
“Il processo di pace non fa marcia indietro”, ha sostenuto il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba riferendosi alla fine del conflitto armato in Colombia, il più lungo del continente, dopo aver consegnato al presidente di questo paese, Juan Manuel Santos, e al capo delle FARC-EP, gli accordi firmati a L’Avana, che oggi collocano le due parti più vicino alla fine delle ostilità.
Raúl ha ricordato che il 19 novembre del 2010, quando cominciò i suoi lavori il tavolo del dialogo tra il Governo e le Forze Armate della Repubblica della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP), “non furono pochi quelli che in quei giorni prevedevano il fallimento, com’era già avvenuto in Colombia con precedenti processi di pace”.
Il presidente ha riferito che senza dubbio gli accordi di oggi ci avvicinano come non era mai avvenuto prima alla fine di un conflitto di cinque decenni, e ha segnalato che la decisione delle parti di firmare l’impegno sul Cessate il Fuoco e le Ostilità, Bilaterale e Definitivo, rappresenta un passo avanti decisivo.
“La pace sarà la vittoria di tutta la Colombia, ma anche di Nuestra America”, ha dichiarato.
Raúl ha reiterato che la CELAC - Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi ha realizzato nella sua giovane storia la grande sfida di aver proclamato l’America Latina e i Caraibi come Zona di Pace.
A questo proposito ha sottolineato che la fine di questo conflitto in Colombia è una ferma dimostrazione dell’impegno dei nostri popoli per far sparire l’uso e la minaccia della forza e lottare a favore delle soluzioni pacifiche.
“Davanti alle differenze, il dialogo. Di fronte alle sfide, gli accordi”, ha detto.
“La conquista della pace sarà la speranza per milioni di persone nel pianeta, la cui principale preoccupazione continua ad essere la sopravvivenza in un mondo convulso per la violenza e le guerre”, ha riflettuto.
“La pace non è un’utopia, ha detto Raúl, è un diritto legittimo degli esseri umani. È una condizione indispensabile per il godimento dei diritti umani e in particolare il diritto alla vita.
Il Generale d’Esercito ha reiterato l’impegno del popolo e del governo di Cuba con la pace in Colombia, che sono stati e saranno in modo permanente fedeli alla premessa martiana che Patria è umanità.
Nelle sue condizioni di garante e sede, Cuba continuerà ad offrire le facilità necessarie per contribuire alla fine del conflitto con modestia, discrezione e profondo rispetto delle posizioni delle due parti.
Raúl ha felicitato il Governo della Colombia e le FARC-EP per la serietà e l’impegno dei cruciali passi avanti annunciati oggi, ed ha segnalato che restano ancora importanti e difficili questioni sul tavolo delle conversazioni.
“Siamo ottimisti e siamo convinti che il futuro della Colombia sarà la pace”, ha concluso. (Traduzione GM – Granma Int.)




