ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
È «una visita obbligatoria», ha detto Díaz-Canel parlando del suo incontro con studenti e professori dell’Università Agraria de L’Avana Fructuoso Rodríguez Pérez. Photo: Estudio Revolución

Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha appena realizzato la visita di Governo in questa giovane provincia di Mayabeque.
«È questione di qualità e sempre,  se facciamo un passo avanti, non dobbiamo poi retrocedere». Questo è stato  il tema che ha motivato le sue riflessioni visitando l’Impresa Carnica di Nueva Paz dov’è giunto la mattina presto.   
Cinque Unità delle Imprese di Base (UEB) formano questa impresa di sicuro valore per il benessere della popolazione, tra i cui propositi s’include una nuova dimensione dell’industria per accrescere la specializzazione di quello che elabora.
Il Capo di Stato ha parlato dell’importanza di produrre con una qualità che dev’essere unica per tutto quello che esce dalla fabbrica, sia destinato alla canasta familiare, ai mercati in divisa e anche al turismo.
L’altro concetto espresso dal mandatario ha a che vedere con la pertinenza di vincolare il centro visitato con l’universo dell’agricoltura e l’allevamento del bestiame, così come con produttori statali e privati, capaci d’apportare a un’industria che, nel caso dell’Impresa Carnica di Nueva Paz, ha nel suo orizzonte l’obiettivo di trasformarsi in un centro di riferimento a livello di paese, per cui deve avviare una modernizzazione tecnologica e la conseguente preparazione dei suo operai.  
«Si deve eliminare in un ambito come questo, quel che è stato mal fatto, che non ha avuto una bella presenza, in pratica quello che non piace alla gente», ha detto il Presidente cubano, che nello scambio con dirigenti e lavoratori dell’Impresa, così come con i dirigenti del paese, ha sostenuto :«Quello che va fatto è produrre, produrre e produrre e tutto con qualità».

STIMOLI PER AVVICINARSI ALLA TERRA

La terra dà molto all’uomo e in Cuba, come ha detto il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, è un tema di sicurezza nazionale.
Che sia capace d’attrarre, anche se lavorarla è duro, è stato un tema che ha formato parte dei dialoghi sostenuti da Díaz-Canel Bermúdez con giovani lavoratori della  Cooperativa di Produzione Agricola e dell’Allevamento (CPA) “Amistad Cubano-Búlgara”, ubicata nel municipio di Güines, il secondo più popolato di Mayabeque.
Yunaiky Cruz Domínguez, presidente della CPA, ha risposto al mandatario, alle molte domande che mostravano interesse anche in altri temi, per l’utilità della semente cubana, per l’importanza di differenziare le coltivazioni e per il valore che significa pagare al lavoratore un salario che lo stimoli nel suo lavoro e lo affezioni a questo impegno tanto vitale per l’Isola.
Sulla terra rossa, sino a dove è giunta la visita di governo, si potevano vedere  i sacchi pieni di patate che sono cresciute con una buona misura e apparenza grazie a una semente cubana alla quale in altri tempi non si prestava molta attenzione.
Cruz Domínguez ha ringraziato Díaz-Canel per l’appoggio che la CPA ha ricevuto dalla direzione del paese per accrescere la sua produzione.
Il Presidente, valutando i risultati della Cooperativa, che sono cresciuti un anno dopo l’altro, ha risposto che questo “è un aiuto ben guadagnato”.
E prima di lasciare i solchi rossicci, ha chiesto ai lavoratori della terra di “continuare ad avanzare”.  

RISOLVERE  QUELLO CHE DISPIACE AL CUBANO  

In quanto tempo ottenete risultati? Li ottenete rapidamente? Com’è il
trattamento? Queste sono state alcune delle domande poste da Díaz-Canel
Bermúdez agli abitanti che lo aspettavano all’entrata dell’Unità dei Servizi  e Documentazioni del municipio di Güines.
Lì dal 2013 si sviluppa l’esperienza di uno sportello unico dove sono raggruppate 106 documentazioni relazionate alla casa, al registro civile e ad altri temi. Partendo da questo progetto unificatore si riduce considerevolmente la parte burocratica e si accorcia il tempo d’attesa della popolazione.
In uno scambio con i lavoratori dell’entità, il Presidente cubano ha saputo che nella misura in cui si avanza nell’informatizzazione, si potranno perfezionare i processi e avvicinarli sempre più alle necessità della gente. Quanto disegnato non solo offrirà possibilità di una maggiore interazione del Governo con la popolazione, ma anche tra le stesse strutture di questo Governo.
Per questo il mandatario ha segnalato l’importanza di lavorare con integralità per sommare sempre più processi a questa esperienza che, anche quando non è esente da difficoltà durante la sua implementazione, dimostra quanto si può fare in Cuba per diminuire i problemi e facilitare la vita dei cittadini.
Díaz-Canel si è interessato anche ai dettagli sulle condizioni del lavoro, del salario, della soddisfazione della popolazione e degli elementi che potrebbero limitare il funzionamento di questa esperienza.
«Si nota che avanziamo, che si ottengono risultati e che metterla in pratica in questo senso è di grande utilità per il paese», ha segnalato il Capo di Stato che
ha chiamato a disegnare e implementare strategie per la specializzazione di tutto il personale che interviene alla realizzazione delle documentazioni.  

FARE LE COSE COME FOSSERO PERSONALI  

Più carriole e più pale per alleggerire il lavoro e costruire un maggior numero di pezzi con i quali costruire le case: questo è quello che nel municipio di San José de las Lajas, hanno chiesto gli operai  del Centro di Produzione dei  Materiali
della Costruzione, che appartiene all’industria locale, al Presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez.
Lì il Capo di Stato ha apprezzato come nascono i blocchi in maniera artigianale e anche da una piccola macchina. Vicino c’erano contenitori per conservare l’acqua, elementi per tetti e pavimenti, ghiaia e altre produzioni che sono vitali per costruire una casa.    
Ad ogni passo del percorso governativo è apparsa la stessa volontà che ha animato il passaggio per Mayabeque:  che la qualità sia la parola d’ordine.
Solo facendo così le cose, rispettando i destinatari, si possono fare passi fermi a favore del benessere.

CALORE POPOLARE TRA LE OPERE  RIANIMATE

Díaz-Canel ha camminato per le strade principali  del municipio di San José de Las Lajas per verificare la vita quotidiana della provincia e il popolo in massa lo ha accompagnato.
Un negozio d’artigianato del Fondo dei Beni Culturali dove si vendono diversi prodotti di fattura nazionale è stato il luogo adeguato in cui il mandatario ha insistito sulle necessità di far primeggiare la qualità e il buon gusto nella produzione.
Poi il Presidente dei Consigli di Stato  dei Ministro ha realizzato una singolare visita in differenti opere rianimate o in processo d’esecuzione.
Giungendo in ognuna, si è interessato tra le varie questioni, alla qualità dei servizi, alle opinioni della popolazione, alla disponibilità delle risorse, ai limiti che possono incidere su uno sviluppo migliore e al salario dei lavoratori.
In questo modo ha potuto apprezzare l’arte esposta nella  Galleria provinciale; l’andamento dell’esecuzione del  Centro di Gestione del Patrimonio; il laboratorio delle lenti per soddisfare le necessità del servizio di ottica; l’amplimento delle offerte dei servizi e della gastronomia, così come le condizioni create nella  Piazza Commerciale per facilitare lì  le aree di vendita ai lavoratori autonomi.
Con uno stile che vuole unire le volontà e parlare con tutta la chiarezza al popolo nelle visite di governo, Díaz-Canel si è fermato a conversare ogni volta che qualcuno gli ha chiesto una foto o gli ha parlato di un problema.
«Queste visite servono per aiutare a risolvere i problemi e trovare le soluzioni migliori», ha insitito.
Il popolo  ha fiducia nella Rivoluzione, gradisce la sua sincerità e gli gridava Viva Fidel, Viva  Raúl e la Patria tutta.

L’UNIVERSITÀ, ALLEATA STRATEGICA

Il  punto seguente del percorso è stata l’Università di Agraria de L’Avana “Fructuoso Rodríguez Pérez”, perchè anche lì c’è il futuro del paese e il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri ha potuto apprezzarvi lo stato  di diverse aree e delle facoltà.
Questo Centro di Alti Studi, anche se nella sua natura originale era dedicato all’agricoltura e all’allevamento dl bestiame, nella sua evoluzione ha integrato altre tematiche ed ora ha uno sviluppo nelle scienze sociali.  
Díaz-Canel Bermúdez lo ha segnalato durante l’incontro con gli studenti e i professori e con la partecipazione di 15 ministri e vice presidenti del Governo.
“Questa è una visita obbligatoria”, ha detto il mandatario.
Poi ha spiegato che come concetto di lavoro che appoggia la gestione dell’amministrazione pubblica e del Governo del paese, non si deve ovviare l’importanza dell’uso dell’informatica, la comunicazione sociale e l’investigazione scientifica.
«Ed è per appoggiare in una maniera più pratica quest’ultimo concetto che siamo qui», ha assicurato.
«Il proposito fondamentale che perseguiamo con questo incontro è che gli Organismi dell’Amministrazione Centrale dello Stato abbiano un vincolo più diretto con le università, in maniera tale da arricchire lo scambio reciproco di conoscenze».
Poi i rappresentanti dei ministeri hanno parlato ai professori e agli studenti delle  principali proiezioni.
È anche per vincolare le idee di lavoro che avvengono questi incontri durante le visite di governo alle province, perché il paese deve lavorare con misura, con urgenza, ma senza mai tralasciare quanto possono servire gli strumenti della scienza.
Il tema della cultura come arma e anima della Rivoluzione ha assicurato uno speciale interesse. Il Presidente ha ricordato che l’intenzione dell’impero oggi è standardizzare la sua cultura e che pretende di fratturare le identità delle altre nazioni. «La guerra, ha affermato, è culturale».
Ugualmente il  ministro di Cultura, Alpidio Alonso Grau, ha sottolineato che la battaglia contro il capitalismo è su tutta la linea.
«Certamente, ha sostenuto, resta un lungo tratto di perfezionamento delle nostre istituzioni culturali, ma queste sono la garanzia di una forza contro la quale falliscono le intenzioni di coloro che parlano di privatizzare la cultura in cui abita il meglio della nostra identità». 00
«La cultura cubana, ha detto  Alpidio, è stata ed è aperta ma, come ha detto José Martí, deve avere nel suo cuore il meglio di noi stessi». ( GM – Granma Int.)