Il significato e l’orgoglio di stare a Guantánamo › Cuba › Granma - Organo ufficiale del PCC
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GUANTÁNAMO.— “Siamo orgogliosi di visitare questa provincia per quello  che rappresenta nella lunga storia di lotta di Cuba contro l’impero  e perché possiamo esprimere al suo popolo tutto il nostro appoggio nel suo giusto reclamo per la restituzione del territorio occupato illegalmente dalla base navale”,  ha detto Malcolm Sacks, membro del 47º contingente della brigata di lavoro volontario “Venceremos”.
Il gruppo di 19 giovani statunitensi  (14 sono donne) è giunto in questa città lo scorso lunedì 25, con l’obiettivo di realizzare diversi lavori, parlare con il popolo, reclamare la fine del blocco e delle restrizioni  che il governo statunitense  mantiene per  i viaggi dei cittadini nordamericani a Cuba.
“Sono bastati due incontri per comprendere che Guantánamo non è la detta base navale, ma è un paese solidale, con cultura, molta autostima, amante della pace e preparato per difendere le sue conquiste”, ha detto il giovane professore di Economia e Storia dell’Università di Long Island, che è venuto a Cuba già otto volte.
 Nel suo giro in Cuba, che durerà sino al 6 agosto, la Brigata è stata ricevuta dalle principali autorità del Partito e del Governo ed ha incontrato i Comitati di Difesa della Rivoluzione in attesa del 26 di luglio.
Inoltre il gruppo ha reso onore a Mariana Grajales, ha partecipato ai lavori agricoli nell’organoponico Coliflor,  ha visitato  la Casa del Changüí Chito Latamblet ed ha ammirato lo spettacolo offerto da La Colmenita di  Guantánamo,  definito da  Malcolm come uno dei più belli ed commoventi mai visti prima.
“Qui la gente è molto amabile e ci fa sentire come a casa, come fossimo vecchi amici”, ha commentato Adavia Thornton, di 24 anni, che lavora come assistente pedagogica in una scuola di Nuova York ed e venuta a Cuba per la prima volta.
Granma ha parlato con i due brigatisti, mentre dipingevano assieme ad altri giovani di differenti settori della provincia il recinto perimetrale dell’ Università di Guantánamo, un centro con crescenti risultati nella formazione dei suoi studenti e professori, nell’integrazione con altri settori, nel lavoro comunitario e l’attività scientifica.
“Questo è uno scambio molto fruttifero per fraternizzare, per la solidarietà e il fomento dell’amicizia”, ha detto Dainelis Rivero, studentessa guantanamera di Medicina.
Il gruppo solidale, che per la prima volta ha realizzato lavori fuori dalla capitale dell’Isola, ha condiviso le sue attività per tre giorni con gli universitari locali e inoltre si riunirà con la Commissione Aponte dell’Unione Nazionale degli Scrittori e degli Artisti di Cuba – UNEAC - visiterà anche il paese di Caimanera e la Brigata della Frontiera, Ordine Antonio Maceo. (Traduzione GM – Granma Int.)