ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Lula. Photo: Prensa Latina

Come se non bastasse la barbarie giudiziaria commessa contro Luiz Inácio Lula da Silva, ingiustamente recluso dall’aprile del 2018, la giudice brasiliana Gabriela Hardt ha condannato alcuni giorni fa l’ex presidente del Brasile a 12 anni e 11 mesi di carcere per «delitti di corruzione».
In un incontro realizzato  la mattina di venerdì 8 nella sede del quotidiano  Granma, l’intellettuale e teologo brasiliano Frei Betto, a una domanda sulla necessaria solidarietà per ottenere la libertà di Lula, ha condiviso con i presenti le su impressioni nelle recenti visite al carcere in cui si trova recluso Lula: «Lui ha molta coscienza del suo ruolo nella storia».
«Gli avvocati gli avevano comunicato una proposta, conversata con tre giudici della Corte Suprema del Brasile. Loro vedevano la possibilità di librare Lula o cambiare la sua situazione in prigione domiciliare per motivi di salute».
Betto ha spiegato che Lula si è arrabbiato molto.
«Per prima cosa ha detto: «Non accetto che la mia casa si trasformi in carcere, secondo  non  sono un piccione viaggiatore per vivere con un controllo elettronico alla caviglia e, terzo, io sono richiuso qui ingiustamente e ora devono provare che sono colpevole».
«Effettivamente, non sono riusciti a provarlo, ha affermato Frei Betto.
«Il Palazzo di Planalto è proprietà della nazione e non appartiene a Lula, come non gli appartiene l’appartamento per cui lo hanno condannato. Non è mai stato effettuato l’acquisto perchè si trova vicino alla spiaggia e lì Lula non avrebbe avuto alcuna privacy. La fattoria è di una famiglia amica che gliela prestava in alcuni fine settimana per riposare… ».

Frei Betto a Granma, Photo: Endrys Correa Vaillant


Visibilmente emozionato, il  famoso intellettuale ha terminato: «Lula è in carcere per impedire la sua elezione a presidente. Lui è un prigioniero politico».
El 1º gennaio scorso il Generale d’Esercito, Raúl Castro Ruz, aveva chiamato a trasformare la solidarietà con Lula in causa comune delle cubane e dei cubani.
Il compagno  Fernando González Llort, presidente dell’ Icap, nella presentazione della campagna di solidarietà «Lula Libero Adesso», durante il  XIII Seminario Internazionale sui Paradigmi Emancipatori, ha detto: «A partire da oggi sommeremo tutte le forze, moltiplicheremo i nostri sforzi reclamando la libertà immediata per l’ex presidente d’origine operaia,  che ha fatto tanto per i più poveri del suo paese.
«Lula Libero, Adesso. Questo sarà il nostro obiettivo a partire da oggi, assieme  a milioni di uomini e donne degni nel pianeta», ha puntualizzato nel suo richiamo l’Eroe della Repubblica di Cuba .
 Ottenere la libertà di Lula non è solo un’azione di giustizia, è un dovere che non si può tralasciare nè rimandare, un impegno di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, della gente onesta, di coloro che credono e difendono la verità e giustizia. ( GM – Granma Int.)