
Sono stari 187 i paesi che ieri, 7 novembre, hanno votato a favore di Cuba nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per eliminare l’ingiusto blocco economico, commerciale e finanziario che da quasi 60 anni viene imposto dagli Stati Uniti, contro la ferra dignità dell’isola che non abbassa la testa davanti al loro dominio.
Sembrerebbe una birbonata incassata dalle froze dle bene dlelimpero se si considera che sono anche 187 le misure approvate dal governo di Donald Trump per cercare di polverizzare la nazione dei Caraibi che, con esemplare atteggiamento gli rovina gli appetiti.
I voti contrari sono stati due, sempre gli stessi: Stati Uniti e Israele, servile da molto tempo e obbediente alle disposizioni imperiali, con Jair Bolsonaro –che in teoria rappresenta il Brasile, ma non è il Brasile –, dal quale giudicando il suoi triste disegno, non ci aspettava altra cosa.
Le astensioni della Colombia – che non sorprende– e dell’Ucrania, hanno completato la votazione che pur con una minuscola percentuale contraria, ha posto in luce per il pianeta la fallita politica della meschinità vicina «Votare contra Cuba è votare per la continuità del genocidio. Siamo Cuba, Vittoria di Cuba», ha scritto nel suo account di Twitter, a proposito del risultato, il Presidente della Repubblica de Cuba Miguel Díaz-Canel Bermúdez che ha anche aggiunto: «Il Blocco è reale e lo sconfiggeremo con l’appoggio della comunità internazionale che nella sua stragrande maggioranza ha votato con Cuba contro il Blocco. I governi lacchè mostrano dove sono le affinità e stanno soli con l’Impero. Vittoria di Cuba».
Il cancelliere cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, le cui parole hanno commosso l’Assemblea che lo ha acclamato, ha scritto in un tuit: «(…) È indiscutibile l’isolamento degli USA. Brutali pressioni riflettono la bancarotta morale e la putrefazione del loro attuale governo. È un’altra forte vittoria di Cuba, del nostro eroico popolo. È il trionfo della verità e della giustizia».
Gli argomenti di Kelly Craft, rappresentante degli Stati Unito presso la ONU, sono stati irrisori, ma davvero indignanti.
Assolutamente indifferente al reclamo della comunità internazionale e alla difesa dell’eliminazione del blocco, ha smentito le responsabilità del suo Governo dei danni della politica genocida contro Cuba.
Per lei e per quelli che rappresenta, le restrizioni economiche, commerciali e finanziarie, selvaggiamente imposte contro l’Isola, non hanno effetti nocivi come le carenze di medicinali, di alimenti, di materie prime,la carestia irrazionale dei prodotti di prima necessità, le imposte brutali, le cifre inverosimili di più di 22 milioni di dollari per sovvertire il progetto socialista cubano.
Come s eil popolo cubano non conoscesse il nemico storico che lo opprime.
Cuba paga caro davanti agli occhi dell’Impero che nel suo territorio nessun bambino dorme per la strada, o manca di una scuola per sognare il suo futuro, paga cara la dimostrazione che la Rivoluzione è arrivata per essere sempre più forte, che i diritti umani elementari qui sono un fatto, mentre nel loro suolo per molti l’educazione, la salute e la pace sono assolutamente chimere.
Sappiamo bene il perchè dell’avversione.
Dalla nostra storia, dalle nostre donne e dai nostri uomini abbiamo appreso la l’ostinazione d’essere liberi.
L’Isola della dignità e la resistenza non è sola. Il mondo conosce l’ingiustizia che gli USA commettono contro il popolo cubano e l’ha espresso così con il suo voto.
( GM – Granma Int.)


