ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Camilleri (d) e Zingaretti insieme a Siracusa. Photo:* Verdiana Paolucci

Roma.– Al punto di compiere 93 anni, Andrea Camilleri continua a dare battaglia, che nel suo caso si traduce con nuove opere letterarie.

La più recente, /Il metodo Catalanotti/ (Editrice Sellerio) in solo due settimane si è situata in cima alla lista dei libri più richiesti dai lettori italiani in giugno.

La ragione del successo è evidente: Camilleri sostiene in vita uno dei più popolari personaggi installati nell’immaginario popolare italiano, il commissario Salvo Montalbano, la cui figura ha conquistato grazie alla televisione anche i cubani.

In quest’opera, l’ineffabile donnaiolo Mimi Augello, il secondo del commissario, mentre fugge da un marito ingannato, scopre un cadavere al piano inferiore di dove abita una sua amante occasionale.

La vittima è Carmelo Catalanotti, uomo di teatro dilettante e usuraio, che sottopone gli attori a un regime titanico basato in un’aberrante concetto della psicoanalisi per realizzare l’obiettivo dei suoi sogni di scena.

Il critico Salvatore Silvano Nigro ha segnalato la presenza di un «commissario sottilmente malinconico, che riflette la sua passione per il teatro e la nostalgia degli anni giovanili».

Il romanzo si legge con passione per l’intensità dell’intrigo, ma Camilleri non fa concessioni nella costruzione narrativa. È letteratura pura e dura, senza artifici né fili sciolti.

Vale la pena parlare del metodo di Camilleri:«Prima d’immergermi nelle storie di Montalbano mi son domandato, sarò capace di scrivere un romanzo cominciando dal primo capitolo e seguendo il filo senza salti di tempo nè di logica, e arrivare all’ultimo? Mi sono risposto che forse lo ero, se riuscivo ad addentrarmi in una struttura narrativa abbastanza solida».

I romanzi di Montalbano sono giunti al pubblico nel 1994 quando l’autore aveva già una notevole esperienza letteraria.

Per dieci anni ha scritto sceneggiature per la televisione ed ha adattato a questo mezzo molte opere teatrali; l’impulso creativo lo ha poi portato al romanzo.

Il primo di questi /Il corso delle cose/ (1978) presentò uno sguardo ironico sulla realtà siciliana.

Camilleri è nato in quest’isola ed ha girato per tutta la vita attorno a questa porzione del territorio italiano.

Nel romanzo racconta quello che succede a Vito, un incallito scapolone che occupa il suo tempo dando da mangiare alle sue galline e corteggiando le vicine, fino al giorno in cui scopre che i suoi polli sono stati massacrati senza pietà…

Vigata appare allora e si conferma come scenario delle sue storie.

Una piccola villa che non esiste ma che somiglia a molte altre reali presenti nella geografia siciliana, come Marina de Ragusa o Donnalucata. Una Vigata che si mostra tradizionale e un tanto atavica in/La stagione di caccia /(1992), un latro romanzo di grande successo della tappa precedente l’apparizione di Montalbano.

«Il commissario –ha detto lo scrittore doveva essere un uomo intelligente, fedele alla sua parola, nemico degli eroismi inutili, colto, buon lettore, che ragionasse tranquillamente, senza pregiudizi.

Un uomo che si potesse invitare tranquillamente a una cena in famiglia.

Un uomo che quando voleva capire una cosa la capiva, come ho scritto già nel primo libro. Avevo pensato a due nomi: Cecè Collura e Salvo Montalbano, tutti e due molto comuni in Sicilia.Ho scelto Montalbano come ringraziamento a Manuel Vázquez Montalbán».

Indubbiamente lo scrittore spagnolo di romanzi polizieschi influenza notevolmente l’opera di Camilleri. Altre presenze tangibili sono quelle di Leonardo Sascia e Ítalo Calvino.

Il primo romanzo con Montalbano come protagonista è stato /La forma dell’acqua/, nel quale il detective dipana la trama politica e sessuale occultata dietro la morte di un uomo pubblico che viene trovato nudo in un punto periferico dove pullulano la prostituzione e il traffico di droga.

Da allora Camilleri ha pubblicato nientemeno che 25 romanzi includendo /Il metodo Catalanotti/, e sei raccolte di racconti con il personaggio in primo piano.

Salvo Montalbano è passato dal libro allo schermo nel 1999 e sono già 32 gli episodi distribuiti in 12 stagioni. Più di 20 paesi hanno trasmesso i filmati prodotti dalla Rai.

Allo scrittore piace soprattutto l’interpretazione dl personaggio: «Il commissario della fiction riflette abbastanza fedelmente il commissario de miei libri».

Tra l’interprete, Luca Zingarettie, e Andrea Camilleri si è formata una grande amicizia e un’espressione recente si è vista in un teatro della città di Siracusa.

Lo scrittore ha recitato a memoria il suo testo /Conversazione con Tiresia/, nel quale allude alla lucidità con cui ha superato la perdita progressiva della vista. In prima fila c’era Zingaretti che ha fatto una parentesi nel rodaggio di due nuovi episodi della serie, che vedremo nel 2019. ( GM – Granma Int.)