ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Cubaminrex

“Si può affermare che Cuba e gli Stati Uniti hanno realizzato dei passi avanti nelle loro relazioni che marcano una differenza dalla tappa precedente”, ha detto mercoledì 16 a L’Avana, Josefina Vidal Ferreiro, direttrice generale degli USA del Ministero delle Relazioni Estere (Minrex).

La funzionaria ha indicato che le delegazioni dei due paesi riunite a Washington dal 14 dicembre per i negoziati sull’aviazione civile, hanno realizzato importante passi avanti e stanno cercando di formulare un memorandum d’intesa per lo stabilimento di voli regolari.

Questo nuovo accordo, quando sarà firmato si sommerà a quelli già vigenti per la protezione dell’ambiente, le aree marittime protette e il servizio postale diretto.

Poco prima di un anno dagli annunci del 17 dicembre del 2014 dei presidenti Barack Obama e Raúl Castro sulla volontà di ristabilire le relazioni, la Vidal ha assicurato che i progressi negli ambiti politici e diplomatici sono stati importanti.

In questo senso ha citato il ristabilimento del relazioni diplomatiche, l’apertura delle ambasciate, la cancellazione di Cuba dala lista unilaterale dei paesi patrocinatori di terrorismo, ed ha aggiunto gli incontri personali tra i due presidenti di Cuba e degli Stati Uniti, così come quelli del Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla con il segretario di Stato, John Kerry.

Poi ha indicato che la cooperazione che esisteva già nelle aree tradizionali come la ricerca e il salvataggio, lo scontro con i narcotrafficanti e la migrazione si è ampliata e sono state aperte nuove aree come la sicurezza marittima portuale, l’applicazione e il compimento della legge e della salute.

La diplomatica cubana ha preferito non anticipare niente sui prossimi temi che si toccheranno, ma ha detto che esiste un grande ventaglio di opzioni e ci sono molti piani per il prossimo anno.

“La chiave del successo di tutto questo processo sta nel rispetto e nel trattamento da uguale a uguale”, ha sottolineato JosefinaVidal.

Molto da fare

La diplomatica cubana ha segnalato che nell’area economico-commerciale iresultati sono appena visibili. Molte misure applicate sino ad ora sono positive, ma hanno una portata limitata. Inoltre includono elementi che non permettono l’applicazione. Ha ricordato in questo senso che il presidente nordamericano conserva ampie prerogative per cambiare la situazione e potrebbe ampliare la portata delle misure o prenderne altre.

Josefina Vidal ha citato precisamente che si dovrebbe permettere a Cuba l’uso del dollaro nelle transazioni internazionali come l’accesso a crediti privati, e che il commercio si dovrebbe realizzare nelle due direzioni e non in manera unilaterale come adesso.

“Non si è avanzato nemmeno, ha aggiunto, nei temi essenziali per una relazione normale, come la fine del blocco, la restituzione del territorio illegalmente occupato a Guantánamo, i programmi sovversivi e le trasmissioni illegali, e inoltre prosegue una politica migratoria preferenziale verso i cubani, che fomenta il flusso illegale delle persone.

Parlando dell’evoluzione del Congresso nordamericano durante l’ultimo anno, ha confermato che è visibile l’esistenza dell’appoggio bipartitista che si esprime nelle delegazioni che vengono a Cuba in numero crescente.

Poi ha segnalato la creazione di un gruppo di lavoro creato mercoledì 16, che conta su una dozzina di persone, ed è composto da legislatori democratici e repubblicani, per avanzare nell’avvicinamento verso Cuba.

Un modello di coesistenza civile

Josefina Vidal ha risposto ad una domanda della stampa, riferendosi alle recenti dichiarazioni di Barack Obama a Yahoo News su un possibile viaggio nell’Isola prima della fine del suo mandato.

“Il giorno che il presidente vorrà venire a Cuba sarà il benvenuto”, ha assicurato, ma ha chiarito che non si negozieranno questioni inerenti l’ordine interno del paese in cambio della normalità delle relazioni con Washington.

“Noi non chiediamo che si cambino le cose che non ci piacciono negli Stati Uniti, per parlare o visitare questo paese. Molti paesi possono avere opinioni su quello che succede in altri, ha indicato, ma questo non si utlizza come elemento di pressione per realizzare determinati cambi.

La funzionaria cubana ha concluso che anche con le differenze che esistono tra i nostri paesi, dei vincoli migliori porteranno solo benefici per le due nazioni e per i due popoli. Pensiamo realmente che un modello di coesistenza civile sarà il miglior contributo che potremo dare alle presenti e alle future generazioni di Cuba, degli Stati Uniti e di tutta la regione. ( Traduzione GM - Granma Int.)