ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Opera “Giogo e stella”, di José Luis Fariñas.

Martí, ammiratore di Bolívar, bolivariano sino al midollo, condivise con questi sino alla morte il suo sogno di liberazione e unione dei paesi di Nuestra America : «… Già sono tutti i giorni in pericolo di dare la mia vita per il mio paese e il mio dovere – dato che lo capisco ed ho l’animo per farlo – per impedire in tempo con l’indipendenza di Cuba, che gli Stati Uniti si estendano per le Antille e ricadano con questa ulteriore forza sulle nostre terre d’America. Quanto ho fatto sino ad oggi e farò, è per questo», scrisse poche ore prima della sua morte in combattimento. Per noi, José Martí è stato come un Sucre: al servizio della libertà realizzò con il suo pensiero quello che il grande maresciallo di  Ayacucho ottenne con la sua gloriosa spada.

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Guida e apostolo della nostra guerra d’indipendenza contro la Spagna, questo spirito internazionalista ci ha insegnato che  Marx, Engels e Lenin ci hanno confermato nella coscienza del nostro popolo. Martí pensava che «Patria è umanità», e ci ha tracciato l’immagine d un’America Latina unta di fronte a un’altra America imperialista e superba « alterata e brutale» come lui diceva,  che ci disprezzava.

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Ci ha insegnato il suo ardente patriottismo , il suo amore appassionata per la libertà, la dignità e il decoro,dell’uomo, la sua condanna del despotismo e la sua fede illimitata nel popolo. Nella sua predica rivoluzionaria c’erano le fondamenta morali e la legittimità storica della nostra azione armata. Per questo diciamo che fu l’autore intellettuale del 26 di Luglio.

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Amante fervente della pace,  l’unione e l’armonia tra gli uomini, non esitò nell’organizzare e iniziare la guerra giusta e necessaria contro il colonialismo, la schiavitù e l’ingiustizia. Il suo sangue fu il primo a spargersi e la sua vita la prima offerta come simbolo  eterno di altruismo e generosità  personale.  
Dimenticato e persino sconosciuto per molti anni a gran parte della popolazione per la cui indipendenza aveva lottato. Dalle sue ceneri come dall’Araba  Fenice, emanarono le sue idee immortali per far sì che quasi  mezzo secolo dopo la sua morte un intero popolo si unisse in una lotta colossale che significò affrontare l’avversario più poderoso che un paese grande e o piccolo aveva  mai conosciuto.   

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Fu un uomo veramente straordinario ed eccezionale. Figlio di un militare, nato in una casa con genitori spagnoli, divenne profeta e forgiatore dell’indipendenza della terra che lo vide nascere. Intellettuale e poeta, essendo adolescente all’inizio della prima grande contesa, fu capace più tardi di conquistare il cuore, il rispetto, l’adesione e l’attaccamento di vecchi e sperimentati capi militari che si riempirono di gloria in quella guerra.

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Che significa Martí per i cubani? In un documento denominato “Il presidio politico in Cuba”, Martì, quando aveva solamente 18 anni, dopo aver sofferto una crudele reclusione a 16 anni con le catena ai piedi aveva affermato: « Dio senza dubbio esiste nell’idea del bene,  che veglia la nascita di ogni essere e lascia nell’anima che in lui s’incarna una lacrima pura. Il bene è Dio, la lacrima è la fonte di un sentimento eterno ».

Per noi cubani, Martí è l’idea del bene che lui ha descritto.

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Oltre a Cuba che cosa ha ricevuto il mondo da lui?
Un esempio eccezionale di creatore umanista, degno da ricordare nei secoli a venire. Per chi e perché? Per gli stessi che oggi lottano e che domani lotteranno per gli stessi sogni e la speranza di salvare il mondo e perché lui volle che l’umanità percepisse e prendesse coscienza dei rischi che lui prevedeva e avvertiva con la sua profonda visione e il  suo geniale talento.  

 (Frammenti di discorsi pronunciati dal  Comandante in  Capo/  GM – Granma Int.)