ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Opera: Pace, di David Alfaro Siqueiros

90 poeti di 25 paesi hanno unito ieri le loro voci  «contro la guerra, la violenza, las aggressioni e le minacce con volto imperiale» nell’Incontro Mondiale dei Poeti in Difesa dell’Umanità che s è svolto nello stesso luogo in cui 60 anni fa il Comandante in Capo Fidel Castro pronunciò le sue parole agli Intellettuali.
La Biblioteca Nazionale José Martí ha accolto i firmatari della Dichiarazione  «I Poeti resisteremo e la poesia vincerà» che partecipano alla Biennale della Poesia de L’Avana, con la presenza di Roberto Montesino Pérez, capo del Dipartimento di Cultura e Propaganda del Comitato Centrale,  Omar González, presidente del capitolo cubano della Rete in Difesa dell’Umanità, e il poeta Alex Pausides, membro della presidenza della Biennale.
Chiamano ad alzare gli stendardi della verità  e della vita i firmatari del documento che riconosce che anche se «sono molte le forme che il terrore e la morte adottano, poche volte l’America Latina e i Caraibi  sono stati tanto vicini al pericolo d’una guerra, quella che sta preparando il Governo degli Stati Uniti con il silenzio e la complicità di alcuni paesi ».
Coscienti che «vogliono uccidere la poesia», i poeti assicurano che «la poesia vincerà. Le nostre voci continueranno a cantare il dolore, l’incertezza, ma anche (…) l’amore e la sua infinita possibilità ».
«Non regneranno la prepotenza, la crudeltà e il crimine (…) Basta con i blocchi, le minacce e le menzogne. Che il nostro sia il regno della pace e dell’uguaglianza, l’universo della Poesia», conclude i testo.
Considerato una sessione di lavoro, lo spazio è stato opportuno per far sì che i poeti presenti scrivessero messaggi d’amore al prossimo, mentre un video faceva vedere altre impressioni emesse per mezzo delle reti sociali.
«È che ti hanno convertito in una parte di me, mia Habana», ha riferito il poeta peruviano  Hildebrando Pérez, elogiando francamente la capitale cubana nel suo 500º compleanno, una delle ispirazioni della Biennale.
Coloro che sono stati chiamati «rappresentanti terreni della musa» hanno terminato la riunione mattutina convinti della necessità di difendere la pace in tempi in cui «l’aggressione della destra cospira contro la poesia, che è sempre dalla parte del cuore».  

LA POLITICA

La politica è l’arte di fare il bene
a chi lo necessita, o detto meglio al prossimo,
perchè sappia di più a un versetto della Bibbia
La politica è bella quando non si maschera di politica
quando nasce come un germoglio di semprevivi
quando non si trucca per apparire più bella
di lo quello che è realmente
quando costruisce ponti e distrugge  muraglie.  
La politica non è un ragno peloso come molti credono
e non è nemmeno un tenero orsacchiotto  di peluche
la politica non ha niente a che vedere
con i detti partiti politici né con arringhe di barricate
 La politica diventa caricatura
nelle mani dei cattivi politici
cioè di quelli che non sanno niente di politica
né di verità come pugni chiusi
la poltica non ha niente a che vedere con fallimenti sentimentali
né con dure frustrazioni personali
Lasciate tranquilla la politica nella sua terra di umiltà
perchè come ha detto il più saggio dei cubani
lei come la Patria, è altare e non piedestallo.
La politica non è come il baseball che si può
dibattere nei parchi pubblci e nelle reti sociali .
Quasi tutto il mondo sa tanto di politica come di medicina
anche se in verità la politica è un balsamo
come gli unguenti delle nonne, quando si sanno applicare.
Non abusate di lei
Non la maledite inutilmente
Lasciatela  tranquilla che compia il suo dovere nel suo quartiere generale
non la mettete in face book, non lasciate che s’inquini
 con le nuove tecnologie
 lei è nemica della promiscuità.
 I credenti che di occupino dei loro credo
 e dei loro misteri religiosi che sono molti
 e sino ad ora nessuno ha potuto decifrare.
Come il big bang la politica è nata
con un grido di collera
e un’irrefrenabile vocazione di giustizia.
La politica non può essere un divertimento per burocrati annoiati
né per politici di  paccottiglia.
Falegname è chi che sa tagliare la legna
panettiere è  chi sa ammassare il pane.
Calzolaio alle sue scarpe.
La politica è dei veri rivoluzionari!
 
Miguel Barnet ( Traduzione Gioia Minuti).