Il grido redentore del 10 Ottobre
Quella mattina gloriosa del 10 ottobre del 1868, Cuba «si risvegliò» dal sottomesso letargo di tre secoli di dominio spagnolo: cominciava così il primo giorno di libertà.
14746 resultados.
Quella mattina gloriosa del 10 ottobre del 1868, Cuba «si risvegliò» dal sottomesso letargo di tre secoli di dominio spagnolo: cominciava così il primo giorno di libertà.
Dal 11 marzo del 2020 allo stesso giorno del 2021 è passato tanto ed è stato tanto insolito che il vissuto riempie tutte le pagine di un giornale e va oltre
L’utopia a bordo del Granma fu certezza all’ora dello sbarco • «Adesso sì che vinciamo la guerra», dissero incontrandosi, dopo il battesimo del fuoco • La convinzione si ancorò per sempre nel suolo della patria e oggi tuona con echi di tamburi di fronte al montaggio mercenario
I sistemi de pagamento a dibattito nel Congresso giovanile
È certo che quel pomeriggio d’ottobre cui ha rubato per sempre l’uomo, ma ci ha lasciato l’eroe e il suo ricordo indimenticabile che era già intagliato nelle essenze della Rivoluzione e al quale oggi diciamo: Cuba va bene, Camilo!
In quest’anno duro nel quale è stata la vita e non l’economia al centro dello scenario internazionale, non appare strano il fatto che Cuba abbia ratificato in abbondanza il suo carattere umanista erigendosi come un esempio di riferimento effettivo nello scontro al virus
Fidel ha dedicato tutta la sua vita alla solidarietà ed ha guidato una Rivoluzione socialista *degli umili, con gli umili e per gli umili* che è divenuta un simbolo della lotta antiapartheid e antimperialista, per l’emancipazione e la dignità dei popoli.
La gratitudine per la prodezza titanica che realizzano i nostri lavoratori della Salute in questa battaglia contro la COVID-19 necessita anche, ora più che mai, la nostra responsabilità e auto protezione, un tema che può aprire brecce all’incuria se no lo reiteriamo.
suo ricordo è presente di là delle fotografie e, nonostante il tempo, nella memoria di questo popolo, nella fermezza e nella bellezza.
Integro sino all’ultimo respiro, prima d’essere fucilato Perucho onorò il suo inno di guerra esclamando: «Morire per la Patria, è vivere»