ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Con Yiliam (a destra) viene dalla Sierra Maestra (El Mulato) un’altra gestante, Yudenia González Vega. Photo: Eduardo Palomares

Santiago di Cuba - Per la quarta volta a 22 anni, Yiliam Delgado Yaqui, è entrata nella Casa Materna Est di questa città, poche settimane prima del parto che avverrà come le tre volte precedenti in un ospedale con tutte le condizioni necessarie per una nascita felice.

La su ammissione è avvenuta lunedì 21 quasi alla stessa ora in cui il  presidente cubano, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, riferiva sinteticamente il sacro diritto alla salute dei cubani, dimostrando il rispetto dei diritti umani nel nostro paese alla giornalista della catena NBC, che copriva la visita del presidente degli USA, Barack Obama.

“...in Cuba tutti i bambini nascono in ospedale (…) perchè quando le gestanti sono in stato avanzato della gravidanza, si ricoverano con anticipo o si ospitano in case o locali aggiunti, prima del parto, perchè tutti nascano in ospedale e non importa dove vivono né quali sono le loro condizioni”.

Questa realtà si constata senza sforzi in tutto il paese. Basta guardare la guida telefonica che citerà non meno di una casa per municipio, come a Santiago che per la densità della popolazione dispone di quattro.

Basta vedere quella che ha accolto Yiliam come in casa sua - per questo si chiamano case.  Creata nel 1996, dove 102 anni fa sorgeva la Clinica della Mutua della Società Galiziana, la Casa era in cattive condizioni  e sembrava pronta per la demolizione, ma si decise di ristrutturare l’edificio.

Come regalo per i 500 anni di questa città sono state rinforzate le colonne, il tetto è nuovo, le finestre e le porte sono state cambiate, come le installazioni sanitarie, ristrutturati i cubicoli, cambiati i pavimenti, l’installazione elettrica e la cancellata perimetrale, in accordo con l’epoca.

Per questo due anni dopo la nascita del suo terzo figlio, Yiliam non riusciva  a riconoscere il luogo totalmente ridipinto e con nuove aree verdi.

La spesa è stata di un milione e mezzo di pesos e il costo pro capite per ogni donna- sono 127 in tutto- è di 67 pesos al giorno.

Nessuna pagherà un centésimo, ma l’importante è che lo stato garantisce un parto felice con l’assistenza di un gruppo multi disciplinare 24 ore al giorno e che la gestante dispone di sei pasti al giorno. Questo sì che lo doveva conoscere la giornalista inviata dalla NBC.

Doveva sapere che tra le gestanti s’incontrano adolescenti e donne mature, basso peso materno o basso peso fetale, obesità o anemia, parti gemellari e varie patologie compensate come l’ipertensione, il diabete, la cardiopatia, la sepsi urinaria, per criteri sociali o geografici.

Questo lo ha ricordato Raúl.  Yiliam è una donna di casa ed è venuta per la quarta volta da un luogo montagnoso di Guamà, che pochi conoscono bene come Raùl e Fidel, entrando da La Magdalena, e continuando per Mulato Abajo, nel cuore della storica Sierra Maestra.

“È come ha detto Raúl – ha sottolineato la giovane. Il fratello del mio padrigno vive negli Stati Uniti e dice che là si deve pagare tutto.  Qui era così prima della Rivoluzione  mia nonna ha perso due gemelli là in campagna! Ditele alla giornalista che se non ha capito bene, approfitti che sto a Santiago e venga a chiedere a me!”. (Traduzione GM - Granma Int.)