ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

25 novembre 2015

Quando si analizzano fatti come quello dell’esistenza di una base navale illegale a Guantánamo, in Cuba, occupata sin dall’inizio del secolo scorso contro la volontà del popolo cubano, la creazione in questo luogo di un carcere tenebroso, partendo dal settembre del 2001, percepiamo che il sistema politico nordamericano è montato sulla base di imposizioni contro la volontà di tutti e dove interessa solo quello che loro chiamano la loro sicurezza nazionale e il rispetto della loro versione sui diritti umani.

In questo caso, Guantánamo, la prigione lì installata dal Governo del presidente George W. Bush, è stata un laboratorio dove sono state sperimentate le più diverse tecniche di tortura conosciute nella storia.

Gli esempi avanzano sino all’attuale presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha proposto senza riuscirci di chiudere questa installazione penitenziaria ed ha riconosciuto il disprezzo provocato dalle pratiche lì applicate.

Per gli analisti del tema, Obama non ha potuto far chiudere il carcere perchè chi si oppone dovrebbe ammettere che ai prigionieri sequestrati in diversi luoghi del pianeta e portati lì clandestinamente, non sono mai state permesse le minime condizioni giuridiche e che gli interrogatori hanno avuto solo alcune testimonianze attraverso le più crudeli torture.

L’Agenzia Centrale d’Intelligenza (CIA) e il governo di George W. Bush, creatori di questa prigione hanno utilizzato la macchina mediatica per stigmatizzare la cultura musulmana e respingere l’immagine di qualsiasi arabo, per poi giustificare la tortura come parte necessaria della lotta contro il terrorismo.

Persino il quotidiano Washington Post, giunse a giustificare la tortura come un imperativo morale contro il terrorismo.

Anni dopo, interrogato sul tema, il vicepresidente statunitense, Joe Biden ha dichiarato che più avanzava nella documentazione su Guantánamo, più cose scopriva, ignorate sino ad allora.

Poi aveva avvisato la stampa che non poteva aprire la scatola di Pandora.

Una parentesi in queste analisi fa retrocedere di decenni, quando gli Stati Uniti crearono centri nei quali si addestravano i torturatori delle dittature latinoamericane.

Nel caso della Scuola delle Americhe di Panama, s’impartivano corsi sull’ applicazione della tortura che quei discepoli utilizzarono orribilmente in Argentina, Cile e altre nazioni sudamericane.

La tristemente conosciuta Operazione Cóndor è il miglior ritratto di tutta la perversione di quegli insegnamenti.

Attualmente dei ben addestrati agenti della CIA hanno svolto la stessa funzione contro i detenuti dell’illegale base di Guantánamo.

Alcuni esempi di tortura sono stati rivelati da prigionieri che sono stati liberati dopo anni di reclusione senza accusa alcuna; da soldati che hanno rinunciato al loro lavoro in questo centro di tortura e da alcune altre visite d’investigatori internazionali.

Per esempio, per giorni interi si sono fatti sentire ai prigionieri i pianti di neonati registrati per farli soffrire e arrendere moralmente.

La stessa CIA riconosce che il principale “passo avanti” lo ha realizzato con il supplizio della vasca da bagno: una tortura nella quale si mette il recluso in una vasca vuota e si cerca di affogarlo versandogli acqua sulla testa, con la possibilità di smettere immediatamente.

Ogni sessione si codifica per determinare i limiti della sopportazione.

Diversi aiutanti misurano la quantità di acqua usata, il momento e la durata dell’ affogamento. Quando termina la tortura, gli aiutanti raccolgono il vomito, lo pesano e lo analizzano per valutare la perdita d’energia e lo sfinimento provocato.

Un giorno, se si chiuderà questa prigione, si saprà quanti prigionieri si sono suicidati perché non resistevano più a tanti supplizi.

Quanti sono i militari di questa installazione e di altre create dagli Stati Uniti in Iraq e in Afganistan che soffrono di autentici incubi, ci si chiede; alcuni si sono suicidati.

Si sa di membri delle forze armate nordamericane che hanno riconosciuto che dietro a queste pareti del carcere di Guantánamo si sono applicati procedimenti che violano gli standard e le leggi internazionali.

È necessario ricordare anche che gli Stati Uniti mantengono illegalmente questa base navale in Cuba contro la volontà del popolo cubano.

La base navale si trova nella Baia di Guantánamo, una delle più grandi dell’Isola. Occupa un’area di 117,6 chilometri quadrati (49,4 di terra ferma e il resto di acqua e pantani) e fu stabilita nel dicembre del 1903, con l’Emendamento Platt, imposto dagli Stati Uniti sotto la minaccia che se Cuba non l’accettava, sarebbe stata occupata militarmente.

Oggi, quando il processo per rendere normali le relazioni tra Washington e L’Avana sembra aver rotto il gelo del confronto, il tema della base di Guantánamo ha una sola opzione: chiudere il carcere lì installato e restituire a Cuba il territorio occupato. (Traduzione GM – Granma Int.)