ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Di fronte a un commento sul possibile ruolo dello stress nel caso dei diplomatici statunitensi, il Dottore in Psicologia e Professore Titolare Dionisio Zaldívar Pérez, ha risposto che: «È noto che quando una persona affronta situazioni di conflitto che le generano tensioni o sentimenti di minaccia, o pericolo, si sviluppa un processo di stress che si accompagna a distinti sintomi.
«Tutto questo dipende, in ultima istanza, della valutazione che il soggetto fa della situazione e la sua risposta  può essere indotta per contagio ad altre persone vicine che condividono un ambiente comune,  uguali apettative o timori. ».
Per Zaldívar, potremmo essere in presenza di un evento da stress collettivo.
«È un’ipotesi possibile ha detto che potrebbe spiegarci quello che succede con i presunti attacchi. L’esperto ha segnalato che ci troviamo di fronte a un insieme di sintomi che sono variabili e instabili, che si possono presentare in diverse malattie e situazioni ma che si diagnosticano sempre quando sono stati esclusi tutti gli studi delle evidenze fisiche e cliniche che potrebbero spiegare questo fenomeno».
«Succede che una persona può essere danneggiata  da un evento determinato, che lo dimensiona, distorce o esagera, e produce una risposta emozionale di questo tipo. Le persone che condividono con questa uno spazio sociale comune, credenze o aspettative, possono reagire in questa maniera».
«La letteratura presenta molti fatti di questo tipo, ha riferito l’esperto, come nel caso del tsunami in Giappone nel 2011, quando uno studente ha detto di sentirsi le mani gonfie e la testa perduta e immediatamente altri 20 studenti hanno avuto gli etesi sintomi. Sono stati investigati e non risultarono evidenze fisiche per spiegarlo».
«Esempi simili e frequenti sono registrati», ha detto.
« Son molti i casi documentati nella letteratura scientifica, che parlano del fatto che si sono contagiati sintomi o comportamenti come questo, con una persona che ha dato inizio a una situazione determinata. Questo avviene in situazioni tese, viste dalla persona come minacciose, che producono questa risposta di stress che quindi contagia altre persone vicine».
«Ci sono molteplici esempi che spiegano che questo realmente è plausibile, ha aggiunto  Zaldívar, dove un gruppo è sottoposto a una certa tensione e uno di loro interpreta un fatto come pericoloso, l’emozione che accompagna questa percezione può essere contagiata al resto dei membri del gruppo che possono presentare la stessa sintomatologia.
La Dra. Yamile González Sánchez, specialista in II Grado in Igiene e in Epidemiologia, ha segnalato che: «Sarebbe utile investigare la storia lavorativa di tutti i funzionari, prima dell’impegno nell’Isola, così si potrebbe valutare il livello di stress accumulato di ognuno dei funzionari o la presenza precedente  di altre malattie».

«NON CONOSCONO CUBA NÈ LA  SUA RIVOLUZIONE»

Navigatori di distinte latitudini hanno avuto la possibilità di scambiare criteri e fare domande al Comitato degli Esperti cubani che ha studiato il caso nei dettagli.
Il gruppo è formato da specialisti nei rami della fisica, ingegneria in telecomunicazioni, medicina interna, neurologia, neurofisiologia, otorinolaringoiatria, audiologia, epidemiologia, salute ambientale, entomologia, psicologia e sociologia.
«Come mai non si sono mai state presentate alle autorità cubane le prove mediche che secondo loro sono state realizzate negli Stati Unit ?», è stato indicato nel Forum da Iván Sergio Reyes Salazar, specialista in Medicina
Interna. «Sono tutte domande che facciamo quotidianamente perchè vorremmo leggere le opinioni degli esperti».
Reyes Salazar mette in dubbio le vere intenzioni di Washington.
«Secondo noi questa è una cosa orchestrata dall’amministrazione del signor Trump per cominciare la scalata di misure che ha preso già contro il nostro paese. Ma nonostante questo noi cubani andiamo avanti. Sempre con la verità e il nostro orgoglio d’essere cubani» ha concluso.
«Questo sgradevole fatto che intorpidisce i passi avanti delle relazioni tra i due paesi è solo un altro esempio della scarsa conoscenza che ha l’attuale amministrazione degli Stati Uniti sulla realtà cubana. Usano formule passate di moda, non conoscono nemmeno al minimo livello la praparazione  e la realtà che vive un popolo di lavoratori, solidale, educato da Fidel e dal Che»,  ha riferito il navigatore  Lázaro Rodríguez Bello che ha risaltato il paradosso dei presunti attacchi sonici: « Che senso avrebbe per Cuba attaccare i diplomatici di un paese con il quale si stanno ristabilendo le relazioni?
Quale tecnologia futurista è necessaria per provocare danni effettivi nelle persone?   Cuba dispone di simili tecnologie?».
«Questa e altre domande sono il prodotto di una logica semplice,  ha aggiunto, del senso comune che non va abbandonato in questa storia romanzesca».
«Cuba nei suoi principi etici e di politica interna ed esterna rispetta e protegge i funzionari delle ambasciate di tutti i paesi nel nostro territorio; non esiste nessun atteggiamento, nessun comportamento d’aggressione. Tutto il contrario: si prendono misure per proteggerli anche dai loro stessi nemici»,
ha detto Xiomara Carla, dopo aver segnalato che  Washington sì che ha una lunga lista documentata di azioni contro l’Isola, includendo l’assassinio di diplomatici della maggiore delle Antille nel loro territorio.
«Adesso che si cominciava un cammino di normalità delle relazioni tra i nostri paesi, si producono fatti che a prima vista non apportano benefici ai nostri popoli, ma ne apportano sì a coloro che vivono sfruttando questo lungo conflitto e sappiamo bene chi sono: i membri della lobby dei senza patria, della destra anticubana in alleanza con la cupola imperialista, che non smettono di cercare di distruggere la Rivoluzione cubana», ha aggiunto.
Il dottor Francisco Beltrán Fernández, collaboratore delle  Brigate Mediche Cubane in Ecuador, pensa che se gli Stati Uniti non sono stati capaci d’avere un’arma con queste caratteristiche, tanto meno la tiene Cuba.
«Qusta azione dimostra solo chi  realmente dirige la politica verso il nostro paese: la mafia cubano americana e non il presidente»,  ha aggiunto.
«Il cambio di politica assunto dall’amministrazione di  Donald Trump forma parte della strategia dei servizi  d’intelligenza americani per provocare e continuare a realizzare le loro azioni egemoniche, che hanno realizzato per più di mezzo secolo contro Cuba,facendosi scudo ora con giustificazioni senza senso», ha detto Camila Moreno.
Bessy Cutié Batista  ha segnalato che tutti i cubani siamo testimoni che nella storia della Rivoluzione cubana sono state molte le menzogne del governo nordamericano contro Cuba, basate tutte in un unico pensiero: giudicare l’etica del nostro paese.
«In quale testa  nasce l’idea che possiamo essere capaci delle presunte aggressioni acustiche a diplomatici statunitensi. Non esiste una prova sufficiente per dare una conclusione perché non c’è una base scientifica che l’appoggi»,  ha aggiunto.
I presunti attacchi acustici costituiscono una farsa per giustificare la partenza dei diplomatici dall’ambasciata  degli USA a L’Avana e fare un passo indietro nel processo di normalizzazione delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti ».
 
VERIFICARE PRIMA DI ACCUSARE

«L’uso di falsi argomenti scientifici come adesso i  presunti attacchi sonici, potrebbe creare un precedente nelle sfere iternazionali che comprometterebbe i precetti etici della scienza in conflitti maggiori?», è stata la domanda di Granma al Dr. in Scienze  Michel Valdés-Sosa, direttore del Centro di Neuroscienze  di Cuba.
«Io credo di sì e inoltre ci sono evidenze recenti di come il cattivo uso dell’ informazione scientifica per ignorare questa informazione scientifica, porta a decisioni sbagliate», ha detto  Valdés-Sosa che ha posto l’esempio che negli Stati Uniti molto tempo fa ci fu una campagna che sosteneva che l’autismo lo provocavano le vaccinazioni e molti genitori smisero di vaccinare i figli.
Come conseguenza ritornarono malattie che erano state sradicate grazie alle vaccinazioni.
«La comunità scientifica ha lottato  durante anni per chiarire l’evidenza e adesso il governo degli Stati Uniti, l’amministrazione di Donald Trump, sta riattivando questo tema e risorge l’ipotesi screditata che l’autismo lo provocano le vaccinazioni».
Nel caso dei presunti attacchi  acustici non esiste una base scientifica per le dichiarazioni che sostengono che sono stati attaccati  funzionari nordamericani e già vediamo le conseguenze: l`allontanamento dei due paesi, l’interruzione dei servizi consolari, la ritirata dei diplomatici statunitensi da Cuba, e l’espulsione dei diplomatici cubani.
«Questo va contro le relazioni bilaterali e anche se nelle loro dichiarazioni dicono che non ha nulla a che fare con i presunti attacchi, tutto l’ambiente che si è creato attorno a questi presunti fatti crea il clima appropriato per muoversi in questa direzione», ha aggiunto.
Poi ha precisato che non ci sono dati sicuri, non ci sono prove solide per esprimere le affermazioni che il  governo nordamericano ha fatto.
«I precetti della scienza ci dicono prima di tutto che le cose vanno verificate».
A proposito dei requisiti che deve sostenere una prova per poterla considerare valida da un punto di vista scientifico, ha spiegato che questo è un criterio della comunità internazionale, che l’informazione dev’essere aperta, si parla di «open science (scienza di codice libero)».
«I dati  vanno condivisi per far sì che si possano verificare, perchè i dati giustificano le conclusioni che salgono da qualsiasi investigazione realizzata », ha detto.
«La seconda condizione, ha aggiunto, è che si devono apportare prove obiettive e nella medicina esistono, per confermare l’origine di possibili sintomi o problemi che si possono avere».
La terza, ha continuato, è la replica indipendente, non basarsi nei risultati di un solo laboratorio, ma di almeno due o più che possono avere accesso all’informazione  primaria.
In questo caso, la possibilità che medici diversi facciano una valutazione indipendente perchè uno specialista o un laboratorio si possono sbagliare», ha segnalato.
«Dati aperti, prove obiettive e repliche indipendenti sono tre elementi accettati internazionalmente in qualsiasi investigazione. ( Traduzione GM - Granma Int.)