
In Piazza Julio Antonio Mella dell’Università di Scienze Informatiche si è svolta ieri, martedì 10, una veglia solenne per ricordare il fondatore della Federazione Studentesca Universitaria. (FEU), assassinato in Messico il 10 gennaio del 1929 da sicari agli ordini del dittatore Gerardo Machado.
«Mella è stato una meteora e, come ha detto Fidel, quello che ha fatto di più in meno tempo», ha detto a Granma Ana Cairo Ballester, Premio Nazionale di Scienze Sociali e Umanistiche, che ha ricordato le parole del Comandante in Capo sul leader studentesco e che oggi sono scritte in lettere dorate sulla scalinata della UCI.
“Julio Antonio è, senza dubbio, un simbolo per la gioventù”, ha aggiunto.
In poche occasioni si combinano in maniera perfetta in un essere la bellezza fisica, l’intelligenza e la vocazione rivoluzionaria, le sue facoltà atletiche e il carisma lo trasformarono in un personaggio politico e studentesco, seguito dalle giovani generazioni e odiato dai seguaci di Machado”, ha aggiunto l’investigatrice.
“Quelli che lo hanno conosciuto lo ricordano così”, ha assicurato l’autrice della più completa storia della vita del leader studentesco realizzata sino ad ora: Mella. Cien años, Editorial Oriente, 2003.
In questa singolare antologia, i contemporanei di Mella risaltano le sue virtù come dirigente politico e, tra queste, la sua capacità per comunicare, educare, captare volontà e mobilitare.
Ana Cairo ha riscattato i ricordi di Loló de la Torriente, che di Mella ammirava il modo di parlare e di andare da un lato all’altro con quei passi forti, facendo sentire quella sua voce meridionale e vibrante che era inconfondibile.
Lo ricorderanno così, come ogni 10 gennaio, centinaia di universitari, a 88 anni dall’assassinio del loro leader. (Traduzione GM - Granma Int.)




