
(Versioni stenografiche - Presidenza della Repubblica)
Cari Nicolás, Daniel, Rosario e Mónica:
fratelli e sorelle delle forze politiche che seguono con interesse questa video- conferenza:
Sono con me il compagno José Ramón Machado Ventura, Secondo Segretario del Comitato Centrale del nostro Partito, e il compagno Bruno Rodríguez, cancelliere della Repubblica di Cuba e membro del nostro Burò Politico.
Grazie, Daniel, per le tue parole; grazie, Maduro, per le tue parole, per il libro e per il bel video su Chávez.
30 ani fa i seminatori di disperazione, gli entusiasti del mercato, i portavoce del pensiero unico, fecero credere al mondo che la storia era terminata.
E siamo qui gli indomiti difensori della speranza e di un altro mondo possibile celebrando i 30 anni di un abbraccio che già è storia.
Oggi celebraimo i 30 anni del Forum di sao paulo idea nata dal genio politico d Fidel e di un protagonista eccezionale di questa prodezza unitaria: il fratello Lula, ex presidente e leader della sinistra brasiliana e latinoamericana.
Quando si disintegrarono l’Unione Sovietica e il campo socialista dell’Europa dell’Est e i suoi becchino s’impegnarono a seppellire le idee libertarie della sinistra in questa parte del mondo, la creazione del Forum di Sao Paulo fu un colpo di timone alla nave che sembrava andare alla deriva.
Le forze politiche rivoluzionarie, progressiste e democratiche dell’America Latina e i Caraibi confluirono in questo spazio di legittima unione e integrazione dei nostri popoli contro la Dottrina Monroe e i suoi alleati nel continente.
La marcia della storia non si può detenere. Gli ideali socialisti rifiorirono nel cortile posteriore dell’impero con personalità e forza proprie e oggi è giusto elogiare il compagno Lula e i dirigenti del Partito dei Lavoratori del Brasile per il loro impegno al fronte della Segreteria Esecutiva del Forum di Sao Paulo.
Questa celebrazione ci permette anche di ringraziare l’appoggio permanente del Forum di Sao Paulo al popolo cubano specialmente per la campagna di solidarietà per l’eliminazione de blocco contro Cuba che stanno realizzando quest’anno.
Questo incontro virtuale coincide con il 66º compleanno di un indimenticabile amico di Cuba, che Fidel definì il “miglior amico di Cuba” e di tutti i popoli che lottano, il Comandante Hugo Rafael Chávez Frías, che nel Forum di Sao Paulo nel 2012 ci incitò a mettere «senza timore la pietra fondamentale della liberazione sudamericana, latino americana, caraibica e mondiale».
L’esempio invincibile di Chávez ci convoca ora a continuare la lotta, con fermezza e ottimismo, convinti che non ci sono ostacoli, per quanto difficili appaiano, che i nostri popoli uniti non possono superare e vincere, come dimostrano oggi Venezuela, Nicaragua e Cuba.
«Medici e non bombe», disse Fidel un giorno, rispondendo alla ridicola pretesa imperiale di sottomettere i popoli con guerre e minacce d’intervento contro 60 o più «oscuri angoli del mondo».
E oggi assistiamo alla conferma delle sue parole, nel mezzo del più complesso dramma umano del pianeta in tempo reale.
Nè le più poderose e sofisticate hanno potuto eliminare la pandemia del nuovo coronavirus. Al contrario, ora è divenuta più visibile e terribile la reale e disumana essenza del capitale, con l’esaltazione del mercato e la sua auge senza controllo con le regole spietate del neoliberalismo: governi che assistono impotenti al collasso dei loro sistemi di salute incapaci di salvare milioni di vite, anche quelle che si credevano al di fuori del rischio nel poderoso impero del nord turbolento e brutale che ci disprezza.
La regione delle Americhe oggi è il triste epicentro della pandemia. Le politiche neoliberali di molti governi impegnati a salvare il mercato, al disopra delle vite umane, impedisce di pronosticare il momento in cui sarà possibile un controllo definitivo della malattia.
L’espansione del virus è un fatto, se consideriamo che il primo milione di casi ha impiegato 96 giorni a svilupparsi e l’ultimo milione solo 16 giorni.
I paradigmi neoliberali sono precipitati in un assoluto discredito.
Lo vogliano o no, lo accettino o meno i suoi crescenti seguaci, la storia del loro esperimento economico sta per terminare o si comprometterà maggiormente l’esistenza umana.
Di fronte all’indiscutibile emergenza che la pandemia ha apportato per tutti, il Governo degli Stati Uniti non ha fermato i suoi piani egemonici per la regione, ha riattivato la Dottrina Monroe e il maccartismo, ha intensificato l’ingerenza assieme alla minaccia dell’uso della forza e la promozione di giudizi politici contro leaders e organizzazioni di sinistra e progressiste.
Mentre muoiono a migliaia nel territorio dell’impero, gli attuali inquilini della Casa Bianca mantengono una pressione permanente sui governi che non le sono affini e ricevono l’appoggio dei lacchè regionali che operano a favore dei loro interessi.
In questo disprezzabile panorama spiccano le azioni d’ingerenza che violano il Diritto Internazionale che l’imperialismo effettua contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, che condanniamo e le respingiamo con la stessa veemenza con cui ratifichiamo la nostra solidarietà con il legittimo e fraterno presidente Nicolás Maduro Moros e l’unità cívico militare che sostiene la sovranità del paese.
Ratifichiamo anche la nostra solidarietà con il Governo e il popolo sandinista guidati dal Comandante Daniel Ortega, e condanniamo le misure coercitive unilaterali che attentano contro la pace, il benessere, la giustizia e lo sviluppo del popolo del Nicaragua.
Ratifichiamo ancora una volta la nostra più assoluta obbedienza del Proclama dell’America Latina e i Caraibi come Zona di Pace, firmato dai capi di Stato e di Governo latinoamericani e caraibici nel gennaio del 2014 a L’Avana, e ribadiamo il nostro assoluto impegno con lo sradicamento del colonialismo sino a saldare il debito con i popoli che vivono ancora in uno status coloniale.
Cari fratelli:
Parlo in nome della Cuba sovrana, rivoluzionaria e solidale, che non si lascerà mai sottomettere né con la seduzione né con la forza: la Patria di Martí, di Fidel e di Raúl.
Parlo in nome di un popolo eroico e nobile, che resiste da 60 anni al più crudele e genocida dei blocchi, un assedio economico, commerciale e finanziario della più grande potenza mondiale, indurito nel mezzo dello scontro alla pandemia con una persecuzione implacabile e insana che non ha rinunciato al piano di farci arrendere per fame e necessità.
Con la direzione del Partito del Governo e della nostra piccola e bloccata nazione, con le organizzazioni politiche, di massa e sociali e il suo popolo, ha controllato e sta vincendo senza eccessi di fiducia, la COVID-19.
Questa vittoria che comprende il nostro impegno di renderla sostenibile nel tempo, è frutto della volontà di uno Stato socialista che mette l’essere umano al centro delle sue politiche con un sistema di salute gratuito, universale e l’intelligenza coordinata e consacrata dei professionisti e dei lavoratori della Salute, delle scienze e dell’industria biotecnologica e farmaceutica.
Dopo quattro mesi di scontro attivo alla pandemia, a Cuba lamentiamo la perdita di 87 vite per questa causa, ma ci consola ci anima che nessun bambino, nessuna donna in gravidanza, nessun medico e nessun lavoratore della Salute sono deceduti per la pandemia.
Abbiamo ottenuto indiscutibili successi grazie all’azione coordinata del nostro Sistema di Salute e la rete delle istituzioni scientifiche del paese, integrando l’esperienza accumulata di 60 anni di scienza e medicina rivoluzionaria, con le misure adottate dal Governo.
Per la tappa post-COVID-19 è stata approvata una strategia che ci deve permettere il ritorno in maniera graduale, scaglionata e asimmetrica alla nuova normalità delle attività produttive e sociali.
Il Burò Politico del Partito, in una riunione presieduta dal suo Primo Segretario, il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, ha approvato la Strategia Economica per affrontare gli effetti negativi della pandemia, recuperarci e ottenere livelli adeguati di sviluppo e benessere di tutto il nostro popolo, senza lasciare nessun cittadino abbandonato alla sua sorte.
Come ho detto di recente, sembra che questi risultati abbiano infastidito i nostri avversari.
L’aggressività del Governo degli Stati Uniti contro l’Isola cresce, come crescono i loro piani di sovversione politica e ideologica con azioni orientate a togliere prestigio ai dirigenti cubani, al lavoro del nostro Governo in parallelo con i tentativi permanenti per creare un’esplosione sociale e promuovere tendenze d’opposizione nelle nostre istituzioni.
Stiamo affrontando piani molto ben disegnati e fortemente finanziati per agire con ferocia e impunità inedite nelle molteplici piattaforme che compongono il complesso scenario mediatico contemporaneo.
Non ci sorprende. Non sono differenti le strategie di manipolazione, tergiversazione della realtà e inganno che si usano ogni giorno per confondere e smobilitare i combattenti sociali e i popoli della nostra regione.
Ma siamo un popolo della stirpe di Fidel, che ha eliminato rapidamente la parola “arrendersi” dal suo dizionario politico.
Conosciamo e affrontiamo il nemico dichiarato e aggressivo, senza perdere la bussola delle nostre priorità politiche e sociali, senza allontanarci di un millimetro dalla vocazione solidale coltivata da Fidel e dalla Rivoluzione con l’aiuto ad altri popoli fraterni che, come disse il Che, reclamano il concorso dei nostri modesti sforzi.
Sono già 45 le brigate del contingente contro i disastri naturali e le gravi epidemie Henry Reeve, che offrono collaborazione in 38 paesi e territori, con
3.772 membri –di loro 2.399 sono donne-, che hanno assistito circa 250.000 pazienti della COVID- 19 e hanno salvato pù di 8.000 vite.
Inoltre 28,000 collaboratori della Salute si sono uniti in 58 paesi agli sforzi nazionali e locali nella battaglia contro questa malattia e hanno assistito più di 83.268 pazienti con la COVID-19 e salvato 13.636 vite sino ad oggi.
L’altruismo dei nostri professionisti della Salute molesta l’impero che invece di occuparsi della grave situazione dei suoi cittadini contagiati, sferra una campagna di discredito contro la collaborazione medica cubana.
Questa inutile guerra non ci distruggerà e non seppellirà nel dimenticatoio l’opera umana a favore della vita che effettuano i nostro professionisti e che suscita l’ammirazione e il riconoscimento di milioni di persone grate in tutto il mondo, ragione per cui tanti, nel pianeta, fomentano il movimento a favore della consegna del Premio Nobel della Pace al contingente Henry Reeve.
Va segnalata in questa battaglia la collaborazione fraterna tra la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, la Rivoluzione Sandinista del Nicaragua e la Rivoluzione Cubana, tre rivoluzioni con governi dedicati a salvare vite e dare benessere ai loro rispettivi popoli; tre rivoluzioni che di fronte alla brutale aggressione dell’impero e della destra neoliberale alleata del continente, hanno saputo difendersi con integrazione e fermezza e preservare in difficili condizioni l’indipendenza, la sovranità e la dignità della patria di Bolívar e Chávez, di Sandino e Carlos Fonseca, di Martí e di Fidel.
Si conferma con questa esperienza che solo la cooperazione e la solidarietà internazionale salveranno l’umanità di questa crisi inedita nella storia del mondo.
Il preambolo del “Consenso di Nuestra America”, documento sorto dall’esperienza della lotta del Forum di Sao Paulo, è dedicato al leader della Rivoluzione Cubana e segnala: «Tra gli incommensurabili esempi che Fidel ha lasciato come eredità ai rivoluzionari dell’America Latina e dei Caraibi, ne spiccano due che sono stati determinanti nelle lotte dei nostri popoli, dei nostri partiti e dei nostri movimenti Questi sono l’unità e l’internazionalismo conseguenti».
Fedeli al suo legato e di fronte alla realtà sfidante che viviamo, il popolo cubano continua la costruzione del suo socialismo prospero e sostenibile, con la premessa di quanto pianificato dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz: «Il permanente insegnamento di Fidel è che sì si può, che l’uomo è capace di superare le più dure condizioni se non perde la sua volontà di vincere, fa una valutazione corretta di ogni situazione e non rinuncia ai suoi giusti e nobili principi».
Cari fratelli:
Da Cuba continueremo il cammino indipendente e sovrano, con il popolo come il principale protagonista. Non ci saranno pandemie, nè blocchi, nè pressioni imperiali che cambieranno la nostra rotta.
Convochiamo le forze politiche che formano il Forum di Sao Paulo a mobilitarsi unite per affrontare le nuove sfide, con i movimenti sociali e popolari e gli intellettuali di sinistra.
La reale e definitiva indipendenza di Nuestra America dipende dal carattere, la forza e la ragione delle nostre lotte attuali.
Continueremo con il Forum di Sao Paulo contribuendo all’unità e l’integrazione dell’America Latina e dei Caraibi.
La storia la fanno i popoli, anche se la scrivono altri.
Non c’è impero che possa decretare la loro fine sino a che esisteranno catene da rompere, muri da abbattere, esclusioni e abusi da combattere.
Per la vita e l’indipendenza dei nostri popoli; per il legato dei nostri fondatori, che ci hanno insegnato che anche nelle più difficili condizioni sempre si è potuto, sempre si può e sempre si potrà, per le nuove generazioni continuatrici che spiegava Maduro, per l’unità antiimperialista che è tattica e strategia della vittoria: Lotteremo, Vivremo e Vinceremo! (Applausi/ GM – Grana Int.).




