ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
X Congresso della UPEC 2018, presieduto da Marino Murillo Jorge, membro del Burò Politico del PCC, realizzato nel Palazzo delle Convenzioni. Photo: Endrys Correa Vaillant

La Politica di Comunicazione, approvata recentemente nel paese, dimostra il cambio di qualità superiore tra il X Congresso dell’Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC), cominciato venerdì 13 e il precedente, realizzato cinque anni fa nell’ottobre del 2013, hanno assicurato i membri dell’organizzazione.
«In quel momento il dibattito era centrato nell’ambito diagnostico e della riparazione. Oggi abbiamo una politica pratica, una mappa strategica della comunicazione che attraversa tutta la società e riconosce un principio fondamentale: che la comunicazione e le informazioni sono un diritto cittadino e un bene pubblico», ha assicurato la vice presidente dell’organizzazione,Dra. Rosa Miriam Elizalde.
«Questa non è una politica che si auto compiace, non è stata chiusa in un cassetto. Dallo stesso giorno della sua approvazione ha cominciato a implementarsi. Oggi per esempio esiste una voce orale del nostro consiglio dei ministri che dà risposte alle molte domande dei cittadini. Sono evidenze che la politica sta avanzand0», ha valutato la giornalista.
«Anche così dobbiamo essere realisti, ha detto, e il fatto d’avere una Politica della Comunicazione non significa che possiamo risolvere i problemi dalla notte alla mattina.  Altre politiche, come la legge sula cura dell’ambiente non hanno trasformato i cubani in ecologisti militanti.
“Conviviamo con molti problemi, e questo strumento è un passo che dobbiamo accompagnare tutti, come stiamo facendo. Questo congresso ci convoca ad analizzare come a implementare la politica della comunicazione», ha detto il Dr. Raúl Garcés Corra, Decano della Facoltà di Comunicazione dell’Università de L’Avana.
«Ed anche così dobbiamo essere realisti e interpretare  un corpo di obiettivi e principi che per perfetto che sia, non risolve magicamente i problemi che hanno inoltre un sedimento culturale e l’inerzia della tradizioni» ha coinciso.
“Una politica è uno spirito, un ombrello regolatore, uno strumento per guardare il futuro in modo articolato. E nel caso di Cuba, pur nel mezzo delle minacce storiche e presenti, è l’opportunità di scoprire di nuovo il socialismo con un volto simbolico moderno, partecipativo, innovatore e irrinunciabilmente democratico», ha spiegato.
«Ci assistono varie forze come punti di partenza, ha segnalato il Decano, come volontà politica e la coscienza della necessità  di modernizzare lo Stato e che questa meta passa da un utilizzo più efficiente dell’Informazione, la Comunicazione e la  Tecnología».
«Non dubitiamo, ha avvisato.  Più canali, supporti e linguaggi e abbiamo per dare voce alla gente, più evidente si fa la necessità di dotare la comunicazione di una visione strategica per queste vie di questa politica, ma come fare per trasformarla in un movimento vivo? Che sfide ci sono davanti a noi?», ha indicato.
«Tra le sfide principali s’impongono la gestione, l’istituzionalità, l’innovazione e la credibilità», ha sottolineato.
«Il futuro della Rivoluzione cubana si gioca nei terreni economico e politico, ma anche e con molta forza includendo specialmente il campo simbolico Non lesiniamo tempo  per fare quello che va fatto, per generare simboli forti che uniscano la nazione, attraenti per le più giovani generazioni», ha valutato  Raúl Garcés.
Randy Alonso Falcón, direttore del sito web Cubadebate e dello spazio televisivo Mesa Redonda, ha detto che è imprescindibile che i dirigenti dei mezzi della stampa stimolino la creatività nelle redazioni portino avanti una politica di comunicazione.
«Trasformiamo in realtà questa politica, traduciamola alle specificità dei media, anche se non è perfetta implementerà e faciliterà l’ottenimento di risultati valutabili è secondo me questo è qual che abbiamo davanti», ha concluso il giornalista Hugo Rius, Premio Nazionale di Giornalismo José Martí.
Marino Murillo, membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, ha assicurato che questo non sarà un compito facile, che  resta molto da fare cominciando dalla confezione di norme e la definizione  di come s’implementeranno, questo è un impegno per tutti.
Qualcosa resta chiaro dopo questo dialogo, hanno coinciso  Joel Suárez, Capo del Dipartimento Ideologico del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Victor Gaute, membro della segreteria del Comitato
Centrale: “La politica di Comunicazione è l’arma principale per realizzare la trasformazione che vogliamo nella nostra società».
Nell’incontro è stato ricordato Fidel, il più grande comunicatore che ha avuto l’Isola e che ha mantenuto sempre una profonda relazione con i giornalisti cubani, assieme ad Antonio Moltó, presidente dell’organizzazione sino allo scorso 15 agosto del 2017, instancabile giornalista che seppe come nessun altro dare lo “spirito di casa” alla Casa della Stampa.
Hanno partecipato alla prima giornata nel Palazzo delle Convenzioni, 260 delegati diretti di tutto il paese, con ministri, viceministri e funzionari degli organi dell’amministrazione centrale dello Stato.