
La certezza che la direzione del paese può contare con una UNEAC impegnata con la Rivoluzione e con il pensiero di Fidel e Raúl, è stata confermata nella seconda e conclusiva sessione di lavoro del 9º Congresso dell’organizzazione, i cui membri hanno scelto per la sua direzione attuale un gruppo guidato da Luis Morlote Rivas, nella sua condizione di presidente.
Con la presenza del membro del Burò Politico del Partito Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri; di Esteban Lazo Hernández, presidente dell’Assemblea Nazionale; di Víctor Gaute, membro della Segreteria del Comitato Centrale del Partito Comunista e capo del suo Dipartimento Ideologico; Alpidio Alonso, ministro di Cultura, e del poeta Miguel Barnet, presidente uscente della Uneac, tra le tante distinte personalità, la giornata altamente emozionante per la qualità e l’importanza degli interventi, è stata adeguata per presentare il Consiglio Nazionale eletto, formato da 120 membri, e dai 23 membri d’onore della Uneac, con i cui nomi brilla l’organizzazione, e i presidenti delle rispettive associazioni.
Per la Uneac è stato opportuno consegnare al Presidente cubano alcuni presenti, uno per il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz (opera di Lesbia Vent Dumois) e un altro per lui (opera di Ernesto Rancaño).
Il presidente dell’organizzazione appena eletto ha detto che la UNEAC non ha mai fermato la sua marcia da quando fu creata e ora dovrà cercare «la sua rotta» per dare continuità a tutte le proposte del Congresso nel quale «non si è detto niente che non sia di validità».
Cosciente che il lavoro dell’organizzazione non si può congedare e che la cultura deve accompagnare il nostro Presidente, Morlote ha aggiunto che «Dobbiamo fare quella Uneac che il paese necessita» e che questa «deve continuare essere la casa per pensare Cuba».
«Non ci dobbiamo sbagliare», ha detto alla massa che dirigerà da adesso, ed ha chiesto che quando i dirigenti non fanno quello che si necessita, va detto.
Con visibile emozione ha invitato i partecipanti a questo Congresso a dichiarare Miguel Barnet presidente d’onore della Uneac.
Barnet, ha ricordato i suoi 22 anni come dirigente della Uneac e 11 alla presidenza ed ha considerato che tutto questo tempo, lontano dall’essere un sacrificio, lo ha reso molto felice.
«Mi sono dedicato e continuerò a dedicarmi», ha detto Barnet ed ha assicurato che continuerà a difendere la cultura cubana e il forte legato del Comandante in Capo.
Durante la giornata sono stati comunicati i rispettivi documenti delle sei commissioni di lavoro, i cui contenuti sono stati dibattuti il sabato, e Barnet ha pronunciato le parole conclusive denominate “Sfide attuali della cultura cubana”, partendo dalle quali i membri della Uneac hanno partecipato in riunione generale a un intenso dibattito nel quale sono state analizzate diverse preoccupazioni, possibili azioni di lavoro e varie proposte per realizzare i propositi dell’organizzazione.
Le giornate di lavoro che il leader della Rivoluzione cubana realizzò nella Biblioteca Nazionale 58 anni fa, note come “Parole agli intellettuali”, sono state un riferimento costante nel Congresso, opportune anche nel discorso del Presidente Díaz-Canel, che ha ricordato in vari momenti del suo intervento il pensiero preclaro di Fidel e la fiducia di Raúl in questa avanguardia creativa di fronte alla guerra che ci fanno. (GM – Granma Int.)





