Dieci conflitti da seguire in questo 2018 › Cuba › Granma - Organo ufficiale del PCC
ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

1. L’INSTABILITÀ DELL’ AMMINISTRAZIONE  TRUMP

Uno dei principali fattori di destabilizzazione durante l’anno scorso è stata la nuova amministrazione statunitense. È prevedibile che in questo 2018 la Casa Bianca continuerà marcata dallo stile irriflessivo e temerario del  presidente Donald Trump, con inoltre l’ombra dell’investigazione del FBI sulle possibili violazioni commesse da persone vicine al  mandatario o da lui  stesso durante la campagna presidenziale del 2016.  

2. LA GUERRA CONTRO IL VENEZUELA

La nazione bolivariana è attualmente il terreno dove si sferra la principale guerra contro i movimenti progressisti della nostra regione.
La destra locale e i suoi alleati internazionali cercano con tutti i mezzi di far crollare il Venezuela con la speranza che trascini con sé il resto dei processi di cambio e di trasformazioni sociali in America latina e nei Caraibi. Non è per caso che i più forti attacchi economici e i tentativi d’isolamento si concentrano contro il governo di Nicolás Maduro, che ha pianificato per quest’anno le elezioni presidenziali.

3. ELEZIONI IN MESSICO

«Tanto lontano da Dio e tanto vicino agli Stati Uniti», è la frase con cui i messicani definiscono la loro storia recente. I venti che giungono dal nord, dove si pianifica la costruzione di un muro di frontiera, si sommano a un ampio malessere sociale per la corruzione e la violenza. In questo ambiente si svolgeranno le elezioni politiche in una delle più importanti economie latinoamericane.

 4. LA CAMPAGNA DI LUIZ INÁCIO LULA DA SILVA

Nonostante tutti i tentativi per screditare l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, leader del Partito dei Lavoratori, lui continua ad essere il primo nelle inchieste che precedono le elezioni di quest’anno. La situazione economica e sociale del gigante sudamericano non smette di deteriorarsi dopo il colpo parlamentare contro la presidente eletta Dilma Rousseff, e non sono pochi coloro che pongono le loro speranze di recupero nel leader sindacale che ha cambiato il volto del Brasile ed ha tolto 20 milioni di persone dalla povertà.   

5. RESISTENZA POPOLARE IN HONDURAS

Le strade della nazione centroamericana sono state testimoni dello scontento popolare per la convalida del nuovo mandato dell’attuale presidente, Juan Orlando Hernández. La coalizione dell’opposizione ha chiamato a realizzare una nuova tappa, quest’anno, di resistenza e lotta contro quella che viene definita “ una dittatura” nel paese.


6. TENSIONI NELLA PENISOLA COREANA

Nonostante i tentativi di mediazione di paesi come la Russia e la Cina, le tensioni nella penisola coreana si mantengono latenti, con gli Stati Uniti che impongono una sequela di sanzioni politiche ed economiche contro   Pyongyang, che considera tutte le possibilità per mantenere la sua sovranità.
La maggioranza degli analisti coincide nel fatto che mai prima si era stati  così vicini a un conflitto nucleare e chiamano alla calma prima dell’impatto che potrebbe avere una possibile guerra.

 7. LA CRESCITA DELLA CINA COME POTENZA GLOBALE

La storia dell’umanità non raccoglie molti cambi pacifici nella guida regionale o globale. La Cina cresce come nuova potenza economica, ma affronta l’egemonia del vecchio potere statunitense sul piano militare.  Anche se pochi valutano un confronto diretto, Washington potrebbe utilizzare altre risorse per cercare di destabilizzare Pechino,  incentivare conflitti limitrofi o di altra classe con i paesi vicini.

8. IL RINNOVATO PROTAGONISMO DELLA RUSSIA NELL’ARENA INTERNAZIONALE

Come nel caso della Cina il crescente protagonismo di Mosca nell’arena internazionale suppone un affronto per gli Stati Uniti che hanno goduto di un potere incontestato per un breve periodo, partendo dalla caduta del campo socialista e la disintegrazione dell’Unione Sovietica. Senza dubbio ora il Cremlino sembra convinto che una posizione passiva non è la miglior strategia per garantire  i suoi interessi al di là delle frontiere dell’immenso territorio russo.

 9. LE TENSIONI IN MEDIO ORIENTE

Una regione segnata dalla guerra da decenni. Il Medio Oriente quest’anno appare come una santa barbara nella quale le potenze occidentali si dedicano a giocare con il fuoco. Azioni puntuali come il riconoscimento statunitense di Gerusalemme come capitale d’Israele o l’evidente ingerenza nei temi interni dell’Iran dove sono state registrate proteste poco frequenti contro il governo, potrebbero scatenare fatti molto più gravi.

10.  IL SECESSIONISMO E LA DESTRA PIÙ REAZIONARIA IN EUROPA  

La Catalogna e il Brexit sono solo la punta dell’iceberg dei conflitti latenti in Europa, una regione che affronta la maggior ondata di rifugiati dalla 2ª Guerra  Mondiale e dove aumentano  le idee xenofobe e ultranazionaliste. ( Traduzione GM – Granma int.)