
Nemmeno il più sognatore tra quelli che accompagnavamo Fidel in una manifestazione come questa, il Primo Gennaio del 1959, poteva immaginare che oggi saremmo stati qui.
Questo lungo e difficile cammino non è stato per niente facile.
Questo è stato possibile prima di tutto grazie all’immensa capacità di resistenza e di lotta di varie generazioni del nobile ed eroico popolo cubano, vero protagonista di questa sua Rivoluzione, che è il trionfo dello stesso ideale dei mambí, che nel 1868 con la guida di De Céspedes, iniziarono la guerra per l’indipendenza dal giogo spagnolo; di Maceo e di Gómez, con i quali José Martí nel 1895 riprende le gesta liberatrici troncate dall’intervento nordamericano nel 1898, che impedirono l’entrata a Santiago di Cuba dell’Esercito Liberatore.
Fu quell’affanno che motivò la generazione del Centenario, guidata da Fidel ad assaltare la Caserma Moncada in questa città e Carlos Manuel de Céspedes, a Bayamo; a ribellarsi alla sconfitta, resistere il rigore della prigione, venire con la spedizione dello yacht Granma, sopportare il duro colpo di Alegría de Pío e incamminarsi nella Sierra Maestra per cominciare la lotta guerrigliera del nascente Esercito Ribelle, il cui Comandante in Capo, esempio personale di valore in combattimento, tenacia e invincibile fede nella vittoria, con la sua vocazione unitaria e la sua indiscutibile guida di leader, seppe forgiare l’unità di tutte le forze rivoluzionarie e condurle al trionfo.
(…) In questo stesso luogo il Primo Gennaio del 1959, nel mezzo del giubilo popolare che riempiva tutto il paese, già Fidel avvertiva prevedendo, e cito:
«La Rivoluzione comincia adesso, la Rivoluzione sarà un’impresa dura e piena di pericoli».
Ben presto si misero in marcia un’infinità di piani di destabilizzazione cominciando con il rifugio offerto negli Stati Uniti a criminali e torturatori del regime di Batista. (…)
Sono stati 55 anni di lotta continua di fronte ai disegni di undici amministrazioni nordamericane che, con maggiore o minore ostilità, non hanno smesso nel proposito di cambiare il regime economico e sociale, frutto della Rivoluzione, cancellare i suo esempio e instaurare nuovamente il dominio imperiale sulla nostra Patria.
La Rivoluzione Cubana ha posto fine a vari miti, tra i quali quello che non era possibile costruire il socialismo in una piccola isola a 90 miglia dagli Stati Uniti
(…)
Resta moltissimo lavoro da fare (…). Le nuove generazioni di dirigenti che lentamente e con ordine assumono le principali responsabilità della direzione della nazione, non potranno dimenticare che questa è la Rivoluzione socialista degli umili, per gli umili e con gli umili ( GM – Granma Int.)


