
(Versioni Stenografiche - Presidenza della Repubblica)
Cari Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz e compagni della
Generazione Storica;
Compagno Esteban Lazo, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere
Popolare e Presidente del Consiglio di Stato;
Deputate e deputati;
Compatrioti:
Si onora Cuba contando in un giorno come oggi, quando si compiono sei anni dal suo ritorno in Patria con il compagno Gerardo Hernández Nordelo membro del nostro Consiglio di Stato (Applausi).
Un anno fa da questa stessa tribuna avevamo detto «Hanno sparato per ucciderci e siamo vivi!» Si supponeva allora che niente poteva essere peggiore di quella scalata di misure per indurire il blocco imperialista e d’attacco alle fonti dei rifornimenti energetici, alle brigate mediche e a qualsiasi possibilità di finanziamento.
Poi è arrivato il 2020, un anno duro e sfidante come pochi per via della sconcertante pandemia della COVID-19 che ha chiuso di colpo e per mesi le porte all’economia e alla stessa vita.
Tutto è stato peggio, perchè il suo impatto è universale e ha toccato momenti insopportabili, con l’opportunista indurimento del blocco statunitense, prova definitiva della profonda malvagità dei nostro avversari.
Loro insistono ne tentativo di ucciderci, ma noi insistiamo a vivere e vincere. Cuba Viva è saltata al di sopra delle sue stesse possibilità.
Pie de foto: Cuba si è onorata in un giorno come ieri, quando si sono compiuti sei anni dal suo ritorno in patria, con il compagno Gerardo Hernández Nordelo membro del nostro Consiglio di Stato. Foto: Estudios Revolución
È il destino di questo popolo: crescere con le sfide. È nei geni della nazione cubana, forgiata nella resistenza e la ribellione degli schiavi che si negarono ad essere tali e nella volontà degli emigranti carichi di sogni; è nell’eredità dei leaders indipendenti che bruciarono le loro ricchezze nel fuoco della Rivoluzione; nelle madri dei suoi figli nati in mezzo al combattimento e nella forte identità del cubano che maturò in lunghi anni nei quali la patria era libera solo nella manigua.
È nelle generazioni successive che hanno lasciato sangue e semente in combattimenti disuguali, nelle strade e nelle montagne, sino alla vittoria.
Non c’è modo di spiegare l’esistenza della Rivoluzione, il suo trionfo e la sua sopravvivenza di fronte a spietati maltrattamenti e dolorosi abbandoni, senza queste essenze che tutti i giorni pongono di fronte a una storia che accumula già tante eroine ed eroi per abitante, che è difficile contarli.
Ma l’esempio contagia. In questi mesi di pandemia siamo stati testimoni di prodezze quotidiane in persone di tutte le età e mestieri, donne e uomini, giovani e anziani.
Anche i bambini lo sono stati, trasformandosi in esemplari educatori dei genitori, per l’uso della mascherina, il lavaggio delle mani, la distanza fisica: i tre pilastri della responsabilità individuale in questa battaglia di tutti.
Voglio dire qui, oggi, che ogni ora di questi mesi di scontro alla COVID-19 è stata di crescita e apprendimento. Ci sono state giornate di tensione, molto faticose, ma non ci ha mai accompagnato il disanimo grazie al popolo soprattutto.
Non è possibile lo scoraggiamento quando si ha davanti l’eroismo, non di una persona o di un gruppo, ma di un’intera nazione. E questo eroismo ci spinge costantemente a dare di più, a sentire vergogna quando il corpo ci chiede riposo.
Sopportando carenze di ogni tipo, code sfibranti e una rinuncia temporanea a feste e abbracci, le cubane e i cubani abbiamo affrontato gli impegni più duri nell’anno 2020.
Il nuovo coronavirus è una sfida gigantesca nel mezzo della crisi imposta dal blocco. Ma lo affrontiamo senza paura. Abbiamo avuto meno medicine, meno cibo, meno trasporti … , ma anche meno contagi, meno malati e meno morti. Questo si spiega solo perché abbiamo avuto più volontà politica, più solidarietà, più giustizia sociale. Più socialismo.
Nella Scienza e della Medicina abbiamo ottenuto record per la dedizione e nel sacrificio personale e collettivo, che hanno permesso che il paesi si collocasse rapidamente tra quelli che sono riusciti a contenere la pandemia.
Per illustrarlo con la precisione delle cifre: il paese accumula 1.294.052 esemi realizzati con 9.771 casi positivi, tra i quali, purtroppo sono morte 137 persone, con una percentuale di letalità del 1,40, al di sotto del tasso mondiale di 2,25, ee anche al di sotto del tasso della regione delle Americhe del 2,54.
Siamo uno dei pochi paesi del mondo che non hanno registrato la morte per COVID -10 di donne in gravidanza, bambini o personale sanitario.
Circa il 90 % di tutti i contagiati sono guariti grazie ai robusti protocolli che si perfezionano in continuità. Le sale di terapia intensiva non hanno collassato.
E parallelamente all’assistenza medica, i professionisti della salute lavorano a 800 investigazioni che hanno generato centinaia di pubblicazioni scientifiche.
Più di una dozzina di biofarmaci cubani si utilizzano nei trattamenti, mentre si stanno sperimentando quattro candidati di vaccinazione e sono già stati realizzati prototipi di tre ventilatori polmonari, della cui produzione si occuperà l’industria nazionale.
Come la storia, con i suoi secoli di lotta e resistenza, l’opera educazionale e il modello umano che la Rivoluzione ha scelto per i suoi figli, ci hanno posto nello scontro alla pandemia davanti a paesi di simile o superiore sviluppo.
Il talento naturale del popolo e quella sentenza premonitrice di Fidel, che ci saremmo convertiti in un paese di uomini e donne di Scienza, e soprattutto la sua idea messa in pratica con la volontà politica d’investire in aree così nuove e quasi esclusive del primo mondo, come l’ingegneria genetica e la biotecnologia, le neuroscienze e la produzione di medicinali, ci hanno permesso di collocarci all’avanguardia degli studi sulla pandemia e dei protocolli d’assistenza e attenzione ai contagiati.
Un principio umanista, inseparabile della Rivoluzione: la vita umana
come bene supremo della società è alla base della strategia nazionale di scontro all’epidemia in Cuba e in altri 39 paesi, dove sono andati in questi mesi circa 3000 professionisti cubani, raggruppati in 53 Brigate del Contingente Henry Reeve.
Il maltrattamento, la persecuzione, la diffamazione e le volgari pressioni dell’ attuale Governo degli Stati Uniti contro altri paesi per ricevere o semplicemente sollecitare appoggio dal prestigioso Contingente non ha precedenti.
Ma la sua opera è già giunta a un livello nelle nazioni che lo ricevono che è già stata formulata a proposta per il Nobel della Pace al Contingente Henry Reeve, una candidatura che onora profondamente un progetto di Fidel in questo mondo governato dagli egoismi e dalle regole del mercato.
Si riconosce così la dedizione dei nostri lavoratori della Salute per salvare vite nelle più difficili condizioni e nei luoghi più remoti, dove non giungerà nemmeno un’elemosina dei loro oppressori.
Senza cedere a un eccesso d’ottimismo, sempre pericoloso anche se smobiliterebbe le azioni che si devono mantenere nel tempo, stiamo superando tutte le prove della pandemia grazie al popolo e all’impulso preciso della Scienza, un poderoso motore di trazione multiple, se mi perdonate l’analogia.
Perchè va detto che gli apporti dell’intelligenza collettiva non si riducono all’area vitale della Medicina e ai Servizi di Salute Pubblica. Ringraziamo che alcune delle menti più brillanti del nostro paese siano attente e apportino dalle piattaforme digitali, con acutezza critica, le analisi scientifiche che anche dall’economia e le scienze sociali e storiche dovranno dotare la nazione di un corpo teorico indispensabile in questo momento pieno d’urgenze.
Niente è poco nè banale di quello che si apporta dalla conoscenza e dall’impegno con il destino della nazione. È un segnale che distingue molti cubani che accompagnano la Rivoluzione in tutte le sue preoccupazioni e vogliono aiutare nella conquista della prosperità pendente.
E ci aiuta a rettificare mentre camminiamo, a noi che abbiamo il dovere di governare, quello di cui non ci vergogneremo mai e che non rinnegheremo mai.
Intendiamo che studiare, apprendere e prendere decisioni, dai sapere collettivi conduce sempre a cammini più sicuri e più giusti.
Compatrioti:
Nel 2020 abbiamo affrontato condizioni eccezionali nella nostra economia. Qualsiasi aggettivo è insufficiente per definire l’atroce combinazione del blocco rinforzato e la pandemia sull’economia e la società.
Parliamo degli effetti accumulati dalla persecuzione finanziaria e dall’assedio a qualsiasi fonte di entrate in divisa rinforzate in forma opportunista nel mezzo della pandemia e della contrazione economica universale che provoca, con la conseguente interruzione dell’attività turistica, una delle principali fonti di entrate del paese, la contrazione delle importazioni; la diminuzione dell’ attività produttiva e dei servizi sia nel settore statale che in quello non statale, con le spese di salute addizionali a quelle previste nel piano, con incrementi dei finanziamenti dal Bilancio dello Stato, tra l’altro.

Disegnando il Piano dell’Economia per il 2020, avevamo previsto, anche se in condizioni di forti restrizioni, d’ottenere una crescita nell’ordine del 1% . Ma com’è successo praticamente in tutte le regioni e paesi, la COVID-19 ci ha obbligato a modificare tutte le previsioni. Il fatto è che non ci sarà crescita. Come abbiamo informato qui, c’è un calo di circa l’11%.
Cade l’economia, ma non si ferma. Abbiamo approvato la Strategia Economico-Sociale e il Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale sino al 2030 e sono terminato gli studi per l’implementazione dell’ordinamento monetario che inizierà i prossimo 1º gennaio.
Nel mezzo del peggiore scenario sono stati realizzati importanti investimenti nei principali programmi di sviluppo, includendo quelli della casa con 47.400 immobili terminati, il turismo con 2000 nuove abitazioni, la prima bioelettrica in operazioni nel paese, investimenti nel settore idraulico e nella produzione degli alimenti, tra l’altro.
Simultaneamente, sono stati approvati 29 progetti d’Investimento Straniero per 2 455 milioni di dollari, 5 dei quali nella Zona Speciale di Sviluppo
Mariel, importante e strategico punto economico del paese, dove operano imprese di 21 paesi e di 11 multinazionali. Lì sono stati approvati 55 affari per un ammontare d’investimenti impegnato che supera i 3000 milioni di dollari, generando 11.763 nuovi posti di lavoro.
Anche se nello scenario in cui si elabora il Piano dell’Economia per il 2021
prevale l’incertezza associata all’evoluzione della pandemia e dei suoi gravi colpi all’economia mondiale, il prossimo anno si spera in un processo graduale di recupero con una crescita tra il 6% e il 7% e questo domanda un forte lavoro di tutti gli attori economici.
Realizzare questo obiettivo esige che noi si mantenga il controllo della COVID-19, per non affrontare passi indietro nell’apertura che abbiamo iniziato nel turismo e nelle attività produttive in generale.
Il paese continuerà a lavorare al suo sviluppo. Il piano degli investimenti s’incrementa del 22% rispetto al 2020, concentrando il 60% delle risorse nei settori prioritari: la produzione degli alimenti, la difesa, il turismo, le fonti rinnovabili d’energia, il programma della casa e le fabbriche di produzione del cemento e l’acciaio.
Nonostante la contrazione che ci lascia quest’anno, non rinunciamo a realizzare la crescita progettata per la seconda tappa del Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale compreso nel periodo dal 2022 al 2006.
Per questo è necessario avanzare con maggiore celerità e chiare priorità nell’implementazione della Strategia Economico - Sociale e mantenere sotto controllo l’inflazione, evitando che si esprima al di sopra dei livelli previsti nell’ordinamento economico, incentivare la generazione di nuovi posti di lavoro
Soprattutto nell’attività produttiva, per la quale è imprescindibile l’impulso allo sviluppo locale dando priorità al turismo, appoggiando i suo recupero graduale e con enfasi nel rifornimento per la circolazione al minuto delle merci in moneta nazionale, soprattutto dei prodotti molto richiesti.
Si darà priorità ugualmente all’impulso degli investimenti nella Zona Speciale di Sviluppo Mariel e all’incremento delle vendite delle entità nazionali alla Zona, al di sopra di quanto progettato nel Piano, e la partecipazione dell’industria nazionale come fornitrice delle vendite al minuto e all’ingrosso in divisa.
In questo contesto sarà necessario migliorare il deficit fiscale progettato partendo da una maggior efficienza della spesa pubblica e dell’aumento delle entrate del Bilancio dello Stato.
Con l’inizio dell’ordinamento monetario, il 2021 sarà decisivo per il recupero graduale dell’economia, mentre riusciremo a creare condizioni più favorevoli per lo sviluppo dee settore produttivo nazionale.
Questa priorità vincolano alcuni passi avanti realizzati in quest’anno difficile, come i programmi di sviluppo territoriale, la gestione della scienza e l’innovazione, le reti dei laboratori di biologia molecolare, le nuove facoltà concesse al sistema delle imprese, il programma per l’avanzare della donna, la politica del commercio dei prodotti agricoli e dell’allevamento, la creazione dei parchi tecnologici e delle società mercantili che operano tra le università e le imprese.
La conduzione dell’economia è stata disegnata con il principio d’assicurare come obiettivi essenziali l’accesso agli alimenti, ai combustibili, ai fertilizzanti, ai plaghicidi e ai medicinali, per soddisfare la domanda della difesa, così come la priorità nell’ottenimento dei finanziamenti per l’industrializzazione, rendendo effettivo il proposito di non importare quello che possiamo produrre con efficacia nel paese.
Il principio è stato introdurre modifiche per ottenere una maggior flessibilità, obiettività e innovazione in risposta ai problemi e alla ricerca di soluzioni.
Compagne e compagni:
La sfida del periodo che oggi valutiamo è stata superiore a qualsiasi altro momento, anche se noi abbiamo pianificato nello stesso anno della pandemia e con l’intensificazione del blocco di cominciare l’applicazione dell’ordinamento monetario e realizzare un intenso cronogramma legislativo che aggiunga una forza pratica alla nostra Costituzione.
L’Impegno Ordinamento è senza dubbio il più complesso processo economico degli ultimi anni ma rimandarlo sarebbe più costoso nel tempo.
Seguiamo con interesse e rispetto e preoccupazioni della popolazione e siamo impegnati a costruire il suo benessere.
Per rispondere a queste, ministri e specialisti spiegano e spiegheranno più di una volta e in forma dettagliata le questioni che possono generare dubbi che sono quasi tutti dovuti alla novità del processo.
Esistono preoccupazioni in relazione ai salari e anche per le tariffe elettriche. Potremmo dare un’unica risposta limitandoci a spiegare il mantenimento di grandi sussidi ai settori che consumano meno; ma nell’ordinamento monetario nessuna misura si può vedere al di fuori de contesto economico nazionale e mondiale dove i prezzi e l’accesso al combustibile obbligano i paesi con il minor sviluppo ad aggiustare i suoi consumi.
Quello che sì possiamo affermare categoricamente è che non si tratta di una politica di terapia da choc, nè di “corralitos finanziari”( denaro bloccato nelle banche senza accesso per i proprietari), come alcuni insistono come progetti.
Rivedremo quello che va rivisto e si correggerà quello che si deve e si può correggere (Applausi).
La Rivoluzione insiste nel suo fermo proposito che nessuno resti abbandonato.
È vero che abbiamo dovuto ricorrere a misure come i super mercati in moneta liberamente convertibile, tanto discusse e imprescindibili per incentivare rimesse, canalizzarle e risolvere una contraddizione segnalata in maniera persistente e critica da economisti e altri esperti, ossia la fuga all’estero della divisa che stava drenando le scarse entrate del paese per la via dei compratori privati.
La soluzione è stata attrarre queste risorse al mercato interno e con entrate in moneta liberamente convertibile finanziare le spese in alimenti e combustibili del paese nel momento in cui non si contava nemmeno con l’arrivo di turisti e la pandemia pesava enormemente sui magri capitali disponibili.
Il vice primo ministro Alejandro Gil Fernández lo ha già spiegato più di una volta: la vitalità del servizio elettro - energetico nazionale e i minimi del paniere
a prezzi statali ai quali nessuno vuole rinunciare non si potranno garantire senza le divise che tarderanno comunque a recuperarsi per conto delle produzioni e le esportazioni nazionali.
Deputate e deputati:
Sicuramente molti di voi sono al corrente delle crescenti manipolazioni e pressioni con cui accusano Cuba di ritardi e paralisi nel cronogramma legislativo.
Cercano di calpestare la direzione della Rivoluzione cancellare 60 anni di battaglia per i diritti della donna e contro ogni tipo di discriminazione e abuso, contro la violenza, l’esclusione dei settori sociali che sino al 1959 non contavano per la politica nazionale.
In questa Sessione, compiendo le disposizioni transitorie della Costituzione, sono state approvare due leggi importanti che vengono a completare le norme necessarie per l’organizzazione e il funzionamento degli organi locali del Potere Popolare.
Abbiamo apprezzato che le due disposizioni normative sono state oggetto di un impegnativo lavoro degli incaricati della loro elaborazione, soprattutto partendo dall’alto numero di opinioni come risultato dei processi di consultazione realizzati sia nel Governo come tra i dirigenti delle province e i municipi, i deputati e l’accademia.
Com’è precisato nei due corpi legali, i contenuti saranno oggetto di valutazione per l’Assemblea Nazionale un anno dopo la loro entrata in vigore. L’esperienza della loro applicazione ci permetterà di realizzare gli aggiustamenti che corrispondono, data la novità che è parte delle istituzioni stabilite in loro.
Con queste leggi ne sono state approvate in totale sei nel 2020, compiendo il
Cronogramma Legislativo, che ora abbiamo dovuto adeguare di nuovo, e sono espressioni dello sforzo realizzato per dare compimento nelle circostanze complesse imposte dalla COVID-19.
L’attività legislativa e, in particolare, i gruppi di lavoro incaricati d’elaborare glu anticipi dei progetti non sono stati interrotti. In alcuni casi, prodotti dalla complessità delle norme abbiamo dovuto ampliare le consultazioni e correggere diversi contenuti.
La creazione normativa, che voi conoscete, non si circoscrive solo alle
Leggi. Com’è stato detto qui, il Consiglio di Stato quest’anno ha approvato 25 decreti legge, 11 compiendo il Cronogramma tracciato, e questo dimostra lo sforzo realizzato in questa attività.
L’aggiustamento appena approvato mette in evidenza una maggior obiettività, frutto delle esperienze acquisite dalla sua approvazione, da parte di questa Assemblea.
Nel caso particolare del Codice delle Famiglie ci manteniamo nell’impegno d’avanzare in tutto il necessario nonostante le circostanze attuali. Questa
norma, come sappiamo, ha una vasta incidenza nella società e necessita la maggior preparazione, educazione e consenso sociale.
ll gruppo di lavoro, coordinato dal Ministero di Giustizia e formato da specialisti in Diritto della Famiglia, psicologi e investigatori di diverse istituzioni, ha realizzato un arduo lavoro nella definizione delle politiche fondamentali.
Ugualmente ci siamo visti obbligati a trasferire nel tempo altre disposizioni normative, includendo alcune di quelle previste nelle disposizioni transitorie della Costituzione e altre che regolano temi d’interesse per la popolazione.
Vogliamo ratificare l’invariabile volontà di perseverare nel proposito di poter contare con le norme giuridiche necessarie per implementare il nuovo testo costituzionale ed evitare in futuro qualsiasi vuoto legale.
Nelle eccezionali circostanze che ci ha imposto la pandemia, abbiamo lavorato intensamente, anticipando la discussione e l’approvazione delle leggi orientate ad approfondire la giustizia sociale e rinforzare lo Stato di Diritto. Ed esigeremo più dinamismo per realizzare il mandato di rendere effettiva la Costituzione.
Con la permanente insistenza del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz al
fronte di questi processi, il nostro Partito e il nostro Governo hanno assegnato la più alta priorità al compimento di un programma complesso, nel quale si lavorerà sino a che finiscano le consultazioni e si considerino i punti di vista, i giudizi e gli apprezzamenti, molte volte contradditori della maggioranza della popolazione. Non è qualcosa che possiamo risolvere alla leggera, perchè sarebbe come andare contro lo spirito della nostra Carta Magna.
Legiferare è un lavoro molto serio, determinante per il destino di tutti i cittadini. A noi corrisponde farlo nel minor tempo possibile, ma sempre, e prima di tutto, con la premessa che siamo un’assemblea libera da pressioni di lobby.
Siamo l’Assemblea del Popolo di Cuba e siamo a disposizione delle sue domande e del suo tempo. E di nessun altro. ( Applausi).
Compagne e compagni:
Passando a temi dell’agenda internazionale, va segnalato anche l’impatto singolare e inatteso della pandemia che ha aggravato le contraddizioni già esistenti nel mondo e le tensioni di un’economia globale che tendeva alla decelerazione dei volumi produttivi e dei flussi commerciali.
Come in congiunture storiche simili, il peso maggiore della crisi è caduto sui più svantaggiati e sui diseredati che, nella maggioranza dei paesi hanno sofferto un aggravamento delle loro difficoltà, mentre la povertà in generale cresce con la disuguaglianza e la polarizzazione sociale.
Incredibilmente le fortune più grandi del pianeta, sfruttate da pochi, con la pandemia hanno ottenuto guadagni inediti. E, di fronte alla maggioranza, il panorama non è più promettente per l’anno che sta per cominciare.
L’impatto generale dei guasti già sperimentati continuerà a peggiorare con grandi interrogativi su quando e come si recupereranno la produzione manifatturiera generale e la prestazione dei servizi nei grandi centri economici e nei paesi in via di sviluppo, con incertezze sui flussi commerciali, il lavoro e la stabilità finanziaria.
La politica estera fortemente aggressiva e unilaterale degli Stati Uniti negli anni recenti ha aggravato le minacce alla pace, alla sicurezza e ai meccanismi multilaterali, regionali e internazionali che per decenni, e anche con limiti, hanno sostenuto il sistema delle relazioni internazionali, alla cooperazione e al Diritto Internazionale come cornice di riferimento per l’interazione tra le nazioni.
Per Cuba e per la maggioranza dei paesi si sono ridotte le possibilità di scambi diretti. Le riunioni internazionali sono diventate obbligatoriamente virtuali, con l’uso delle tecnologie della comunicazione e questo introduce un modo nuovo di praticare la diplomazia bilaterale e multilaterale, ma limita l’effetto insostituibile dell’interazione personale nel fomento della conoscenza reciproca, la costruzione della fiducia e la possibilità di deliberare in profondità su temi sensibili.
In questo difficile contesto e senza tralasciare nessuna priorità, Cuba ha continuato a rinforzare e a sviluppare le sue relazioni con la comunità internazionale, sulla base dei principi della Carta delle Nazioni Unite, lottando sempre a favore della pace e della protezione dell’ambiente, promuovendo i postulati del Movimento dei Paesi non Allineati e impegnata persistentemente con l’unità e l’integrazione dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi.
Dimostriamo la capacità di sostenere e portare a nuovi ambiti la
cooperazione solidale, pietra angolare e singolarmente caratteristica della nostra politica estera.
Presto o tardi si scriverà la storia di questa nefasta pandemia e del suo impatto a livello globale.
Se si narrerà con onestà, sarà impossibile tralasciare il ruolo di Cuba e delle migliaia di cubani che sono accorsi volontariamente in altre terre, affrontando il pericolo e onorando il codice d’Ippocrate che accompagna nella coscienza e nel cuore i nostri abnegati lavoratori della Salute.
D’altra parte abbiamo adottato misure indirizzate a proteggere e appoggiare i cittadini cubani che si trovano all’estero. Con questo proposito e di fronte alla necessità di rispettare rigorosi protocolli di protezione e distanza fisica, abbiamo promosso la realizzazione di documentazioni consolari a distanza.
Nonostante la necessaria cancellazione dei voli regolari per circa sette mesi, abbiamo appoggiato la realizzazione di 94 voli charter che hanno permesso il ritorno a Cuba di circa 5.000 compatrioti da 56 paesi, e sono state adottate misure eccezionali come la proroga automatica di soggiorno all’estero.
La volontà di continuare a rinforzare i vincoli tra Cuba e i suoi nazionali all’estero è irrevocabile.
Pochi giorni fa, l’8 dicembre, abbiamo realizzato i VII Vertice Caricom-Cuba, che ha confermato il consolidamento delle strette relazioni con i fratelli dei Caraibi, basate nell’appoggio reciproco, la cooperazione e la solidarietà, di fronte agli impegni che dobbiamo affrontare nel sistema internazionale, ingiusto e disuguale.
In questi tempi, quando diviene più necessaria la cooperazione, abbiamo condiviso con orgoglio la disposizione e la dedizione dei nostri medici e dei nostri professionisti della Salute che prestano servizio in tutte le nazioni della Comunità dei Caraibi e per la prima volta anche in cinque territori non indipendenti.
Ringraziamo per la solidarietà e il rispetto dei Caraibi verso Cuba e difendiamo con valore l’amicizia reciproca.
Alcuni giorni dopo abbiamo realizzato il XVIII Vertice dell’ALBA-TCP, nel quale
abbiamo ratificato la nostra condanna all’ingerenza dell’ imperialismo nell’ emisfero e dei tentativi d’imporre di nuovo la Dottrina Monroe, e riaffermiamo l’appoggio alla Rivoluzione Bolivariana e Chavista, al Governo del fraterno Nicaragua e celebriamo il ritrono dello Stato Plurinazionale della Bolivia in questa organizzazione.
Stiamo giungendo alla fine del quarto e ultimo anno dell’attuale governo degli Stati Uniti, il numero 12 da quando la Rivoluzione ha trionfato.
Impegnato con i settori più rabbiosamente anticubani di questo paese, ha scatenato contro Cuba in questo periodo una guerra sordida con l’assurda pretesa di metterci in ginocchio, rompere la resistenza della Rivoluzione e obbligarci a realizzare concessioni sia in politica estera che nella nostra realtà interna.
Il suo fallimento è assoluto e ben noto.
Le conseguenze sull’economia e il suo impatto nella vita e il benessere di milioni di cubani, sì è stato senza dubbio di grande portata.
La guerra economica è stata indirizzata con perfidia contro le fonti principali delle entrate e contro il rifornimento di combustibile, con misure di natura non convenzionale improprie in tempi di pace.
È stata dichiarata apertamente l’ambizione d’asfissiare l’impegno economico dell’Isola, e c’è stato chi pubblicamente si è messo a contare i giorni.
Al violento peso de blocco sono state aggiunte misure che lo hanno spinto a un livello qualitativamente superiore.
L’uso del III Titolo della legge Helms-Burton per castigare o minacciare chi legittimamente commercia con Cuba o investe qui, l’attacco alle rimesse, l’elaborazione di liste capricciose per applicare
Restrizioni addizionali al sistema cubano delle imprese, limiti aggiunti alle strette possibilità dei viaggi, la criminale persecuzione dei rifornimenti di combustibile, il maltrattamento alle transazioni in qualsiasi angolo del mondo e la campagna di pressioni contro terzi paesi, perchè non richiedano la nostra cooperazione medica anche se la necessitano, sono azioni che portano la marca Trump e il sigillo della coorte d’estremisti che senza scrupoli oggi governano questo paese.
Nei mezzi d’informazione nazionali e nei forum multilaterali abbiamo esposto con ampi dettagli il costo per l’Isola di questa guerra che, nella cornice della pandemia, gli Stati Uniti hanno rinforzato con crudele e spietata volontà.
Come abbiamo già detto, è un fatto che noi cubani non possiamo dimenticare.
La verità non si può nascondere: il blocco economico è moralmente e legalmente insostenibile. Questo lo sanno numerosi politici degli StatiUniti con i quali abbiamo avuto scambi per anni e ci sorprenderebbe anche che qualcuno potesse dichiarare il contrario.
Nessun governante potrebbe giustificare da un punto di vista etico, che è legittimo l’uso del potere economico e tecnologico schiacciante di
una superpotenza come gli Stati Uniti per sottomettere, durante 60 anni, una nazione relativamente piccola e con scarse ricchezze naturali con l’asfissia economica.
Si sostiene che esistono frizioni politiche tra i nostri due governi ed è chiaro che ci sono.
Abbiamo moltissime differenze e riserve con quello che accade negli Stati Uniti, ma questo non assegna a questo paese il diritto di cercare d’imporre con la forza la sua volontà in questa terra e su questo popolo.
Abbiamo dimostrato una singolare capacità di resistenza e manteniamo la ferma determinazione di combattere il loro impegno.
Insistiamo nella convinzione che è possibile costruire una relazione rispettosa e durevole tra le due nazioni, e com’è stato già detto con sufficiente chiarezza, siamo disposti a discutere su qualsiasi tema.
Quello che non siamo disposti a negoziare e nel quale non cederemo nemmeno un apice è con la Rivoluzione, il socialismo e la nostra sovranità. I principi non staranno mai sopra il tavolo! ( Applauso)
Pie de foto: I figli della generazione del Centenario, con il nostro popolo, hanno il dovere, l’impegno e l’onore di dare continuità alla storia che ci ha portati fino qui. Foto: Estudios Revolución
Compatrioti:
Sicuramente non dimenticheremo che questo scenario tanto complesso che oggi abbiamo descritto ha coinciso nel tempo con il periodo di elezioni del nostro vicino del Nord. E Cuba è tornata a diventare un tema dell’agenda elettorale domestica.
Sono piovute minacce ed è piovuto denaro per propiziare quello che molti credevano fosse il colpo finale per Cuba, Nicaragua e Venezuela in un
presumibile secondo periodo dell’ancora Presidente. O una situazione d’instabilità e tensioni che impedisse qualsiasi possibile ritorno del dialogo nel caso di una vittoria democratica.
Ci hanno attaccato con tutto, con provocazioni e attitudini mercenarie vincolate a falsi scioperi di presunti artisti che cercavano d’attrarre l’opinione pubblica e l’intellettualità per imporre dialoghi camuffati coma autentiche preoccupazioni del settore, ma erano più i reclami extra artistici, con l’evidente proposito di servire da zoccolo a progetti di confronto precedentemente articolati, con l’obiettivo di creare un’opposizione politica senza base sociale.
E come telone di fondo, azioni terroriste, false notizie minacce violente nelle reti. Questo è in poche parole il riassunto del colpo non tanto blando che avevano preparato per Cuba come strenna finale in un anno difficile È qualcosa che i nostri media hanno spiegato valorosamente e dettagliatamente, ragione per cui trattano infruttuosamente di denigrarli in alcune piattaforme finanziate dall’estero.
Abbiamo visto proiettarsi in tempo reale gli antichi e nuovi piani dei servizi speciali nordamericani contro la Rivoluzione, il prodotto dei corsi di formazione
di leaders della NED la USAID, l’attenzione che ipocritamente dicono di prestare ai problemi che danneggiano e irritano la popolazione, in maggioranza provocati dal crudele blocco dello stesso governo che li esacerba con il fine di generare scontento, ma anche per vuoti ed errori delle nostre istituzioni nel loro
imprescindibile vincolo con coloro che realizzano attività affini.
È una guerra spietata che ignora l’etica e i principi e che, sotto l’ombrello di premi e altri regali, attraverso presunte ONG e agenzie dipendenti da governi stranieri, finanzia gruppi e azioni indirizzate a denigrare e debilitare lo Stato.
I “leaders di laboratorio” sembrano prendere distanza dai violenti, si camufferanno da pacifici negoziatori politici e cercheranno d’imporre le loro agende, scommettendo sull’esplosione sociale se le loro richieste non vengono esaudite.
Sotto questo fuoco che pretende di distrarci dai nostri impegni essenziali. ci tocca continuare a combattere per un paese migliore, senza stancarci.
Non è la prima volta nella storia che i nemici della Rivoluzione Cubana cercano di colpirla opportunisticamente in un momento difficile per l’economia e la società.
Non è la prima volta che i lupi si camuffano da pecore e cercano di conquistare una testa di spiaggia. Non è la prima volta ch ementono e presentano a mondo un paese diverso da quello reale.
La narrativa è quasi romanzesca e non mancano media di grande portata per amplificarla in spagnolo e in inglese. Gonfiano tanto i fatti che in un momento di così grandi sfide e urgenze, corriamo il rischio di sviare l’attenzione dai temi nei quali si muove la vita della nazione per muoverci al ritmo di quelli che vogliono distruggerla.
Questo non è un Governo scollegato da un popolo chiuso negli uffici.
Percorriamo sistematicamente le provincie, visitiamo le università, i centri
d’investigazione, le fabbriche, le scuole, gli ospedali, i poli agricoli.
Lì abbiamo parlato con quelli che pensano e lavorano come paese, con quelli che rendono possibile che in mezzo agli attacchi e le più dure difficoltà Cuba Viva.
Non va dimenticato che per ognuno di quelli che si uniscono nelle reti, convocati dall’odio, il revanscismo e il desiderio di danneggiare un governo, anche se questo significa danneggiare tutto il popolo, ci sono molti di più, uniti nella passione di salvarlo, di andare avanti e approssimarci sempre più alla prosperità desiderata.
Per il lavoro di molte strutture, istituzioni e spazi statali cubani, questo è stato un anno di crisi per la COVID – 19.
Di crisi sanitaria, economica e produttiva, ma è stato anche il momento d’apprendere a utilizzare meglio gli strumenti che ci offre la tecnologia e darle un impulso, che tuttavia è lento in modo inaccettabile, il governo elettronico necessariamente collegato alle inquietudini e ai problemi della cittadinanza.
È urgente promuovere cambi più profondi a livello strutturale per fomentare le forze produttive, eliminare la burocrazia e chiudere le vie alla corruzione. Tocca a noi tutti propiziare le trasformazioni con agilità e lucidità. È una sfida alla quale partecipano in questo momento gruppi multi disciplinari per far sì che ogni azione sia avallata da criteri scientifici di direzione e si svolgano con la minor quota di trauma possibile.
Abbiamo orientato ed esigiamo che gli organismi e le istituzioni abbiano come priorità nelle loro agende un vincolo reale e costante con le loro basi e la popolazione in generale.
La vita ci ha provato molte volte che le decisioni che non avanzano e gli errori
che ne derivano si possono correggere opportunamente se si mantiene l’orecchio sulla terra, cosa che in questa epoca può significare l’attenzione ai battiti del popolo, in maniera virtuale o di persona.
L’ho detto e lo ribadisco: questa è la sinergia imprescindibile per lo sviluppo in una società partecipativa come la nostra. È la manifestazione contemporanea dell’effettività dell’autentico Potere Popolare.
Compagna e compagni:
Anche se oggi ci stiamo estesi più di altre volte, c’è una riflessione che non posso non condividere con voi e con tutto il nostro popolo.
Al margine delle manipolazioni attraverso le reti, dell’uso dei media e di formule che sono efficaci per pubblici sensibili e colti, ci chiediamo: Perché hanno attaccato la nostra cultura?
Non è difficile decifrare il mistero. A Cuba, Cultura e Rivoluzione sono
equivalenze con la stessa origine della nazionalità. Basti ricordare quel 20 ottobre in cui Perucho Figueredo scrisse le parole dell’Inno di Bayamo, seduto sulla sella del cavallo con il quale si lanciò in combattimento assieme a
Céspedes.
Minacciare la Cultura, voler fratturare la Cultura cubana, è mirare al cuore della Rivoluzione cubana, dell’identità nazionale.
Chi se non i nostri grandi intellettuali e artisti sono i creatori delle idee di ribellione e anti-imperialismo? Sono loro quelli che hanno sempre marcato con le loro idee e le loro opere i limiti di qualsiasi dialogo nella nazione, che è sorta con un’identità molto ben definita, battendosi contro un impero per la sua indipendenza e contro un altro per la sovranità.
Dal loro genio è emersa la nazione che ha definito il suo destino nella lealtà superiore del testamento politico di José Martí: antimperialista in tutti i punti che si leggono. Un popolo che ha sfidato i poteri imperiali ed è castigato crudelmente con il blocco più lungo della storia per la sua decisione di conquistare tutta la giustizia come aspirazione genuina, e costruire il socialismo con i fucili in alto e Fidel e Raúl all’avanguardia a sole 90 miglia.
Il contesto è più complesso e più aggressivo che mai e non possiamo essere
ingenui. C’è uno sciame annessionista che vuole abbattere il nostro progetto di paese cercando di sfruttare le nostre carenze, paralizzare le trasformazioni in corso. L’industria della contro rivoluzione muove molto denaro ed esige azioni da quelli che paga e per questo i vandali esibiscono la loro violenza e i terroristi non hanno pudore nel dichiarare le loro operazioni.
Lo scenario del colpo blando è attivo e la guerra non convenzionale cerca gli spazi più diversi busca per scatenarsi. Nuove provocazioni sono in corso e nuovamente li sconfiggeremo.
Con unità, con coerenza, con disposizione, senza paura, con il popolo, senza aspettare orientamenti, senza ritardi, con lucidità e con il rispetto della nostra Costituzione e dei principi che difendiamo, possiamo vincere sempre e ogni volta in maniera più decisa. (Applausi).
Dobbiamo anche valutare gli errori, i vuoti, l’accomodamento, l’insensibilità, il formalismo, la burocrazia e l’immobilismo presenti in alcune istituzioni. Ripasseremo una e un’altra volta il concetto di Rivoluzione, legato di Fidel,
così come il suo avviso che solo i nostri errori potrebbero portare all’auto distruzione della Rivoluzione.
Rinforzare il lavoro del Governo e delle istituzioni in interazione diretta con i cittadini è una responsabilità che è stata approfondita con la nuova Costituzione.
È vitale per la nazione mantenere vivo e i sviluppo ascendente il dialogo con i giovani in tutte le istituzioni e a tutti i livelli.
Abbiamo il dovere e la responsabilità di attrarli, stimolando la loro realizzazione personal e professionale, la loro partecipazione in impegni d’importanza e anche con rispetto e attenzione delle loro proposte.
Si deve eliminare definitivamente la formalità nelle risposte alla popolazione, andare a fondo dei temi e, sempre che sia possibile, faccia a faccia.
Non si tratta solo d’ascoltare e registrare ogni lamentela o proposizione. Si tratta di rispondere efficacemente e senza dilazione, sempre che sia possibile una soluzione.
Quest’obbligo ci deve portare costantemente alla base, per ascoltare, attendere e garantire la partecipazione cittadina, senza la quale la democrazia socialista manca di senso. L’obiettivo è facilitare il complimento delle funzioni sostantive di ogni entità.
Trattare freddamente e formalmente problematiche sociali è tradire l’essenza della partecipazione popolare che domandiamo. Dev’essere chiaro che i problemi li devono affrontare e risolvere le istituzioni alle quali corrisponda per il loro ambito dazione.
Compatrioti:
Per il suo impatto nella vita di tutti è priorità nazionale rinforzare l’economia e quello che aiuta ad accelerare lo sviluppo del paese.
Non possiamo più ritardare quello che aveva indicato il popolo negli ultimi Congressi del Partito. È necessario implementare senza ritardi tutto quello che è pendente, smuovere il sistema delle imprese, assicurare l’ordinamento e affrontare in maniera intelligente l’aumento dei prezzi.
Convochiamo anche il necessario settore privato e cooperativo. È necessario eliminare gli egoismi e la ricerca esclusiva del beneficio personale, che muove alcuni a pescare nel fiume in piena delle necessità della maggioranza, aumentando abusivamente i prezzi.
Questo popolo nobile e lavoratore è sopravvissuto a tutti gli assedi e gli abusi imperiali con una dose straordinaria di solidarietà e generosità che è già parte inseparabile dell’ essere nazionale. L’egoismo è un attegimant che non prospererà nella nostra Patria.
Cuba è di tutti, hanno reclamato alcuni in questi giorni, ma non sarebbe giusto accreditare il suo possesso senza lavorare per le sue necessità. Intendiamo quello che significa appartenere a Cuba. «La patria è ara non piedestallo», ha detto José Martí marcando le profonde differenze tra coloro che sono disposti al sacrificio per servirla e quelli che vogliono servirsi di lei o consegnarla a un altro.
Le organizzazioni politiche e di massa sono chiamate ad essere più attive e inclusive. Non si può mai tralasciare l’importante componente sociale nel loro lavoro politico- ideologico e si deve lavorare con tutti, non solo con i convinti, ma anche con gli apatici, della cui indifferenza abbiamo una quota di responsabilità per sommarli.
Affrontando senza restrizioni il dibattito e l’attenzione a temi sociali come la marginalità, la disonestà, la volgarità, le addizioni, la disfunzionalità familiare, l’abbandono della scuola, la situazione dei più vulnerabili, il femminicidio, le discriminazioni di qualsiasi indole e altri problemi che ogni giorno ci saltano in faccia attraverso le piattaforme digitali, ma non mediante gli enti che dovrebbero stare scavando con le unghie nel terreno.
Le organizzazioni sono permanentemente convocate ad agire nelle strade.
Non solo per organizzare azioni o proclamare le nostre consegne.
Sono convocate a lavorare! A visitare le scuole, i quartieri, a interagire per conoscere problematiche e realtà della nostra gente.
Non possiamo permettere che tre o quattro provocatori ci trasformino una zona comunitaria in discarica mediatica di coloro che la presentano come territorio di gente che odia la Rivoluzione.
Cubane e cubani:
Dopo un anno tanto impegnato e duro il nostro popolo merita di festeggiare i suoi passi avanti e la sua resistenza nel migliore degli ambienti possibili.
Lavoriamo socialmente e integralmente a progetti con le famiglie nei loro quartieri, colmandoli di rispetto, identità e autostima, perchè tutti gli abitanti si sentano orgogliosi di questo pezzetto del loro paese, del loro Governo e della loro Rivoluzione.
Abbiamo mostrato capacità per affrontare tutti gli impegni e le sfide. Operiamo in maniera organizzata e siamo qui. Ancora una volta abbiamo sconfitto e disarticolato le più perverse intenzioni dell’impero per distruggere la Rivoluzione.
Il popolo è cresciuto in questo 2020 tanto duro, che ha posto a prova la nostra resistenza, la nostra solidarietà, la nostra unità, ma ci ha dato forti apprendimenti. E ci ha dato la vittoria.
Con questi apprendimenti il 2021 si presenta intenso all’orizzonte, impegnativo, come uno scalino per superare i nostri propri limiti nel cammino del perfezionamento e della continuità.
Dobbiamo dedicarci a trasformare in fatti la convinzione condivisa che l’opera di giustizia sociale che abbiamo intrapreso avrà un suo migliore appoggio nella crescita produttiva ed efficiente, partendo dalle nostre stesse realizzazioni.
In questi giorni finali dell’anno, di riunioni imprescindibili per continuare insieme a «spingere il paese», come ha scritto il poeta, sentiamo profondamente l’assenza di voci indimenticabili che per molti anni hanno incorporato alle analisi e ai dibattiti del Parlamento, la bellezza e la forza delle idee che intessono la nazionalità cubana, il sentimento di Patria e la comunità d’interessi e di sogni.
Si ricorda Fidel, prima di tutto, capace di sollevare con la sua voce e le sue idee l’imbattibile pensiero della nazione di fronte agli avversari.
La sua sedia è sempre qui, per rendere immortale l’insuperabile legato di lezioni politiche che ci ha lasciato, come impegno perenne.
E più recentemente rimpiangiamo uno di suoi discepoli e collaboratori più vicini nella missione di parlare al popolo, il tribuno del lato della sala: “Don Eusebio de La Habana”, che ci ha sempre portato sino a qui l’infinita sorgente dell’intellettualità cubana della quale si nutriva la sua indimenticabile oratoria.
Loro ci ricordano che ogni pensiero è una semente. Pensare come paese è seminare e fertilizzare il futuro.
Vi convochiamo a continuare a pensare e agire come paese per assicurare la
certezza di trionfo e creatività di questa Cuba Viva che è diventata la premessa dei giorni attuali.
Ci sono altre ragioni per celebrare, altre ragioni, e sono state più dure le prove che abbiamo vinto.
Auguri cubane e cubani!
Siamo Cuba Viva! Siamo il paese che si è impegnato a resistere e vincere gli assedi e gli attacchi più crudeli e perversi! E siamo sempre qui!
Vivendo, resistendo, creando e vincendo.
Avanti 2021! Cuba ti aspetta, Viva e rinforzata nei combattimenti dell’anno che termina.
I figli della Generazione del Centenario, con il nostro popolo, hanno il dovere, l’impegno e l’onore di dare continuità alla storia che ci ha portato fino qui.
E la nostra consegna è sempre:
Patria o Muerte!
Vinceremo!
(Ovazione).




