ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Asunción - Il Papa Francisco è partito dalla Bolivia per il Paraguay, il paese latinoamericano con la maggior percentuale di cattolici ed è stato ricevuto dal presidente Horacio Cartes.

Nell’aeroporto di Asun­ción, un coro di bambini gli ha dato il benvenuto intonando l’inno ufficiale della visita del Sommo Pontefice ed ha anche intonato canti in aché, una lingua indigena, mentre un gruppo di ballerini ha danzato davanti al Pontefice.

Poi il Papa è andato a riposare nella Nunziatura Apostolica prima di raggiungere il palazzo presidenziale, dove ha incontrato il presidente Cartes e altre autorità.

Nella sua ultima sosta boliviana ha visitato il carcere di Palmasola, dove ha sostenuto che la reclusione non dev’essere esclusione ed ha segnalato l’importanza del processo di reinserimento.

Inoltre, sempre in Bolivia, in un incontro con i Movimenti Sociali, ha chiesto perdono per i crimini commessi in queste terre durante la conquista e la colonizzazione europea.

“Chiedo umilmente perdono, non solo per le offese della stessa chiesa, ma per i crimini commessi contro i popoli originari durante la chiamata conquista dell’America”, ha detto e per circa un’ora ha ascoltato con attenzione le testimonianze dei gruppi di esclusi, indigeni, lavoratori precari del mondo rurale e delle periferie di tutto il mondo

( Traduzione GM – Granma Int.)