ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Estudio Revolución

Caro Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito;

Compagni Machado e Lazo;

Deputate e deputati;

Compatrioti:

Le nostre prime parole nel Giorno dell’Educatore  vadano a felicitare ed elogiare i maestri cubani che ci dedicano più che le loro ore il senso delle loro vite.
Il 2018 quasi termina e torniamo a riunirci per il tradizionale abbraccio e la valutazione di un periodo cruciale nella storia della Rivoluzione cubana.
L’anno che salutiamo resterà nella nostra memoria nazionale come quello in cui  una nuova generazione, in maniera graduale e costante, come chiara espressione di continuità, ha cominciato ad assumere impegni principali di direzione con la fortuna di mantenere la guida della  Generazione Storica, in particolare del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba.
Durante  i mesi trascorsi dalle sessioni dell’Assemblea in aprile, abbiamo contato su questa guida di fronte alle più dure e inaspettate sfide e trovato nella sua fiducia e nella direzione collettiva, le risorse fondamentali per giungere sino a qui a rendere conto, impegnati con la soluzione dei problemi che preoccupano di più il popolo,  che sono quelli che assorbono ogni minuto dei nostri giorni ed ogni atomo della nostra energia.
Facendo un bilancio degli sforzi e dei risultati, devo parlare prima di tutto della profonda soddisfazione che oggi c lascia la discussione popolare della nuova Costituzione che oggi si approva.
Con questo dibattito non solo abbiamo arricchito la nostra cultura politica, il senso d’appartenenza alla nazione e al futuro del paese.  Ci siamo avvicinati di più alle preoccupazioni e alle domande della nostra gente, obiettivo fondamentale della Rivoluzione, dal quale sempre gli avversari hanno tentato di  distrarci, impegnati a fratturare e dividere la società cubana, coscienti che l’unità è la sua forza più cara.   
Mi piacerebbe dire che è stato un anno d’impulso per il governo elettronico e per una maggiore efficienza nella gestione economica, ma si tratta solo del primo scalino in un impegno di domande infinte che nel 2019 dovranno cominciare a dare i primi frutti.  
Va anche detto che abbiamo affrontato prove realmente dure, come le inondazioni, che hanno isolato le province centrali e la caduta di un aereo che ha provocato la dolorosa morte di 112 persone e una sola sopravvissuta, che pochi giorni fa ha inviato un bel messaggio di ringraziamento ai suoi compatrioti e soprattutto allo staff dei medici che l’ha mantenuta in vita.
compiuto il triste dovere di rivivere la peggiore notizia dell’anno per Cuba, riprendo la più stimolante.
Questa sessione dell’Assemblea Nazionale termina con una decisione trascendete per la vita di una nazione: l’approvazione della nuova Costituzione della Repubblica, che in febbraio sarà sottoposta a Referendum.   
Siamo giunti qui dopo un ampio processo di consultazione popolare in cui i cittadini residenti dentro e fuori dal paese hanno avuto l’opportunità di esprimere liberamente le loro considerazioni sul contenuto del progetto, che comprendeva tra gli altri aspetti rilevanti le fondamenta politiche ed economiche, i diritti, i doveri e la struttura dello Stato.
Tutti ed ognuno degli interventi sono stati debitamente valutati ed hanno originati cambi in circa il 60% degli articoli del Progetto e questo ha permesso di arricchire il loro contenuto.
L’analisi popolare ha posto in evidenza la volontà di perfezionare la Costituzione,  ed è andata anche al di là, perché ha apportato importanti elementi da considerare nell’ampio esercizio legislativo che dobbiamo intraprendere per sostenere con le leggi necessarie il compimento dei precetti costituzionali.
L’occasione è propizia per, a nome dell’Assemblea Nazionale, felicitare coloro che hanno partecipato alla realizzazione e organizzazione del processo di consultazione popolare, includendo le coppie che hanno guidato le circa 133.000 assemblee effettuate in tutto il paese, i funzionari responsabili dell’elenco e analisi  delle proposte; il Centro degli Studi SociopolIticI del Comitato Centrale del Partito e, in particolare, la Commissione incaricata della redazione del progetto di Costituzione e, come fortemente e giustamente è stato detto qui, il suo presidente, il  Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz (applausi).
La Legge Fondamentale che abbiamo appena approvato riafferma la rotta socialista della Rivoluzione ci permette di canalizzare il lavoro dello Stato, del Governo, delle organizzazioni e di tutto il popolo nel  perfezionamento continuo della società; rinforza l’istituzionalità; stabilisce la prevalenza della Costituzione nel nostro  attuare una maggiore inclusione, maggiore giustizia e uguaglianza sociale e un rafforzamento del potere del popolo nel governo della nazione.
Questo processo, che continuerà con la realizzazione del Referendum del 24 febbraio del 2019, è una genuina ed eccezionale dimostrazione dell’esercizio del potere per il popolo e di conseguenza del marcato carattere partecipativo e democratico del nostro sistema politico.
Contrariamente a quanto sostengono i nemici della Rivoluzione, Cuba ha dato dimostrato ancora una volta che le decisioni fondamentali e il consenso attorno ai temi che definiscono la vita della nazione si costruiscono con l’apporto decisivo di tutti. Si dovrebbe dire a nostri detrattori che si arrischino a realizzare nei loro paesi un processo con caratteristiche simili a quelle che stiamo sviluppando.
In una data tanto importante come il 24 febbraio, a 124 anni dal nuovo inizio della guerra indipendentista guidata dall’Eroe Nazionale José Martí, i cubani di questi tempi, fedeli alle  tradizioni di lotta, andremo alle urne ad approvare la Costituzione come espressione di fermezza e lealtà al legato del Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana, il compagno Fidel Castro, e diremo con il nostro voto: Sì alla Rivoluzione, alla sovranità e all’indipendenza della Patria, all’unità. Sì al socialismo e all’impegno con gli eroi e i martiri dei più di 150 anni di lotte per la libertà.

Care compagne e compagni:

è stato intenso e fruttifero il dibattito nelle 10 commissioni di lavoro di questa Assemblea. Oltre al testo costituzionale abbiamo discusso in una riunione generale due temi prioritari: il compimento del piano e del bilancio del presente anno e le proposte per il 2019.
Con una discreta crescita del Prodotto Interno Lordo del 1,2% — che seppur limitato non è per questo meno promettente nel mezzo di tanti fattori avversi - il comportamento del economia chiude con un segno positivo.
Per non farmi sottovalutare, mi permetto di ricordare alcune decisioni favorite da questa discreta ma reale crescita: nel novembre del presente anno (2018) è stato posto in vigore l’incremento delle pensioni minime ai pensionati, passando da 200 a 242 pesos per quasi 300 000 persone.
Sono stati incrementate inoltre di 70 pesos le prestazioni in denaro del assistenza sociale a beneficio di 99.000 nuclei familiari.
Questi incrementi che hanno un costo annuale per il Bilancio dello Stato di 224 milioni di pesos, sono indirizzati a migliorare modestamente le entrate delle persone e de nuclei familiari con il più scarso potere d’acquisto  e sono un anticipo parziale delle misure che s adotteranno per dare ordine alla situazione dei salari, delle pensioni, del prestazioni dell’assistenza sociale, dei sussidi e delle gratuità.
Uno dei settori che apporta maggiormente è quello delle comunicazioni, grazie alla crescita delle connessioni e l’accesso a Internet nelle entità statali, così come i servizi richiesti dalla popolazione con l’aumento di  700.000 linee mobili per un totale di  5.300.000 in servizio.
I punti d’accesso pubblico mediante Wifi sono cresciuti a più di 300 e le case vincolate a  Internet sono già 60.000.
I danni maggiori al Prodotto Interno Lordo si concentrano nell’industria dello zucchero e, con minor importanza, nel settore dell’agricoltura e l’allevamento del bestiame. È giusto pèrò risaltare l’incremento della produzione di riso e fagioli che ci permette di sostituire  importazioni.
Nonostante l’impatto dell’uragano Irma, che ha colpito severa manate il commercio della destinazione Cuba nella stagione alata 2017 – 2018, e le misure adottate dal Governo nordamericano per ostacolare i viaggi nel nostro paese, il turismo termina questo 2018 in crescita e con un nuovo record di visitatori internazionali.
Non è meno importante il fatto che nel mezzo di tanti fattori avversi sono garantiti i servizi sociali alla popolazione in Educazione, Salute, Cultura e Sport. Si prevede che il 2018 chiuda con un tasso di mortalità infantile di 4, simile a quello dell’’anno scorso, il più basso della storia.
Un programma che ha avuto un impulso significativo è stato quello della casa, che ha permesso di terminare l’esecuzione di circa 29.000 case con il piano statale, mente con lo sforzo proprio della popolazione sono circa 11.000.
Contribuisce a questo impegno la politica della casa, che è stata approvata di recente dal Consiglio dei Ministri, e informata ai deputati in questa sessione del Parlamento.
Per l’anno prossimo si prevedono livelli simili di crescita dell’economia, l’1.5% del Prodotto Interno Lordo con un recupero dell’industria zuccheriera e incrementi delle attività in altri settori, come la costruzione, il trasporto e le comunicazioni.
Ma queste crescite, anche se riflettono bene i passi avanti del paese in determinati settori, non permettono di raggiungere i livelli di sviluppo che sono necessari per soddisfare le sempre crescenti necessità della popolazione.
Per questo sono stati definiti nel Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale per il 2030 un gruppo di obiettivi nei quali si dovrà incamminare l’impegno dell’economia per il periodo 2019-2021.
Tra questi, risulterà vitale l’incremento delle entrate per le esportazioni e delle capacità per aumentare la produzione nazionale attraverso un processo d’investimenti che necessità una maggiore efficienza.
Le forme non statali d gestione hanno apportato al Bilancio dello Stato il 12% delle entrate totali nel 2018, e a loro volta dovranno crescere leggermente nel prossimo anno. I circa 600.000 lavoratori indipendenti apportano il 5% delle entrate al Bilancio.
 
Compagne e compagni:

Il paese continua a soffrire per la tesa situazione nelle finanze estere, per via della mancate entrate previste con le esportazioni, il turismo e la produzione di zucchero, alle quali si sommano i danni provocati da una lunga siccità, seguita poi dai disastri causati dall’uragano Irma e quindi da intense piogge che hanno provocato a loro volta forti danni con i ritardi nel arrivo delle materie prime, strumenti e attrezzature.
Solo grazie a misure addizionali di controllo delle principali garanzie finanziarie del piano del 2018, incamminate a lavorare con maggior precisione sulle decisioni in materia di importazioni e le altre spese in moneta forte, nel secondo semestre abbiamo ottenuto la crescita con un saldo positivo nel bilancio commerciale e nel conto corrente.
Abbiamo detto che la battaglia economica continua ad essere il compito fondamentale e anche il più complesso. Questo è l’impegno che esige di più da tutti noi oggi, perchè è quello da cui spera di più il nostro popolo.
Il contesto che abbiamo descritto domanda una pianificazione che mobiliti, indirizzata ad impedire che la burocrazia immobilizzi l’impegno dei principali attori economici.
Dobbiamo rinforzate le nostre strutture e gli strumenti di direzione e gestione economica, con gli apporti di specialisti e di esperti delle Scienze Economiche  in particolare e di altre in generale. Non possiamo stancarci di udire quelli che sanno, di valutare le loro proposte e articolarle con quello che noi ci proponiamo d’ottenere.
È necessario un atteggiamento più intraprendente, intelligente e concreto dei dirigenti, fomentando – non confondendo, né ritardando – soluzioni sicure e particolari ai problemi con la ricerca continua e intensa di riposte agili ed efficienti.
È necessario essere più coerenti  con il Concetto  del Modello Economico e Sociale e più sistematici e precisi nell’implementazione delle Linee di Politica Economica e Sociale della Rivoluzione, approvate dal  nostro Partito.
È ora di agire senza dogmi e con realismo, rispettando le priorità, facilitando il reale rafforzamento dell’impresa statale e il suo incatenamento produttivo con l’investimento straniero, le imprese miste e il settore non statale dell’economia.
Dobbiamo ugualmente ordinare l’attività del settore privato dell’economia, ma senza confusione e senza frenare il suo svolgimento, stimolando le migliori pratiche per far sì che coloro che l’esercitano si allontanino delle illegalità.
L’impegno è integrare tutti gli attori, e tutte le forme di proprietà e di gestione presenti nel nostro intorno economico - sociale alla battaglia per l’economia che, ripeto, oggi è la battaglia fondamentale.
Come dicono i risultati dell’anno, è imperativo stimolare l’investimento straniero, fomentare un ambiente di fiducia e sicurezza per gli investitori, esportare di più, difendere le entrate, chiudere il ciclo delle esportazioni con il guadagno opportuno, tener presente quanto ha segnalato il Generale d’Esercito Raúl Castro in diverse occasioni, di non spendere più di quello che entra e non prendere impegni che non possiamo onorare. Inoltre interrompere e dare una soluzione alla catena dei mancati pagamenti.
Investire con efficienza e far compiere quanto previsto negli studi di fattibilità dopo la messa in marcia degli investimenti, è tanto importante quanto dare tutta l’attenzione possibile alla loro esecuzione, garantendo i rifornimenti e la forza lavoro evitando opportunamente le sorprese e l’improvvisazione.
Nello stesso tempo dobbiamo conoscere e maneggiare tutte le possibilità di finanziamento, usare in modo più efficiente i crediti ed essere responsabili con i loro pagamenti.
Utilizzare in modo efficiente le preziose risorse umane e la forza lavoro qualificata e scientifica che ci permette la grande opera educativa della Rivoluzione; difendere la produzione nazionale, mobilitare tutte le nostre potenzialità per produrre di più e con efficienza, sono  le uniche cose che ci permetteranno di crescere al di sopra dei danni climatici e della tensione finanziaria.
Dobbiamo ugualmente impedire le spese superflue nelle attività del Governo, svolgere un controllo reale delle risorse e approfittare delle esperienze di altre nazioni, come la Cina, il Vietnam o il Laos.
La gestione del governo va orientata con maggior impeto verso l’esigenza della qualità nei servizi, per evitare che le insufficienze provochino fastidi e irritazioni alla popolazione. Non dobbiamo mai dimenticare che come servitori pubblici, il nostro obiettivo maggiore è  il benessere della popolazione, Affrontare l’attuale congiuntura in maniera realista e obiettiva è quello che ci permette di definire un piano sostenibile dell’economia per il 2019, posto su basi solide che favoriscano, nonostante le difficoltà, allo sviluppo delle attività prioritarie per la crescita e che contribuiscano a una lenta ripresa  della credibilità finanziaria della nazione.

Compatrioti:

Il 2019 sarà un anno di riordinamento. Il piano sarà in funzione delle entrate in divisa del paese e degli incassi, pagando più debiti che ottenendo crediti e compiendo con la maggiore puntualità possibile il pagamento degli impegni.
Non c’è altra maniera di fare il piano: il contrario sarebbe proporre qualcosa che non si realizzerà e che diverrebbe impossibile da maneggiare.  
Devo sottolineare che quel che è previsto da  questo piano è un minimo da realizzare. Si deve generare ricchezza per ottenerne di più.
La sua esecuzione dev’essere appoggiata da un’adeguata amministrazione del bilancio nel quale dobbiamo rinforzare tutte le possibilità d’entrata, la diminuzione delle spese  di previsione  di bilancio del settore delle imprese e la più forte diminuzione possibile del deficit del bilancio.
Realizzare questi obiettivi richiede un profondo processo di discussione del piano, un elevato livello di controllo e il coinvolgimento di tutti per difenderlo tra tutti.
Il raccolto delle canne, attività economica importante non solo per la produzione dello zucchero, ma per la sua capacità di generare entrate liquide con il suo apporto alla generazione elettrica partendo dalla biomassa, la produzione di alimenti animali e di derivati è iniziata superando gli indici principali. Ora è importante non lasciar accumulare problemi che attentano la buona riuscita di quel che resta da fare col raccolto e la produzione.
Come parte del processo d’informatizzazione della società, avanza la digitalizzazione della televisione e si è aperto il servizio d’Internet nei telefoni cellulari, una nuova possibilità per i cittadini e una chiara espressione della volontà politica del Governo di portare avanti questo preprogramma con i nostri stessi sforzi e  talenti, senza spazi per l’ingerenza che alcuni mascherano con perverse offerte e piani colonizzatori.
Continuano gli investimenti nei parchi eolici e  fotovoltaici, mentre iniziano quelli relazionati con la generazione, a partire dalla biomassa, in bioelettrica, appoggiando la proiezione di cambio della matrice energetica e l’incremento nell’uso delle fonti  rinnovabili  d’energia.
Con il proposito di dibattere con ampiezza le proiezioni di sviluppo del paese, abbiamo considerato conveniente convocare nel primo trimestre del prossimo anno una sessione straordinaria dell’Assemblea Nazionale, che dedicheremo all’analisi del Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale sino al 2030, nelle sue tre tappe e la relazione sullo stato dell’Implementazione delle Linee di Politica Economica e Sociale del Partito e la Rivoluzione.
Di recente sono entrate in vigore misure relazionate all’attività del lavoro indipendente.
La maggior parte della popolazione le accetta e considera che sono necessarie per l’organizzazione e il controllo di questo processo.
A proposito voglio precisare il nostro punto di vista su questa attività .
I lavoratori indipendenti non sono nemici della Rivoluzione, ma sono il risultato del processo di attualizzazione del modello economico, hanno risolto problemi che ricadevano sullo Stato, peri quali in occasioni risultata inefficiente.
Hanno anche riscattato mestieri che la vita ha provato che sono necessari.
Abbiamo riconosciuto il settore non statale come un complemento dell’economia e non esiste intenzione alcuna d’evitare che possa prosperare, ma il suo funzionamento deve avvenire nella legalità.
Sappiamo che contiamo con la maggior parte dei lavoratori indipendenti per fomentare e dinamizzare l’economia, e dobbiamo cancellare da alcune menti i pregiudizi verso il loro lavoro, menti che danneggiano tanto quanto quegli ispettori che si corrompono e generano sfiducia e insicurezza.   
Per il loro adeguato esercizio, ci corrisponde creare condizioni che propiziano il compimento delle nuove norme e apportino al reale riordino dell’attività.
I funzionari incaricati di vegliare per l’applicazione delle stesse, devono agire con etica, rigore e giustizia, e cancellare la cattiva immagine che provocano le condotte corrotte di alcuni.
Non tralasciamo nemmeno che lavoratori privati di alcune modalità, hanno espresso disaccordo con queste regole, non da una prospettiva di cooperazione con la popolazione ma perchè sono contro un ordine che ponga fine all’arricchimento illecito, che non sarà permesso.    
Sappiamo che ci sono sempre tentativi per trasformare il settore non statale in un nemico del processo rivoluzionario, ma non riusciranno a dividerci. Per questo contiamo con l’impegno dei nostri lavoratori indipendenti e delle istituzioni statali.

Deputate e deputati:

È necessario chiarire anche ci sono alcuni che tentano di tergiversare la portata e gli Obiettivi del Decreto 349, associandolo a uno strumento per esercitare una censura artistica.  
Parlo di enti estranei alla Cultura che non si sono mai preoccupati e sono restati in silenzio di fronte alla proliferazione della banalità, della volgarità, la violenza, la brutalità, la discriminazione della donna, il sessismo e il razzismo presenti nelle più diverse espressioni che attentano la politica culturale della Rivoluzione e si esibiscono negli spazi pubblici statali e privati, alcuni nemmeno legalmente riconosciuti.
Sappiamo molto bene da dove vengono le istruzioni, con l’obiettivo di confondere, dividere, sfiduciare e smobilitare. È evidente che il  decreto  citato, per la sua importanza, andava discusso e spiegato maggiormente. Questo si evidenzia con le opinioni dei grandi della nostra Cultura che sì presentano un’opera nota e impegnata.
Io li convoco ad accompagnarci nell’impegno di fare ora quello che dovevamo fare prima.
In questo apprendistato imprescindibile possiamo incontrare insieme, dal dilago sincero, il modo d’implementare questa norma, impedire che continui a proliferare la mancanza di rispetto della politica culturale con produzioni pseudo artistiche, che danno un’immagine del paese che non siamo, non siamo stati mai e non dovremo essere mai.
Posso assicurare che questo decreto ha un solo obiettivo: proteggere la cultura nazionale dai falsi artisti, dalle intrusioni  professionali e dalla pseudo-cultura generatrice di antivalori, temi denunciati in molteplici spazi dai nostri creatori, scrittori e artisti.
La creazione artistica in Cuba è libera e continuerà ad esserlo, così come si postula nella Costituzione e le istituzioni culturali hanno la responsabilità di applicare questa norma con totale attaccamento a questi propositi.

Compagne e compagni:

I temi dibattuti in questa  Assemblea necessitano un attenzione prioritaria del Consiglio dei Ministri. In questo senso stiamo sviluppando un sistema di lavoro basato sullo scambio con il popolo, la visita dei territori e delle comunità, il vincolo con i collettivi che sono protagonisti dei programmi di sviluppo economico e sociale.
Giungiamo sino a loro per ascoltare, spiegare, chiarire, sbloccare e dare soluzione ai problemi, ascoltare lamentele, incomprensioni ed errori.
Ci interessa promuovere la resa dei conti di noi dirigenti, favorendo la comunicazione diretta con il popolo attraverso i media della stampa e le reti sociali, sistematicamente.
Vogliamo aprire cammini per far sì che l’investigazione scientifica abbia uno spazio in ogni processo e apporti innovazioni, e necessitiamo fomentare l’informatizzazione della società.
Sistemiamo il seguito e assicuriamo i programmi di sviluppo, fomentando uno stile di direzione e conduzione collettiva e difendendo con disciplina e impegno gli orientamenti del nostro Partito Abbiamo convocato e proseguiamo una battaglia etica contro la corruzione, le illegalità, le dipendenze e la mancanza di disciplina sociale, manifestazioni che sono antagoniste e incompatibili con il nostro presente e futuro.
Quanto realizzato è ancora insufficiente e quando creato è niente rispetto ai nostri propositi come Governo della Rivoluzione, ma vogliamo ringraziare per l’appoggio e la comprensione dei cubani e delle cubane che vivono nella nostra geografia. Noi ci dobbiamo a loro.   
Ci sono molti interrogativi da ascoltare e ai quali rispondere. Daremo risposte a tutte le domande possibili e a quelle che per il momento non ne hanno, e non interromperemo il nostro impegno d’incontrarle.

Cubane e cubani:
 
Il 2018 è stato un anno intenso nel mezzo di un contesto internazionale complesso  per il rafforzamento dell’egemonismo imperiale che invalidano il multilateralismo nelle relazioni internazionali.
L’America Latina e i Caraibi, la nostra Patria Grande non è estranea  a questi influssi.
Cuba è accusata dall’impero d’essere la causa di quelli che considera “i grandi mali della regione”. Il blocco s’indurisce e s’intensifica la persecuzione finanziaria per ostacolare lo sviluppo del paese.
L’eccezionale risultato ottenuto lo scorso 1º novembre, con dieci votazioni successive dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha dimostrato il grande appoggio su cui conta Cuba nella sua lotta contro il blocco, questa politica aggressiva, anacronistica e fallimentare, che provoca enormi danni al popolo cubano, costituisce il principale ostacolo al nostro sviluppo ed è una violazione dei diritti umani. Ringraziamo molto tutti i governi che hanno contribuito al reclamo per porle fine.
Nella stessa giornata l’Assessore alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, con un linguaggio estremamente aggressivo e senza rispetto, aveva annunciato a Miami nuove misure che rinforzano il blocco e che,  con altri fatti e minacce, fa pensare che il loro Governo avanza in un percorso di confronto con Cuba.
L’imperialismo statunitense ha reiterato la vigenza della Dottrina Monroe e aggredisce i governi e i processi progressisti, tenta di distruggere le conquiste realizzate in materia d’integrazione e di giustizia sociale nella regione, realizza una  sistematica ed enorme operazione di manipolazione delle comunicazioni e la cultura; perseguita e criminalizza le forze politiche e i leaders di sinistra, i movimenti popolari e le organizzazioni sociali con l’obiettivo d’imporre il neoliberalismo.
Inoltre tenta di distruggere i meccanismi di cooperazione e concertazione genuinamente latinoamericani e caraibici, come la Celac e Unasur.
I popoli però non si piegano e non abbandonano la lotta, com’è stato dimostrato nell’ampio e unitario XXIV Incontro del Forum di Sao Paulo, realizzato in questa città lo scorso mese di  luglio.
Esprimo la nostra profonda gratitudine  alla Mancomunità dei Caraibi per la sua incoraggiante Dichiarazione di Solidarietà del 8 dicembre del 2018, in onore della celebrazione del Giorno Caricom-Cuba.
La Dichiarazione del XVI Vertice dell’Alleanza Bolivariana dei Popoli di Nuestra América, ALBA-TCP, realizzato a L’Avana lo scorso  14  dicembre, tocca questi temi, e si è pronunciata per agire con determinazione nella mobilizzazione e indispensabile unità delle forze rivoluzionarie, progressiste e popolari ed ha espresso totale sostegno e solidarietà alla Repubblica Bolivariana del Venezuela e alla Repubblica del Nicaragua, di fronete all’ostilità imperialista e  oligarchica.
In Messico il presidente Andrés Manuel López Obrador ha ottenuto una storica vittoria che suscita una grande simpatia. Ringrazio lui e il fraterno popolo messicano per l’affettuosa ospitalità con cui siamo stati accolti per la sua nomina ufficiale.
In Brasile, le inaccettabili condizioni e le calunnie reiterate dal Presidente eletto di questo paese per liquidare il Programma Más Médicos, senza rispetto per gli accordi rispettivi con l’Organizzazione Panamericana della Salute, ci hanno obbligato, in difesa della dignità, altruismo e famosa professionalità dei nostri lavoratori della salute, a porre fine alla partecipazione cubana.
Il nostro popolo e l’opinione pubblica brasiliana e internazionale sono stati dettagliatamente informati su questo.
Tutti i giorni giungono dai più isolati luoghi del Brasile messaggi di ringraziamento ai nostri medici e di condanna della politica del nuovo Presidente che li ha fatti andare va da questi posti, dove solo loro erano andati per salvare vite.
Come ha detto  Lula in un messaggio al nostro popolo: «Lamento che il pregiudizio del  nuovo Governo contro i cubani sia stato più importante della salute dei brasiliani che vivono nelle comunità più distanti e necessitate».
La storia narrerà il prima e il dopo  della nostra cooperazione.
Nella 40ª edizione del Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latinoamericano de L’Avana, una documentarista brasiliana ha fatto alzare in piedi tutto il pubblico solamente citando i nostri medici.
Media di tutto il mondo hanno posto gli occhi sulla nostra collaborazione medica per la prima volta, per via degli spropositi del super reazionario Governo brasiliano.
I nostri professionisti della salute sono il paradigma che si oppone agli egoismi e alla mercificazione dei servizi medici. Loro son Cuba e sono il più affascinante monumento all’opera internazionalista, umanista, in difesa dei diritti umani a scala universale di Fidel.
Negli ultimi mesi abbiamo avuto intensi e favorevoli scambi bilaterali, in particolare durante la nostra visita ufficiale nella Federazione della Russia, la Repubblica Popolare Democratica della Corea, la Repubblica Popolare della Cina, la Repubblica Socialista del Viet Nam e la Repubblica Popolare Democratica Lao, che ringraziamo per la calda accoglienza. Da queste visite sono derivati importanti accordi nel cui compimento poniamo tutti i nostri sforzi.
Sono stati significativi anche gli scambi sostenuti durante la nostra presenza nella Repubblica Francese e nel Regno Unito. È stata molto positiva anche la visita a L’Avana del Presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez.
La commemorazione, con le fraterne nazioni africane, del centenario della nascita di Nelson Mandela e del 30º anniversario della battaglia di Cuito Cuenavale contro il regime del apartheid sono state particolarmente  emozionanti.

Cari  Compatrioti:

Che anno tremendo stiamo salutando!

Se guardiamo solo i simboli, basterebbero i  150 anni  di lotte feroci per la nostra  indipendenza che marca il 2018 e i 60 anni  di combattimenti, resistenza e creatività che si compiono dal trionfo definitivo, al primo minuto del 2019.
Transitiamo da uno all’altro sospinti dalle imponenti prodezze di coloro che si lanciarono nella selva, a volte senza altre armi  che l’onore, ed che affrontarono la fame e una scarsità senza limiti per renderci liberi.
Uomini e donne, eredi di proprietà e ricchezze, vi rinunciarono per creare una nazione nuova.
Quest’anno un museo locale dell’antica metropoli ci ha prestato la sedia che apparteneva a Maceo. Con  un tronco di palma si fece il trono del nostro più bravo tra i  Generali. Non prese nessuna sedia di quelle eleganti e imbottite che avevano coloro che mantenevano la sua Patria sottomessa.
Per quest è stata conservata come un trofeo di guerra da coloro che anche uccidendo non riuscirono mai a vincere la nostra vocazione libertaria.
Esattamente 60 anni dopo la morte di Maceo, nel dicembre del 1956, Fidel, Raúl e i loro compagni del  Granma, ripresero lo spirito di quel guerriero e crearono un accampamento nelle montagne.
Tanto cubano e sovrano come la sedia del Titano di Bronzo è stato il Quartiere Generale Ribelle.
Ugualmente di tavole di palma e col tetto di foglie, è la casa de Fidel a La Plata, il  luogo mai conquistato dall’esercito della dittatura, custodito com’è stato e sarà sempre dagli umili abitanti  di quelle terre dove scorre sonoro e libero il ruscello della Sierra.
Siamo una nazione marcata da ansie d’indipendenza tanto grandi che ci hanno anche salvato da dipendenze egoiste del possesso materiale, quando il prezzo per ottenerle era la libertà.
 I simboli ai quali mi riferisco, questi segnali ed essenze che la Storia ci lascia, ci parlano di un paese con carattere, che ha sempre saputo che «la povertà passa, ma quello che non passa è il disonore», come disse l’Apostolo della redingote sciupata, che unì denaro e volontà per la Guerra Necessaria senza mai appropriarsi di un solo centesimo.
Questo carattere che ci viene dai nonni e dai genitori, che per la Patria ci strappa anche le lacrime ma soprattutto ci lancia al galoppo per tutto quello che la potrebbe danneggiare, non è come alcuni credono il libro di Storia che la giovane generazione non sa leggere.
Sentire passione e orgoglio per quello che siamo nello stesso tempo  dell’impazienza e l’angoscia per quello che non realizziamo, più che una sofferenza trasforma il transito tra questi due anni in un arco di trionfo coronato da tutto quello che abbiamo dato e dalla certezza che lottare è la vittoria (applausi).
Andiamo sempre più avanti. E con tutte le generazioni vive unite, in omaggio a coloro che sacrificarono tutto, perchè il cammino verso la conquista di questo “di più”, sempre pendente sia custodita dalla pace e dall’unità di tutti i cubani.
A nome di una generazione orgogliosa d’essere non ricambio, ma continuità, voglio indicare il più profondo impegno che ci muove a combattere senza riposo per stare all’altezza della storia dei nostri patrioti e del popolo, inseparabili nel sentimento e nella fedeltà. Oggi siamo venuti a rendere conto del nostro lavoro e ad impegnarci di più a fomentare tutto quello che ci permette d’andare avanti e di vincere con i nostri limiti, di fronte alla guerra economica, la persecuzione finanziaria e il blocco indurito.
La maggiore motivazione ce la offre il 60º anniversario della Rivoluzione con la sua eterna lezione che è possibile abbattere tutti gli ostacoli se il popolo ci accompagna.
Sarà senza dubbio un altro anno di sfide. Ma, come diceva Martí parlando dell’Anima della Rivoluzione e del dovere di Cuba (…): «Il popolo cubano non si aspetta niente dalla Rivoluzione che la Rivoluzione non gli può dare».
Andiamo sempre avanti.  E continuiamo a vincere. I padri della nazione ci hanno insegnato questo. A questo ci convoca ogni giorno il popolo degno ed eroico di Céspedes, Mariana, Maceo, Gómez, Martí, Mella, Villena, Haydeé, Abel, Celia, Frank, Vilma, Camilo, Che, Almeida, Fidel, Raúl e i loro compagni che ci onorano accompagnandoci.
Il 24 febbraio, nel Referendum per ratificare la Costituzione, Cuba toccherà un punto culminante dei 150 anni che abbiamo celebrato e dei 60 della Rivoluzione Cubana, la Rivoluzione di Fidel e Raúl,  che festeggeremo il 1º gennaio già prossimo.
Diremo sì e vinceremo  nuovamente. Perchè Somos Cuba.

Auguri a tutto il nostro popolo per il nuovo anno!

¡Hasta la victoria siempre!

¡Patria o Muerte!
¡Venceremos!
(applausi scroscianti.)
(Versione stenografica del Consiglio di Stato/ Gioia Minuti – Granma Int.)