ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
13 di marzo Photo: Yaimí Ravelo

Marzo era offeso da catene,

da serpenti notturni e un’ombra mercenaria.

Un tradimento era il pugnale affondato

nell’innocenza della sua schiena.

I mesi dissanguati nel martirologio

segnalavano marzo come radice dei mali.

Ed era che un dieci di marzo due scarponi insolenti

passarono sul petto fiducioso della Patria.

Si doveva pulire il mese svergognato

l’ ignominiosa macchia,

macchia che non si elimina

con l’acqua e il sapone,

ma con il sangue  puro, con saette

di coraggio e di audacia.

E il giorno 13 fu il Giordano di marzo.

Una trentina di uomini senza appoggio

irruppe dalla porta del Palazzo

–nella caverna dell’infamia–

con l’angustia ribelle di milioni di anime,

con l’onore nelle loro pistole,

nei loro fucili e granate.

(Frammento della Poesia del 13 di Marzo, di Jesús Orta Ruiz – L’Indio Naborì / Traduzione Gioia Minuti).