
Un giorno doveva capitare. Lo sapevamo e sapevamo anche che tu lo sapevi, perchè hai parlato dell’occaso, del più umano dei timori con forte coraggio, da quella volta che ti ammalasti e L’Avana in tua assenza non smetteva di cercarti.
Invece no. La morte innamorata non aveva voluto, lo aveva pensato meglio e ti aveva lasciato con noi ancora per un poco.
L’Avana non aveva compiuto ancora i suoi 500 anni e aveva evitato il sacrilegio.
Avevi detto:« Per fortuna è passata, mi ha inviato un saluto affettuoso, e mi ha detto, per ora no». E sei tornato al lavoro, ai libri, alla Fiera nella Cabaña e alla festa della tua ragazza azzurra.
E furono le vie dell’amore il sostento nel ritorno.
Oggi nessuno verrà a dirci che è una bugia, che stai meglio e che ritornerai.
Oggi è sicuro il “colpo duro”, il “colpo gelido” e non si deve invitare nessuno per elegiarti. Tu che non aspiravi a niente di grande se non servire, che non sei stato sedotto dalla gloria senza esaltare il glorificabile, oggi sei in ogni cubano una parola che dice con modestia, un simbolo d’integrità.
Pensare che alcune volte ti hanno usato per mettre alla prova lo spavento in un paese, per contrariarlo e ti hanno inventato una morte menzognera …
Con un’elegante espressione il presidente ti nomina oggi: «È morto Don Eusebio dalla memoria innamorata, quello che ci ha fatto piangere e ridere con la storia della nazione che siamo, dandole carattere e anima, dandole nomi e illuminando le sue oscurità come chi accende luci nel mezzo della notte.
E ha invitato a celebrare il tuo meraviglioso passaggio per la vita, troppo breve per coloro che l’amiamo per la sua opera e per lui stesso.
Quello che oggi ci guida insiste che si seguano per queste impronte il paziente e infinito lavoro di salvare il patrimonio della nostra Cuba che tanto ha amato a alla quale ha dedicato la sua vita Eusebio Leal».
«Oggi se n’è andato il cubano che ha salvato L’Avana per incarico di Fidel e che lo ha fatto tanto appassionatamente che già il suo nome non è il suo ma è sinonimo della Città», ha detto Díaz-Canel e lo assiste la ragione.
Fusi nella memoria non c’è modo di pensare a L’Avana senza che tu non venga con lei, né sarà possibile evocarti senza che la Città ti faccia compagnia.
Felice vita storiografo, nella tua posterità! (GM – Granma Int.)




