ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Fidel Photo: Archivo

Perché le date si ripetono ogni 12 mesi, perchè c’è un calendario antico come l’uomo per contare le età, sentire il polso del tempo, marcare il momento esatto degli avvenimenti della storia, a cui torniamo una volta ogni anno per ricordare quello che è passato.
Contare i giorni è un capriccio umano che archivia quello che è trascendente, memorabile, luminoso, e nello stesso tempo la commozione, quel che è  tragico, … quel che è triste, e la morte è uno di quei dolori che opprimono per istanti il petto, ma elevano e innalzano se “l’opera della vita” è stata buona.
Ci sono esistenze così, di portata universale, tanto nazionale, tanto di casa, tanto da amico, che si vede sempre camminare alla nostra destra una massa di immortali. Tra loro quello vestito di verde olivo che dallo spazio di due anni tira e spinge, allerta e da luce ai passi di quest’Isola con uguale forza vitale dei suoi 90 precedenti.
In questo popolo manca chi lo ascolta quotidianamente nel ripasso dei suoi pensieri?
Manca davvero se c’è una foto che offre il sorriso barbuto in una parete della scuola, all’entrata di un laboratorio, nella ricorrenza, nel verso, nella canzone?
Può darsi che manchi sì, se a noi resta l’impressione malleabile del manifesto, della freddezza della medaglia con le sue frasi, nella formalità dei mattutini, nella nullità di quel che è sensibile nel servizio trasformato in maltrattamento, in chi non fa del suo lavoro un sacerdozio, perché non sa ascoltare, attendere, consigliare, accompagnare nella gestione di soluzioni, o alleggerire le urgenze degli altri.
Lo seguiamo quando  facciamo come lui e costruiamo e creiamo e resistiamo e superiamo gli assedi e ci innalziamo su scudi di dignità se qualcuno aggredisce la nobiltà e la solidarietà di questo popolo che è ragione e condizione di nascita.
Essere Fidel non è ricordarlo, è replicarlo nelle cose grandi e in quelle piccole che ci affermano cubani, nel saggio quotidiano dell’umano e del virtuoso che significa far trionfare tutti i giorni la stessa Rivoluzione la sua, trascendente, vitale; così come l’uomo e leader che comanda sempre, al di là del tempo e nonostante gli annuari. ( GM – Granma Int.)