ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il maestro Roberto Valera dirige l’Orchestra Sinfonica. Photo: Yander Zamora

La stagione 2015-2016 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale è stata aperta, nella mattinata di ieri, con la presenza sul podio del maestro Roberto Valera.

Considerato tra i più importati compositori cubani degli ultimi cinquant’anni, Valera non ha diretto nessuna delle sue opere, ma ha dedicato il concerto a rinomati musicisti austriaci, spagnoli e russi.

Valera ha dichiarato che la sua passione per la direzione è dovuta non solo all’interesse per la promozione delle proprie opere e dei suoi compatrioti, ma anche per condividere con il pubblico la sua propria visione di determinati spartiti che s’interpretano o si registrano con frequenza.

Valera ha diretto la Sinfonia in Do maggiore n. 41, Wolfang Amadeus Mozart, ribattezzata “Giove” da un impresario musicale tedesco per sottolineare il carattere trionfale, grandioso e solenne della partitura.

E’ stata l’ultima composizione sinfonica di Mozart e nelle note che hanno introdotto il programma domenicale, il chitarrista e compositore Luis Manuel Molina ha segnalato tra i pregi la rottura, per la prima volta, di varie regole della musica sinfonica classica e l’anticipazione, nel movimento finale, di aspetti sviluppati in seguito da Beethoven e Brahms.

Successivamente, è stata eseguita la seconda suite de “Il capello a tre punte”, dello spagnolo Manuel de Falla, composta nel 1916 come parte dell’omonimo balletto. Questa si associa a tre nomi mitici dell’avanguardia artistica che irruppe nel XX secolo: Sergio Diaghilev, creatore dei balletti russi; il coreografo Leonide Massine (“La consacrazione della primavera”), e nientemeno che Pablo Picasso che curò le scenografie. Dopo l’apertura con la “Danza dei vicini”, la suite è proseguita con la “Danza del mugnaio” e terminata con l’esultante “jota” della “Danza finale”.

Alla Russia è stata dedicata la parte conclusiva del concerto con “Mascherata” di Aram Jachaturian e “Marcia schiava” di Piotr I Chaikovski. Il primo dei pezzi riprende la musica scritta da Jachaturian per la messa in scena, nel 1941, da parte della Compagnia Vajtangov, dell’opera omonima del poeta, scrittore e drammaturgo russo Mijail Lermontov, la cui fama di autore romantico è superata solo da quella di Alexander Pushkin. Il walzer che inizia la suite costituisce una delle più popolari ed eseguite sinfonie del compositore georgiano, d’origine armena e figura importante della cultura sovietica.

All’interno della cosiddetta musica descrittiva, come quella menzionata di Jachaturian, s’inserisce la “Marcia schiava” di Chaikovski che, per le sue caratteristiche ritmiche, genera sempre l’esaltazione del pubblico.

A Valera dobbiamo questa ricca selezione, con la speranza che torni nuovamente al podio, quanto prima, dirigendo le sue opere sinfoniche di successo.