ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
L’attore Paulo Betti contro il colpo di Stato in Brasile. Foto: Pedro de la Hoz.

Chico Buarque non pensava di tornare a cantare “A pesar de vocé” con la stessa intensità impressa in quei lontani giorni del 1970, quando la presentò per la prima volta.
Lo ha fatto al principio d’agosto nel  Canecao, una piazza per spettacoli di Río de Janeiro, in una giornata convocata dal movimento Ocupa MinC (Ministero di Cultura), che è riuscito ad ottenere la restituzione dell’organismo cancellato da un colpo di penna per iniziativa dell’usurpatore presidente Michel Temer, e che propone la difesa di una politica culturale inclusiva.
Il cantautore non era previsto tra gli artisti nella giornata, ma è andato in scena ed ha intonato la canzone, assecondato da centinaia di voci.  
Il testo dice che “nonostante lei, domani sarà un altro giorno ed ha incendiato l’aria come una saetta contro quello che è avvenuto: il colpo di Stato parlamentare contro la presidente Dilma Roussef e la cosa più importate, la necessità di rovesciare questa oscura pagina della storia brasiliana.
*Apesar de vocé* era diventata un inno di resistenza contro la dittatura militare  Quando i golpisti d’allora si resero contro che erano loro il bersaglio delle metafore di una canzone d’amore che non era per niente innocente, ne proibirono la diffusione, distrussero le copie del disco della Philips - per fortuna non incontrarono la matrice - e solo otto anni dopo ritornò nel mercato con l’ultima pista dell’album del 1978 che aveva il nome dell’autore come titolo.
Considerato non solo uno dei musicisti più brillanti contemporanei latinoamericani, Chico è anche un figura intellettuale di prim’ordine per i suoi apporti al teatro, alla letteratura e al pensiero.
Lui ha accompagnato Dilma nelle dure ore della fase finale del processo politico nel Senato.
Prima aveva firmato con altri 47 artisti e intellettuali un lettera aperta di sostegno alla mandataria sotto processo, nella quale hanno denunciato che il detto  “impeachment” è una manovra politica per la presa del potere senza passare  per le elezioni.
Scientifici, sociologi, registi, pedagoghi, musicisti e attori, hanno firmato la lettera. Figure molto popolari per le loro attuazioni in telenovelas, come l’attrice Camila Pitanga (la Bebel di *Paraíso tropical* e la Carol di *Insensato corazón*) e l’attore Paulo Betti (l’ineffabile Teo Pereira di*Imperio*) hanno assicurato che questo attacco alla democrazia rappresenta una minaccia ai diritti umani che porterà il Brasile a una situazione di maggior instabilità politica e di disuguaglianza economica e sociale. L’attore Wagner Moura, premiato con il Globo d’Oro per la sua partecipazione alla serie *Narcos* trasmessa dalla piattaforma Netflix,  ha affermato che i politici che hanno deposto Dilma saranno ricordati nella storia come i responsabili del più sinistro attacco alla democrazia dopo il colpo di Stato del 1964.
La reazione dei media affini agli interessi dell’oligarchia non si è fatta aspettare. La rivista Istoé  e il quotidiano Folha de Sao Paulo hanno cercato di squalificare le espressioni di condanna di costoro e di altri che protestano di fronte alla volontà di un significativo settore dell’intellettualità artistica, non devono dimenticare un passaggio della canzone di  Chico: “Cómo va a prohibir / a ese gallo insistir / en cantar/ agua nueva brotando / y la gente amándose / sin parar”. (Traduzione GM – Granma Int.)