ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Questo viaggio a Cuba 2015 di Jorge Bergoglio Papa Francesco, passerà alla storia come il più decisivo, vivace e "exitoso" dei tre viaggi papali nella più grande delle Antille.

Nel 1998 Papa Woityla, già malato, era ai limiti della resistenza fisica e Joseph Ratzinger nel 2012. fece una visita scialba e frettolosa, mentre ora il Pontefice argentino dei "ponti" contro i "muri" ha svolto un incontro molto bello con Cuba, la sua popolazione, i suoi dirigenti. Che fascino quella atmosfera in Plaza de la Revoluciòn con quell'orchestra sinfonica di 50 elementi più coro che sottolineava gli avvenimenti, con quelle musiche sì di carattere religioso, ma suonate con sonorità di lieve "son cubano" con tanto di clave, bongòs, maracas. Atmosfera che solo Cuba con la sua dolcezza, valore e decoro sa dare.

Il tutto visto in Italia attraverso le molte TV.

Diciamo subito che il miglior programma è stato quello fornito da Tv2000, l'emittente cattolica della Conferenza episcopale italiana. Non solo per la completezza ( tutto in diretta senza tagli o inserimenti stonati ) ma anche perchè i commentatori cattolici, giornalisti o religiosi, si sono rivelati più preparati su Cuba e America Latina delle decine di professionisti della RAI cui non erano estranei i soliti condizionamenti partitici e politicanti. Papa Bergoglio ha dato una presenza straordinaria per spirito di cordialità e impegno e anche di notevole resistenza psico-fisica. Giornate da 12 ore di impegni e spostamenti sono impegnative. E anche Raùl Castro, il presidente cubano, non era da meno, muovendosi pronto ai suoi 84 anni. e mezzo. Non era facile domenica 20 settembre dove a mezzogiorno sotto un cielo semicoperto all'Avana c'erano 32 gradi e alta umidità. Lavoravano di gran lena tanti ventagli, come quello di Cristina Fernadez de Kirchner, la presidentessa argentina. Dell'incontro con Fidel diciamo più avanti.

E prima non si può non commentare ( anche con qualche sorriso di delusione ) la qualità del lavoro "informativo" di stampa e TV italiane. Anche nelle cose minime un sacco di errori e imprecisioni che fanno pensare.

La distanza tra Cuba e la Florida americana è molto variabile per i cronisti italiani. Va dai 90 chilometri ( Tv2000) alle 200 miglia (Rai). Ma no, sono 90, ma miglia , cioè 150 chilometri: questa è la distanza geografica reale tra costa nord cubana e Florida.

È così difficile impararlo?. E poi cosa vuol dire: "Cuba è isolata". No, signori giornalisti Rai che non siete mai andati neppure una sola volta a Cuba . Cuba non è affatto isolata, anzi ha relazioni strette di amicizia e rapporti sociali, culturali e commerciali con quasi tutti i paesi latinoamericani, dai grandi Brasile e Argentina ai più piccoli Uruguay, Paraguay e Guatemala, ai fraterni Bolivia, Ecuador, Venezuela, Nicaragua.

Dal 2000 è iniziato un nuovo corso in America Latina e Cuba ne è da tempo protagonista. Ancora una cronista di Tv2000 situa la "crisi dei missili" nel 1961 (no, quella era la tentata invasione della CIA coi 1500 mercenari a Playa Giròn , battuti dai cubani e da Fidel in persona in 72 ore). La crisi dei missili dei famosi tredici giorni è dell'ottobre 1962. Sulla Rai sento un' "analista" dire che" purtroppo a Cuba ci sono lavoratori che guadagnano solo 20 euro al mese". Ma saprà ,lo "specialista televisivo" che 20 euro corrispondono a 570 pesos nacionales? Mica una pizza e birra. Altri elegantoni delle reti TV italiane esclamano che a Cuba sono in ritardo anche tecnologico, non hanno quasi cellulari o tablet o computer. Eppure nel maxi schermo alle loro spalle si vede bene la gente in quantità nella piazza fotografare col telefonino o con la fotocamera per computer.

Solo banalità, cose secondarie? Secondo noi invece fanno capire che molti commentatori delle tv italiane come non sanno le cose minime spesso nemmeno conoscono le questioni maggiori. Ancora una giovane cronista afferma che dalla collina del mirador di Holguin "si può vedere tutta Cuba" (ma se il luogo è alto meno di 400 metri !?), e un'altra chiama gigantografia il grande ritratto di Che Guevara nella piazza dell'Avana che è in realtà una scultura in metallo. E meno male che questa volta non c'è stato il clamoroso e comico errore di un importante quotidiano italiano che nel 2012 affermò essere del religioso ottocentesco Padre Varela l'altro grande ritratto stilizzato nella Plaza de la Revoluciòn.

Ma no, è il volto di Camilo Cienfuegos, mitico combattente sulla Sierra Maestra e grande amico del Che. Solo che i malaccorti cronisti italioti scambiarono la tondeggiante ala del sombrero di Camilo per una presunta aureola di padre Varela. Quella topica, figlia dell'ignoranza, fu ed è leggendaria. Ciò che è certo è che su giornali e televisioni italiane nessuno ha saputo ricordare alcuni aspetti fondamentali della realtà cubana.

Per esempio che Cuba ha il record della più bassa mortalità infantile ( 5 per mille) non solo latinoamericana ma di tutte le Americhe col solo Canada a pari con Cuba al 5 x mille e gli Usa, dietro, al 6. Pensate che la Repubblica Dominicana, che è il più sviluppato paese turistico dei Caraibi con un incasso di quasi 7 miliardi di dollari (più che doppio di quello cubano) ha ancora una mortalità infantile al 20 x mille cioè quattro volte più alta di quella cubana. Inoltre la sanità cubana tra il 2004 e il 2008 ha effettuato quasi 2 milioni di operazioni di cataratta gratuite per altrettanti cittadini latinoamericani poveri non in grado di provvedere a questa infermità nei loro paesi. Se questo non è" servire le persone" dite voi cos'è. Certo, queste eccezionali opere sanitarie, oltretutto realizzate da Cuba sotto l'embargo, il "blocco" economico imposto dagli Usa, provengono da un’ideologia.

Ma si potrebbe dire un’ideologia benefattrice, se ha come scopo la cura e la salute del suo popolo e di altri popoli fratelli. No, nessuno ha parlato di questi pregi della società cubana. Forse poteva farlo Fidel Castro che- dicono le cronache- ha dialogato con Papa Bergoglio per ben 4o minuti. Ma non si sa precisamente di cosa hanno conversato i due grandi protagonisti. All'inizio ci fu addirittura un brivido: " Non si sa se ci sarà l'incontro tra Papa Francesco e Fidel". Poi:" l'incontro è a porte chiuse ". Poi ancora:" niente immagini nè sonoro". Regista dell'operazione Padre Lombardi, il capo delle relazioni stampa del Vaticano. Come ? Fidel oscurato, Fidel sotto embargo? Poi arriva la prima foto, scattata da uno dei figli di Castro, poi qualche rapida immagine, il video, parziale, che vede il Papa e il leader storico della Rivoluzione cubana dialogare fittamente. Ma l'audio è off limits. Possibile che un uomo di quasi 90 anni e in non così buona salute come Fidel, sia ritenuto ancora "pericoloso" e temuto ? Tanto, quasi, da dettargli cosa dire? Dunque tra il Papa e Fidel un colloquio perlomeno teleguidato. Devono aver detto a Fidel: "o così o niente". Chiudiamo citando l'articolo di Marco Ansaldo su " Repubblica", il conosciuto giornale italiano (presunto progressista) noto anche come uno dei fogli più ostili a Cuba in Europa. Dall'articolo di Ansaldo di lunedi 21 settembre su Repubblica prendiamo questo passaggio, secondo noi piuttosto significativo.

Ansaldo scrive la frase:" Castro aveva lasciato il potere nel 2006 per qualche accenno di malattia". Accenno di malattia, sì. In realtà la sera del 31 luglio 2006, Fidel Castro venne ricoverato d'urgenza per una diverticolite emorragica e subito operato. Nei mesi seguenti venne operato altre tre volte perchè i punti di sutura intestinali non tenevano. A novembre l'ottantenne Fidel aveva perso 22 chili di peso. La vera convalescenza durò poi fino al giugno 2007 quando Castro venne intervistato da Randy Alonso della TV cubana.

Fidel uscirà in pubblico per la prima volta dopo oltre un anno dalla prima operazione.

Per l'inviato di Repubblica queste serie peripezie mediche furono soltanto "qualche accenno di malattia". Scritto, stampato e firmato su "La Repubblica" 21 settembre 2005.