ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Inaugurazione della Biennale, nel Centro d’Arte Contemporanea Wifredo Lam. La XIII Biennale ha aperto le porte con Tejido Colectivo, Donde Hubo Fuego. Photo: Ariel Cecilio Lemus

I primi momenti della  XIII Biennale de L’Avana, iniziata venerdì 12,  nel Centro Wifredo Lam, hanno riaffermato l’impegno del più importante appuntamento delle Belle Arti organizzato da Cuba in un contesto d’indurimento del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti imposto all’Isola, con la creazione sperimentale, la ricerca di nuovi linguaggi capaci di trasmettere le ansietà e le mete della nostra epoca.
Jorge Alfonso, direttore esecutivo della Biennale, nel suo discorso d’apertura dell’atteso avvenimento, ha invitato i presenti a godere della creazione con la stessa intensità con cui si è lavorato nell’esecuzione dei pezzi.
Lo stesso Centro d’Arte Wifredo Lam è divenuto spazio dimostrativo di come la Biennale è fedele al suo lemma: /La costruzione del possibile/,  del Tejido Colectivo, Donde Hubo Fuego, proposto dall’artista multidisciplinare di El Salvador Alexia Miranda, presentato nel cortile cenetrale dell’istituzione, sino alle peculiari strutture delle /Radici dell’Identità/  di  Abdoulaye Konaté, del Mali, citando solo alcuni dei creatori.
Tra i presenti gli artisti statunitensi invitati a partecipare all’iniziativa /Fiuni intermittenti/ che sarà effettiva a Matanzas, curata da María Magdalena Campos. Si tratta di creatori che scommettono sul dialogo culturale come via di mutuo riconoscimento tra i popoli.  
Dalla prima giornata nei diversi spazi espositivi si apprezza la filiazione terzo mondista e inclusiva di questa Biennale come vocazione, per fare di ogni nazione una piattaforma di riflessione propria. ( GM – Granma Int.)