
“Come testimoni di un pensiero invincibile” ha detto il poeta Miguel Barnet, parlando dei testi riuniti nel libro “Fidel Castro e gli Stati Uniti”, presentato nella sede della Uneac, con la presenza di Abel Prieto, ministro di Cultura.
Il volume composto dal giovane saggista Abel González Santamaría e pubblicato dall’editrice Ocean Sur, riunisce 90 discorsi, interventi e riflessioni del Comandante in Capo sulle relazioni conflittuali della vicina potenza imperiale con Cuba.
Presentando il libro, il membro del Consiglio di Stato e presidente della Uneac, ha detto che nessuno come Fidel ha interpretato il pericolo di vivere accanto agli Stati Uniti ed ha sottolineato che: “Analizzare e smontare nel tempo le manovre imperiali, ci ha insegnato a pensare come latinoamericani, senza sciovinismo nè schemi anchilosati”.
Poi ha segnalato la dedizione di González Santamaría al concetto del’opera e come esempio della vocazione politica e intellettuale di un giovane che è ispirato dal valori martiani e fidelisti.
L’autore ha analizzato per la sue selezione 546 documentai nei quali Fidel ha toccato il tema subito dopo il trionfo della Rivoluzione.
La prima citazione è dello stesso 1º gennaio del 1959, quando nel Parco Céspedes di Santiago Fidel proclamò che la tappa appena inaugurata: “Non sarà come nel ’95, quando vennero gli americani e s’impadronirono di questo”. L’ultima riproduce le parole del Comandante in Capo alla chiusura del VII Congresso del Partito, lo scorso 19 aprile.
Per David Deutschmann, presidente della Ocean Sur, il libro segna un nuovo punto nella diffusione del pensiero e dell’opera del leader cubano tra le nuove generazioni.
L’edizione in inglese che la casa editrice sta preparando circolerà prossimamente.
Erano presenti Ana María Mari, vicepresidente dell’ Assemblea Nazionale del Potere Popolare; l’Eroe della Repubblica di Cuba, Fernando González, vicepresidente dell’ICAP e Josefina Vidal, Direttrice generale degli Stati Uniti del Minrex. ( Traduzione GM - Granma Int.)


