BAYAMO, Granma.–Una peregrinazione popolare guidata dalla chitarra del cantautore Sindo Garay, sino alla Piazza della Rivoluzione di questa città orientale, ha segnato ieri l’inizio della 23ª edizione della Festa della Cubania, la principale celebrazione nel paese per la Giornata della Cultura Nazionale.
L’arrivo della cavalleria mambí, l’ufficializzazione di una Cerimonia della Bandiera, per issare quotidianamente nella storica piazza le due insegne: la nazionale e quella di Céspedes e il canto in massa dell’Inno di Bayamo hanno esaltato l’inaugurazione dell’appuntamento che sino al 20 prevede la realizzazione di circa 300 attività culturali.
L’oratore d’ordine, il dottor Eduardo Torres Cuevas, direttore della Biblioteca Nazionale José Martí, ha parlato degli avvenimenti avvenuti a Bayamo nell’ottobre del 1868 come fondamenta nella costruzione della nazione cubana, dopo i fatti che seguirono la presa della città e il primo canto dell’inno guerriero, sino all’esempio magnifico dei patrioti che lo propiziarono.
Torres Cuevas ha affermato che i fatti e gli uomini protagonisti di questo capitolo epico costituiscono elevati simboli del vincolo tra la storia e la cultura, «la conferma che non è possibile fare cultura senza essere patrioti, né essere patrioti senza avere cultura».
Dopo la cerimonia guidata da Federico Hernández, primo segretario del Partito in Granma, e da Manuel Sobrino, presidente dell’Assemblea Provinciale del Potere Popolare è stata inaugurata nel museo Casa Natale di Carlos Manuel de Céspedes, l’esposizione “Omaggio perpetuo”, dedicata a Sindo Garay.
Il noto comunicatore Guille Vialr ha offerto la conferenza inaugurale della Festa, ed ha realizzato una dissertazione critica sulla genuinità della creazione musicale cubana fecondata dalla tradizione, così come vanno disprezzati gli indici volgari, sessisti e di alta mendicità creativa che predominano in molti degli interpreti attuali.
«La vera musica cubana è una sola dal “Son de la loma”, dei Matamoros, a “Me dicen Cuba”, di Alexander Abreu; o da “La Bayamesa”, di Fornaris, a “Cabalgando con Fidel”, di Raúl Torres; questa musica cubana che non ha necessità d’afferrarsi a facilità per farsi valere nei tempi che corrono.
La prima giornata della Festa della Cubania, ha aperto anche decine di spazi culturali dedicati al teatro, al cinema, all’umorismo, alla letteratura, alla danza, alle belle arti e alla musica in tutte le sue varianti, includendo un programma di concerti iniziato la prima notte con Raúl Paz, al quale seguiranno David Álvarez e Juego de Manos, Isaac Delgado, Cándido Fabré, el Septeto Santiaguero, Leo Vera, Ivette Cepeda, Polito Ibáñez e Lynn Milanés, che canterà a Sindo Garay, icona della trova tradizionale coltivata oggi anche da Marta Campos, Pepe Ordaz e Augusto Blanca, che partecipano all’appuntamento culturale.
Per la 25ª volta l’incontro Crogiolo della Nazionalità Cubana è il centro degli spazi teorici per conferenze e dibattiti storici, letterari e sociologici.
Nel programma generale risaltano vari seminari magistrali che saranno impartiti da premi nazionali di danza, di teatro e da altre personalità dell’ambito intellettuale e culturale dell’Isola e dell’estero.
La 23ª edizione della Festa della Cubania, è dedicata alla rumba, Patrimonio Culturale non Materiale dell’Umanità, ai 45 anni dalla Nuova Trova, al 220º anniversario della nascita di José Antonio Saco e ai vincoli culturali tra Cuba, i Caraibi e Ispanoamerica. ( Traduzione GM – Granma Int.)





