiare. Il dolore colpisce un paese e accresce l’abbattimento.
Mentre Adalberto combatteva la malattia, il suo popolo non lo ha abbandonato
L’augurio di un pronta guarigione è stato costante tra i suoi conterranei. Nelle reti sociali, nel tu a tu, l’inquietudine per l’insigne sonero ha marcato le ultime giornate.
Alla notizia, la mattina di mercoledì 31 agosto, personalità e istituzioni culturali hanno espresso le loro condoglianze ed hanno riconosciuto la profonda impronta lasciata dal Caballero nella musica cubana.
L’aneddoto vivo, il riconoscimento alla grandezza, il disaccordo di fronte all’inesorabile e la certezza che non c’è addio per chi sa restare, sono state le linee di messaggi espressi dal cuore di Cuba a un artista che nemmeno partendo dal mondo potrà abbandonarlo-
Adalberto, non c’è addio per chi rimane.
Il Presidente Miguel Díaz-Canel ha esteso sue «più sentite condoglianze alla famiglia dell’eccellente musicista Adalberto Álvarez, ai suoi amici e al popolo di Cuba, che lo tiene come uno dei suoi artisti più amati». (GM – Granma Int.)





