OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
L’Associazione dei Musicisti della Uneac si è sommata pochi giorni fa al ciclo di dibattito Dialoghi 60. Photo: Tomada de Facebook

Uno sguardo riflessivo sulla realtà cubana di questi giorni con l’accento collocato in proposte impegnate e partecipative ha caratterizzato l’inizio del ciclo Dialoghi 60. che vede protagonista l’Associazione degli Scrittori, con il quale l’organizzazione commemora i suoi sei decenni d’esistenza.

Nessuno ha partecipato investito dalle facoltà a volte invocate da coloro che credono d’essere una coscienza critica della società, non ci sono stati nemmeno trionfalismi o compiacenze.

Scrittori sostenuti dalle loro opere con la volontà, questo sì, e l’animo di contribuire alla costruzione di consensi attorno alla salvaguardia dell’ autodeterminazione e la sovranità, e al ruolo della cultura nell’articolazione dei valori umanisti, hanno esposto criteri su come lavorare per superare la vulnerabilità e l’insufficienza nell’ambito sociale e comunicare in un modo più creativo e influente le verità rivoluzionarie.

Come promettenti punti di riferimento, ha spiegato Luis Morlote, presidente della Uneac, abbiamo i passi avanti registrati nel seguire la messa in pratica degli accordi del IX Congresso dell’organizzazione, i vasi comunicanti e

l’abbordaggio di temi d’interesse comune con la direzione del paese e le istituzioni culturali, e l’attenzione a tutti

e ad ognuna delle proposte e delle preoccupazioni della comunità artistica e intellettuale, anche quando è stata riaggiustata l’agenda più di una volta per via degli effetti della pandemia.

Inoltre, come ha riassunto nella presentazione del Forum Alberto Marrero, presidente dell’Associazione, l’incessante attività nella promozione delle opere letterarie, la maggior incidenza nel concetto dei piani editoriali, la soluzione dei debiti accumulati con l’uscita di titoli, la lenta svolta verso le piattaforme digitali e l’approvazione di nuove tariffe per il pagamento delle collaborazioni, adattate all’ordine monetario.

Il saggista Rafael Hernández, il poeta Norberto Codina, il narratore Arturo Arango, il politologo Abel González Santamaría e lo storiografo Ernesto Limia,ognuno dalle sue rispettive esperienze e aspettative, hanno analizzato la necessità d’identificare nuove alleanze, con un’intellettualità che scommette su un mondo decolonizzato, sull’emancipazione e il progresso; intendere e potenziale il luogo della giovane generazione nella creazione letteraria e la produzione del pensiero, aggiustare le problematiche della nostra società da messe a fuoco multidisciplinari, eliminare l’inerzia e la retorica e approfittare al massimo il contributo degli scienziati nella funzione delle indispensabili trasformazioni del nostro ambiente socio- culturale.

Si tratta di temi che si devono analizzare in uno scenario marcato dall’offensiva imperiale contro la Rivoluzione e l’uso invasivo delle reti sociali, e lo sfruttamento e la manipolazione emozionale delle carenze e le difficoltà proprie. Le risposte passano prima di tutto per la sensibilità rivoluzionaria, gli argomenti responsabili e lo spiegamento di un’offensiva mediatica convincente.

In questo senso si sono pronunciati ed hanno offerto proposte puntuali, il poeta Miguel Barnet, e gli scrittori Marta Rojas, Froilán González e Victor Fowler.

Nelle giornate successive i Dialoghi 60 continueranno con la partecipazione di musicisti, artisti di teatro e delle belle arti, registi di cinema, radio e televisione. (GM- Granma Int.)