ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Más Médicos. Foto: Araquém Alcántara

BBC Mondo ha riferito che lo scorso 23 novembre le autorità della salute brasiliane avevano affermato che «il 92 % dei posti vacanti di Más Médicos è disponibile. Il posto è stabile e le iscrizioni continueranno sino al 7 dicembre. La presentazione nei municipi dei professionisti già assegnati sarà immediata e seguirà sino al 14 dicembre».

Ma la realtà, guardando i luoghi dove stavano i medici cubani con la loro dedizione umanitaria è un’altra.

« È passato un mese dalla partenza dei medici cubani dalle terre indigene waiãpi per le aggressioni di Bolsonaro. Circa mille persone sono sempre senza medico nei loro villaggi», racconta in Twitter Nacho Lemus, corrispondente di Telesur in Brasile.

Il 17 dicembre, Jair Bolsonaro, che è stato eletto grazie alle notizie false e il dominio del rete sociali, soprattutto Whatsapp, ha sostenuto in un tuit che «Diversamente da quello che il corrotto detenuto Lula dice sul nostro nuovo governo, è stata Cuba che ha ritirato i medici, rifiutando di pagare loro i salari completi Noi offriamo asilo a quelli che vogliono rimanere».

E non sono stati i più di 6 000 medici che già sono nell’Isola - l’ex militare dubitava che sarebbero tornati a Cuba in meno di un mese e volava dargli asilo- quelli che gli hanno risposto: sono i brasiliani quelli che lo hanno fatto.

«Per favore, signor Presidente, se non avesse detto tante porcherie (è la traduzione meno offensiva) sui medici cubani, sarebbe meno dannoso per la popolazione e meno problematico per me farmacista spiegare alla popolazione che non ha entrate che devono prendere le ricette in un posto di salute senza medico » ha risposto   Cicero de Oliveira, nella stessa rete sociale.

Rafael Oliveira gli ha scritto: «A quanto vedo il signore scrive solo per i suoi elettori. È che Cuba si è ritirata, a quanto pare, per i suoi discorsi infantili e ideologici. Dovrà crescere capitano».

Sono stati più di 4500 quelli che gli hanno risposto, alla chiusura di questa edizione C’è chi lo appoggia nella sua diatriba e altri, senza pelo sulla lingua lo chiamano corrotto e nazista, e dicono che non deve mettersi in quel che non lo riguarda.

Ma la voce del Brasile si sente, e lo ha mostrato Ricardo Luis Dias Mendoca, presidente del Consiglio Statale di Saude Salvador de Bahía, in una lettera al Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

«Il Consiglio Statale di Saude, nello stato di Salvador de Bahía,

esprime pubblicamente i suoi sentimento di gratitudine al Programma Más Médicos, al Governo e al Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, per i servizi d’estrema importanza prestati dai medici cubani in questo paese a partire dal 8 luglio del 2013.

Con la fine del contratto tra i due paesi e con il ritorno dei bravi medici al loro paese, il cui obiettivo era supplire la mancanza di medici nei municipi dell’interno e nelle periferie delle grandi città, alleviando la popolazione nelle più isolate località, mostriamo una grande tristezza. Reiteriamo che la missione è stata realizzata brillantemente», si legge nella lettera pubblicata in Pensando Américas. ( GM – Granma Int.)