ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Il filo conduttore dei festeggiamenti per il 55º ’anniversario dell’Unione degli Scrittori e Artisti di Cuba (UNEAC) è un verso di colui che è stato il suo primo presidente, il poeta Nicolás Guillén (1902-1989): “Così dobbiamo andare avanti”.
Le celebrazioni sono cominciate con l’inizio dell’anno ed anche se il momento culmine è stato il 22 agosto, giorno della fondazione, con una gala nella nella Sala Garcia Lorca del Gran Teatro de L’Avana Alicia Alonso, le attività continueranno sino a dicembre, includendo un Consiglio Nazionale, il massimo organo di direzione, convocato per questo mese di settembre.
Per rendere omaggio a Nicolás Guillén, presidente della UNEAC dalla fondazione e sino alla sua norte nel luglio del 1989, è stato ptoiettatao un nuov docuentario “ Nome comune : Nicolás”, del regista  Ernesto Bosch, della Produzione degli Audiovisivi  Octavio Cortázar.
La Gala è stata guidata  dal maestro Alberto Méndez che ha utilizzato vari versi dell’ estesa opera poetica di Guillén come prologo all’entrata degli artisti che hanno partecipato.
Tra questi il Balletto Nazionale di Cuba, il Coro Nazionale, il gruppo Yoruba Andabo, il Septeto Nacional, il Trío Lecuona e il soprano Milagros de los Ángeles.
“Non va dimenticato che Nicolás Guillén, un uomo di ideee molto avanzate, di sinistra, pose le basi, la piattaforma dei principi della UNEAC”, ha detto il suo attuale  presidente, anche lui poeta, Miguel Barnet, in un dialogo con la stampa  nella sala Martínez Villena durante la quale ha commentato altri dettagli della nascita dell’istituzione e il suo significato.
Barnet ha precisato che questa istituzione “è stata fondata dopo la realizzazione del primo Congresso degli Scrittori e Artisti del 1961, immediatamente dopo il discorso poi chiamato “Parole agli intellettuali”, pronunciato nel teatro della Biblioteca Nazionale José Martí, dal Comandante in Capo Fidel Castro”.
“Fu una riunione  trascendentale che Fidel convocò in continuazione per tre settimane ed io ho avuto il privilegio d’essere là. Ero il più giovane, avevo 21 anni”.
Il 7 luglio di quest’anno, durante la cerimonia per il 55 anniversario di quel discorso, Barnet aveva sottolineato: “In quel giorno c’era ogni tipo di tendenza, non solamente ideologiche, ma estetiche e Fidel seppe parlare di libertà
d’espressione, seppe unire tutti quegli intellettuali che erano tutti più vecchi di lui.”.
E adesso (il 17 de agosto) ha aggiunto: “Fu un punto d’inflessione nella mia vita, conoscere quella figura di 34 anni che dibatteva con intellettuali di lunga data e disposizione, un esempio di quello che un giovane può fare”.

La villa di 17 e H nel quartiere Vedado è la sede della UNEAC.

“Ed è così che l’UNEAC fu un’idea di Fidel Castro. È lui l’artefice della politica culturale cubana e delle strategie di questa politica”, ha sottolineato l’autore della “Biografía de un Cimarrón”, il primo dei suoi romanzi testimonianza.
“ Prima della Rivoluzione non esisteva nulla di simile, solo un’Associazione dei Reporters, nulla come la UNEAC che di fatto è sui generis, unica al mondo, perchè non esiste nessuna organizzazione come questa che unisce scrittori e artisti di tutte le espressioni”.
Nelle sue considerazioni Barnet ha aggiunto che la UNEAC è nata piccola, ma poi è cresciuta con l’arrivo di giovani molto preparati ed anche perchè oggi ha carattere nazionale. Numericamente siamo più di novemila, ma siamo cresciuti anche ideologicamente e nella nostra vocazione sociale, perchè considero che la nostra maggior responsabilità è che questa avanguardia dell’intellettualità cubana incida nella comunità”.
La villa di 17 e H nel quartiere Vedado è la sede della UNEAC.
In questo senso si è riferito all’importanza della Commissione Cultura Comunitaria, perché: “Nella comunità c’è l’essenza, la radice della nostra identità”.
Poi ha avvertito che si tratta di un’organizzazione complessa, perchè ci sono tutte le discipline e “ Tutti siamo temperamentali e questo la fa più interessante”.
Il presidente della UNEAC ha reiterato che l’istituzione ha tutta l’autonomia, la stessa che hanno le sue cinque associazioni (Scrittori,Teatro,Pittura e scultura, Musica e Cinema, Radio e Television)e per i loro programmi.
Ha segnalato l’importanza che hanno le investigazioni e i dibattiti sui temi interni e dell’attualità per la società da altre commissioni, tra le quali Arte, Mercato e Industrie Culturali; Cultura, Città e Architettura; Educazione e Società; Statuti e Regolamenti; José Antonio Aponte, contro la discriminazione razziale e il razzismo e Cultura, Turismo e Spazi Pubblici.
Queste polemiche hanno anche spazi pubblici nella stessa sede, la casa di 17 e H, e soprattutto durante il premio Caracol o nella sua estensione nello spazio mensile, “Moviendo los caracoles”, auspicato dalla sezione di Critica e Investigazione dell’ Associazione di Cinema, Radio e Televisione; “La Bella Cubana” per rendere visibile la presenza femminile nel pentagrama sonoro dei Caraiabi o “Maka”, con Furé, che dirige il Premio Nazionale di Letteratura 2015, Rogelio Martínez Furé.
Per concludere, Barnet,  che oltre che poeta è narratore ed etnologo, ha voluto segnalare che: “Tutte le attività realizzate dalla UNEAC per il suo anniversario sono state ispirate dal 90º compleanno del leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, che come in un prodigio coincide con i nostri festeggiamenti.
la UNEAC a 55 anni dalla sua creazione non rinuncia al suo legato d’avanguardia intellettuale e continua ad andare avanti facendo storia”. (Traduzione GM - Granma Int.)