
Sorelle e fratelli che partecipate a questo Incontro Internazionale di solidarietà con Cuba e l’Antimperialismo;
Amiche e amici: Benvenuti tutti! Sentitevi in casa! Cuba è e sarà sempre la casa dei lavoratori, perchè in Cuba i lavoratori sono al potere (Applausi).
Nè re, nè multimilionari, né rappresentanti di un’oligarchia: i lavoratori cubani! (Applausi)
Vi ringraziamo, voi partecipanti, per la vostra presenza in questo incontro nel quale condividiamo lo stesso sentimento e lo stesso impegno: la solidarietà umana, la solidarietà con la Rivoluzione Cubana le cause di lotta dei popoli per la loro vera emancipazione.
Celebrare il Giorno Internazionale dei Lavoratori con i rappresentanti della classe lavoratrice, dei movimenti di solidarietà e degli amici di Cuba è un grande onore e un gesto di coraggio che il nostro eroico popolo ringrazia di cuore.
Questo costituisce un degno omaggio al legato del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, paradigma della solidarietà del popolo cubano.
Voi siete qui in uno di questi momenti che divengono comuni in un paese bloccato sempre più duramente, nel quale si vivono situazioni molto avverse, come la crisi dell’energia e mancanze di ogni tipo.
L’idea era d’incontrarci nelle nostre piazze questo Primo Maggio, di celebrare insieme il Giorno dei Lavoratori.
Il maltempo ci ha obbligato a posporlo ma, come dice il refrain, a mal tempo, buon viso.
Abituati a vedere in ogni sfida un’opportunità non ci lamentiamo per la pioggia ma celebriamo i 205 anni dalla nascita di qchi ha caratterizzato lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo come fonte del plusvalore e l’essenza del capitalismo, e chiamò all’unità di tutti i lavoratori del mondo per la loro emancipazione.
Sarà venerdì 5 che celebreremo il Giorno dei Lavoratori nelle nostre piazze con sfilate e concentrazioni. E commemoreremo anche il 205º anniversario della nascita del più grande pensatore a favore dei lavoratori, Carlos Marx. E allora: Evviva i popoli del mondo! (Applausi.)
Cari fratelli:
In questi tempi è un’azione d’impegno genuino, di coraggio, uno sforzo straordinario visitare Cuba, lo sappiamo.
Il popolo cubano e i suoi dirigente ringraziano infinitamente.
Il mondo vive una crisi sistemica e multidimensionale del capitalismo aggravata dalla pandemia della COVID-19 e dai conflitti bellici.
Lo scorso 28 aprile si sono compiuti due secoli da quando l’allora segretario di Stato, e più tardi presidente dell’Unione, John Quincy Adams, definì per Cuba la sua teoria della “frutta matura” –e cito–:
«…ci sono leggi di gravitazione politica come quelle di gravitazione fisica, e così come un frutto separato dal suo albero dalla forza del vento non può, anche se vorrebbe, non cadere al suolo, così Cuba una volta separata dalla Spagna e rotta la connessione artificiale che la lega a lei, sarà incapace di sostenersi da sola e dovrà gravitare necessariamente verso l’ Unione Nordamericana, e verso lei esclusivamente, mentre per l’Unione stessa, in virtù della stessa legge, sarà impossibile non ammetterla nel suo seno».
Come si sbagliava Adams!
Da quell’annuncio di aprile alla promulgazione della Dottrina Monroe nel dicembre del 1823 trascorsero otto mesi. “L’América per gli americani”. E oggi, quando stiamo cercando d’apprendere, quando stiamo leggendo in maniera critica quello che hanno significato questi 200 anni d’applicazione della Dottrina Monroe, molto associata a quella della “frutta matura”, dobbiamo chiederci: Di che America e di quali americani stavano parlando?
Non si cercava di trovare un’integrazione americana e che tutto il potenziale umano, di risorse, di cultura e di storia dell’America si mettesse in funzione del beneficio mutuo di tutti i nostri popoli e paesi. Stavano dicendo che l’America Latina e i Caraibi dovevano appartenere all’America del Nord.
È lì la trappola di questa dottrina e questo è quel che dobbiamo saper delimitare per poterci convocare coscientemente all’unità antimperialista e alla lotta contro l’imperialismo.
Queste idee, che sono egemoniche, che sono di dominio, che sono di prepotenza e di desprezzo verso i popoli dell’America Latina, si videro anche riflesse, nel caso di Cuba, quando negli anni sessanta un funzionario del Dipartimento di Stato nordamericano fece un memorandum nel quale consigliava al Governo degli Stati Uniti che, dato che la maggioranza del popolo cubano appoggiava la Rivoluzione, si doveva allora asfissiarci economicamente, per far sì che da questa asfissia economica derivassero la delusione, la rottura, la mancanza d’impegno e sollevamenti sociali, che eliminassero la Rivoluzione.
Come parte della stessa dottrina egemonica, d’ingerenza, che disprezza i popoli latinoamericani e caraibici, si fondò l’Organizzazione degli Stati Americani, che il cancelliere Raúl Roa, definì come un “ministero delle colonie”.
Tutte queste sono piattaforme egemoniche, di dominio, prepotenza e disprezzo; per tanto la nostra risposta dev’essere come l’abbiamo discussa in questo evento. L’unità antimperialista!
Da allora e sino ad oggi, per 200 anni, la la politica del vicino poderoso è stata una sola: impadronirsi di Cuba, di Nuestra America e di tutte le nostre risorse naturali.
Gli Stati Uniti pretendono d’internazionalizzare la Dottrina Monroe e 200 anni dopo la rinnova con politiche di blocco, sanzioni, azioni politico-giudiziarie, muri, ingerenze, assedi mediatici e guerre.
Il blocco economico, finanziario e commerciale indurito costituisce il principale ostacolo per lo sviluppo economico e sociale di Cuba, e che l’imperialismo yanquee usa come strumento per asfissiare il popolo cubano, spezzare la sua unità e la fiducia nella Rivoluzione, nel socialismo, nel Partito e nel Governo, e per acuirlo, e come fosse poco, ci hanno incluso ancora una volta e senza fondamenta alcuna, nella spuria lista degli Stati patrocinatori del terrorismo.
Nel 2022 stiamo stati colpiti da due forti incidente e un disastro naturale, com’è stato detto qui in varie occasioni: l’esplosione del Hotel Saratoga a L’Avana, l’incendio nella Base dei Supertanqueros di Matanzas, e il passaggio dell’uragano Ian nell’occidente del paese.
In ognuno di questi momenti, come abbiamo fatto durante lo scontro alla COVID-19, il popolo cubano ha dimostrato la sua capacità di crescere di fronte alle difficoltà che con la forza di volontà, la solidarietà e l’unità, possiamo affrontarle e andare avanti.
I risultati nei tre processi di democrazia partecipativa, realizzati negli ultimi sei mesi appena, dimostrano la fiducia del popolo nella Rivoluzione, nell’infinita opera di giustizia sociale che significa e nella direzione del processo rivoluzionario.
Il popolo lo ha manifestato così quando ha approvato il Codice delle Famiglie, le elezioni per i delegati alle assemblee municipali del Potere Popolare e, più recentemente, l’elezione dei deputati terminata con la costituzione della X Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.
In questo contesto, cosa chiediamo a voi, i nostri amici di tutto il mondo, le persone che hanno fatto di Cuba e della causa cubana un senso nelle loro vite? Crediamo che sia una priorità rinforzare le esigenze per condannare il blocco in tutte le sue manifestazioni e continuare a dimostrare che, nonostante l’assedio e la pressione, è possibile che Cuba avanzi e si sviluppi.
Ma, come ho detto di recente nel mio discorso d’insediamento nell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, dobbiamo “vincere il blocco senza aspettare che lo tolgano!”. E voi amici che rappresentate la solidarietà internazionale con Cuba, siete ugualmente parte essenziale di questa sfida che condividiamo.
Costituisce anche un imperativo politico e etico denunciare l’inclusione di Cuba nella spuria lista degli Stati patrocinatori del terrorismo, dove non dovrebbe mai essere stata inclusa.
Oltre che arbitraria, ingiusta e immorale, ha gravi implicazioni economiche e un effetto dissuasivo e intimidatorio.
È necessario anche aumentare l’attivismo e l’articolazione nele reti sociali e negli spazi digitali, dove si sferrano oggi importanti battaglie nello scontro alle campagne di menzogne degli empori mediatici dell’ imperialismo yanquee e dei loro operatori interni e esterni nel loro tentativo per screditare e distruggere la Rivoluzione.
Che vi riconosciamo e vogliamo ringraziarvi?
Prima di tutto, di fronte a questa politica aggressiva dell’impero, il movimento di solidarietà con il nostro paese cresce nel mezzo d’ enormi sfide e in uno scenario internazionale molto complesso.
Sono sempre piu forti e coordinate le azioni di solidarietà che sviluppano le forze politiche, i movimenti sociali, popolari, di solidarietà, pacifiste, sindacali, studentesche, di contadini, delle donne, giovanili, religiose, laureati nelle scuole cubane e associazioni di cubani residenti all’estero tra l’altro.
È anche stimolante constatare l’incremento dei viaggi a Cuba come destinazione sicura, in aperta condanna delle restrizioni imposte dal governo degli USA e le campagne mediatiche fomentate dall’Europa e altre regioni.
Riconosciamo le azioni pubbliche di protesta contro il blocco attraverso carovane e altre iniziative ispirate nel progetto Ponti d’Amore, che sono diventate quotidiane, soprattutto nei fine settimana, in tutte le parti del mondo.
Abbracciamo l’idea di celebrare il VII Incontro Continentale Africano di Solidarietà con Cuba che si realizzerà nel secondo semestre dell’anno in corso.
Sosteniamo le campagne europee Unblock Cuba e le molteplici azioni solidali che, poco a poco, diventano un ampio movimento politico contro il blocco in Europa.
Celebriamo la concertazione politica e l’articolazione solidale realizzata attraverso la Rete Continentale Latinoamericana e Caraibica di Solidarietà con Cuba e le Cause Giuste, così come nella Rete Caraibica di Solidarietà con Cuba.
Molti chiedono in tempi difficili: Perché il socialismo in Cuba? Non tutti resistono per 60 anni a un’asfissia economica che è stata approfondita in maniera opportunista più di una volta. Tutto questo danneggia molto la società e la famiglia cubana e non mancano quelli che dicono che rinunceremo al socialismo.
Perchè la Rivoluzione Cubana ha scelto il cammino del socialismo per la prosperità? Perchè è l’unica alternativa di fronte al capitalismo; perchè è il camino migliore per dare potere al popolo e alle decisioni sul paese e il futuro (Applausi prolungati).
La Rivoluzione Cubana non è solo la reazione di un popolo a un cumulo insopportabile di abusi, dopo secoli di colonialismo e 60 anni di neocolonialismo.
È la reazione di un continente e di un mondo pagata dalle ingiustiazie e per questo non siamo stati soli nella nostra lotta. Voi siete un esempio! (Applausi.)
La Rivoluzione non è stata importata a Cuba, è nata dalle sue condizioni socio-storiche concrete e si è creata in quasi cento anni di lotta contro l’ingiustizia. Dalla sua autenticità nasce la sua forza.
Quando è scomparsa di colpo la comunità socialista e con lei il CAME, e l’economia cubana cadde al 30%, la Rivoluzione crebbe politicamente e moralmente, con Fidel al fronte e un Partito d’unità cosciente della sua forza. Al paese ci sono voluti cinque anni per fermare la caduta e tornare a crescere discretamente, ma siamo cresciuti!
Questo è un socialismo autentico.
Il presunto “satellite sovietico dei Caraibi” è sopravvissuto alla scomparsa non solo economica e politica del blocco socialista europeo; è sopravvissuto allo smantellamento ideologico e al crollo morale di partiti e organizzazioni politiche che supponevano un riferimento.
Nn siamo mai stati satelliti!
Tutto questo è avvenuto in un contesto marcato dall’euforia del neoliberalismo in America Latina: sono stati venduti persino i cimiteri e i parchi, ed è stato armato il progetto del ALCA.
Dato che Cuba non si è lasciata affascinare da quei canti di sirena che presto dimostrarono di servire solo per indebitare di più i popoli, le azioni di guerra divennero leggi.
Negli anni novanta, quando crollò il socialismo in Europa e non cadde la Rivoluzione, si promossero e si approvarono nel Congresso degli Stati Uniti due leggi: la Torricelli, nel 1992, e la Helms Burton, nel 1996. Furono prima un repubblicano, George Bush padre, e poi un democratico, Bill Clinton, che firmarono rispettivamente le leggi per ottenere i voti e il denaro della destra della Florida. Incredibilmente, così seppellirono quello che sino a quai momento era una prerogativa dei presidenti, secondo gli esperti.
L’incredibile è che le nostre possibilità di sviluppo sono vincolate a due leggi di un altro paese.
Cercate le statistiche e vedrete come si vincolano i dati dei più alti flussi migratori con quelli di maggiore pressione e viceversa, come ci furono periodi nei quali si invertí il flusso migratorio, quando si apersero gli scambi.
Quel che ci hanno confermato la resistenza e la volontà è che la giustizia per tutti si ottiene solo con il socialismo, la società per la quale lottiamo e continuiamo a lottare! (Applausi.)
Il capitalismo, e maggiormente il capitalismo dipendente, governò per 60 anni in Cuba e ci ha lasciato un grado tanto profondo d’ingiustizia che que la risposta è stata la Rivoluzione più radicale dell’emisfero.
Rinunciare al socialismo con questo apprendistato storico non è l’opzione, perché non lo abbiamo scelto per azzardo, lo abbiamo eletto responsabilmente come espressione del pensiero universale più avanzato in quanto alla giustizia sociale.
È tanto e realmente efficace il socialismo in questo oggetto nobile e umanista, che, anche se vincolati, assediati e perseguitati dal più poderoso impero della storia, non hanno potuto asfissiarci né farci arrendere.
È così vero che solo il socialismo offre futuro come sistema di giustizia sociale, che siamo convinti che questa è la prima causa del blocco: impedire che trionfi un sistema anticapitalista, socialista a novanta miglia dall’ impero! (Applausi prolungati)
Sorelle e fratelli:
in un momento come questo, cosa ratifichiamo: Vi possiamo ratificarw che nel complesso contesto internazionale attuale Cuba mantiene la sua politica estera di principi, di solidarietà e di difesa delle cause giuste.
E voglio ratificare alcune idee che sono state espresse precedentemente nell’inaugurazione di questa sessione di oggi dalla Viceministro delle Relazioni Estere del nostro paese:
Ratifichiamo il nostro permanente sostegno alla Rivoluzione Bolivariana e Chavista del Venezuela, all’unione civico-militare del suo eroico popolo e al suo legittimo presidente, il compagno Nicolás Maduro Moros (Applausi prolungati e esclamazioni).
Reiteriamo la nostra solidarietà con il Nicaragua sandinista, con il suo popolo e con il presidente Comandante Daniel Ortega Saavedra (Applausi prolungati e esclamazioni); la nostra solidarietà con lo Stato Plurinazionale della Bolivia; con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, in Brasile, leader del Partito dei Lavoratori del Brasil (Applausi); il nostro invariabile appoggio agli sforzi della Repubblica Argentina per recuperare la sovranità sulle isole Malvine, Georgia del Sud, Sandwich del Sud e gli spazi marittimi circostanti (Applausi); il nostro impegno con il Governo del presidente Luis Arce, del MAS, in Bolivia, per il suo lavoro nel recupero del paese e la lotta contro il golpismo (Applausi); appoggiamo anche la causa del popolo peruviano e sosteniamo il Governo di Honduras e la sua presidente Xiomara Castro (Applausi).
Continueremo a difendere i legittimi interessi delle nazioni caraibiche e appoggiamo il loro reclamo di ricevere compensi per le conseguenze della schiavitù e il colonialismo (Applausi).
Specialmente riaffermiamo il nostro impegno con il fraterno popolo di Haiti, e il nostro totale appoggio alla autodeterminazione e indipendenza di Puerto Rico (Applausi).
Ringraziamo l’amico Andrés Manuel López Obrador, presidente del Messico, per il suo fermo appoggio e la solidarietà con la Rivoluzione Cubana (Applausi).
Manteniamo la nostra più ferma posizione per una soluzione ampia, giusta e duratura del conflitto israeliano-palestinese, appoggiando la ricerca di una soluzione politica negoziata giusta e definitiva che garantisca l’esercizio del legittimo diritto del popolo palestinese alla libera determinazione e a esistire come Stato sovrano e indipendente con le frontiere precedenti al 1967 con Gerusalemme Orientale come sua capitale (Applausi).
Manterremos la solidarietà senza condizioni conil fraterno popolo saharaui ye il suo diritto all’autodeterminazione (Applausi).
Operiamo per continuare a sviluppare e rinforzare gli stretti e amichevoli vincoli con la Siria, basati nel rispetto e l’autodeterminazione, l’integrità territoriale e la condanna del terrorismo e dell’imposizione di sanzioni economiche da parte di potenze straniere e organismi internazionali (Applausi).
Salutiamo i lavoratori dei fraterni paesi socialisti (Applausi).
Cuba lotta per la pace, la cooperazione, la solidarietà, il multilateralismo e il dialogo, come premesse per la soluzione dei conflitti, e difende un nuovo ordine economico internazionale.
Mentre si svolge questo Incontro Internazionale di Solidarietà, si sta realizzando a L’Avana il terzo ciclo di dialogo tra il Governo della Colombia e l’ Esercito di Liberazione Nazionale (Applausi).
L’impegno di Cuba con la pace in Colombia è inalterabile e faremo tutto quello che potremo per conquistare questo desiderato proposito del popolo colombiano e della nostra regione (Applausi). Siamo impegnati perchè si realizzi il Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, così come lo approvò il Vertice della CELAC nel 2014.
Sappiamo che in molti dei paesi di Asia e Oceania, Africa e Medio Oriente, Europa, America del Nord, America Latina e Caraibi, i lavoratori organizzano manifestazioni di massa per affrontare le politiche neoliberali che non garantiscono loro né lavoro né sicurezza sociale. A tutti loro inviamo il messaggio solidale del movimento sindacale e della Rivoluzione Cubana per le giuste lotte che sferrano oggi (Applausi).
Vogliamo dirvi che siamo convinti che i grandi problema che l’umanità affronta oggi e quelli che affronterà in futuro si possono risolvere solo per la via della cooperazione e la solidarietà e non del confronto.
La vittoria della Rivoluzione Cubana è prima di tutto una vitoria del nostro popolo e anche dei popoli rappresentanti dai delegati internazionali e di tutti i popoli amici di Cuba (Applausi).
La forza del processo rivoluzionario nella società cubana non si potrebbe spiegare senza questa volontà popolare e senza il ruolo meritevole della solidarietà internazionale che voi ci offrite(Applausi).
Compagne e compagni:
chi di voi rimarrà sino a venerdì- chiediamo troppo? - sarà testimone di come i lavoratori e il popolo di Cuba, nonostante i limiti, festeggeremo con allegria e unità il Giorno Internazionale dei Lavoratori, in questa occasione in maniera differente, ma con lo steso spirito, entusiasmo e fede indistruttibile nella vittoria (Applausi).
Vi giunga la gratitudine eterna e sincera di tutto il nostro popolo per accompagnarci nella nostra lotta irrinunciabile contro il blocco.
In nome del nostro popolo, Partito e Governo ratifico la continuità del legato rivoluzionario di Fidel, Raúl e di tante generazioni di patrioti cubanoi che lottarono per la patria sovrana, indipendente, solidale, democratica, socialista e degna, che abbiamo la responsabilità di difendere al prezzo che sia necessario (Applausi).
Questo è il messaggio che inviamo a voi e a tutti gli amici e popoli del mondo con amore e fermezza.
L’incerto e pericoloso panorama che si vive a livello mondiale e i brutali estremi ai quali ci hanno portato i nemici della Rivoluzione per farci arrendere per fame e carenze di ogni tipo, fanno sì che molti dubitino della possibilità reale della vittoria che ci aspetta.
Nella storia di Cuba ci sono stati molti momenti come questi che viviamo, ma forse quelli con meno speranze li vissero per diversi giorni i sopravvissuti dello sbarco del Granma.
Trecdici giorni dopo la loro dispersione, dopo il battesimo del fuoco di Alegría de Pío, Fidel incontra suo fratello Raúl e altri quattro compagni, di notte, in un luogo remoto conosciuto come Cinco Palmas. Si abbracciano.
Fidel chiede quanti fucili hanno. Raúl risponde che ne hanno cinque, e Fidel dice: «Più due che ho io, sette. Adesso sì che vinciamo la guerra!» (Applausi.) Raúl racconta che in quel momento aveva pensato che suo fratello sragionava, sino a quando vinsero la guerra! (Aplausos.)
Molti anni dopo, con tanti momenti come quelli, Cuba perse i suoi mercati e la solidarietà socialista, l’impero e gli ex socialisti si allearono per imporre un doppio blocco.
Un’atra volta, come nel carro armato di Girón, Fidel guidò l’epica resistenza per Cuba e per il socialismo.
Raúl, al fronte di un esercito che senza lasciare le armi si è dedicato a produrre alimenti e medicine, ha dimostrato e ha detto che:« Sì si può!»
(Applausi).
La generazione che ora occupa le principali responsabilità nel Partito, lo Stato e il Governo cubano viene da questa scuola, e siamo convinti che sì si può e che sì vinceremo la guerra! (Applausi.)
E come allora, anche adesso e come sempre, contiamo con la vostra solidarietà.
L’unità e la speranza sono il nostro presente e futuro, e la vostra solidarietà rinforza l’unità e accresce la speranza! (Applausi.)
La solidarietà umana non si può bloccare, continuerà ad essere un’arma indistruttibile di lotta e di combattimento e nello stesso tempo un messaggio
permanente e infinito di pace, che è impossibile far tacere.
Patria è umanità! Un’umanità sostenuta dai lavoratori!
Solidarietà per sempre!
Andiamo a vincere!
Certo che vinceremo!
Hasta la Victoria Siempre!
(Ovazione). (GM /Granma Int.)




