ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Estudio Revolución

SANTIAGO DI CUBA – È l’alba. Santa Ifigenia, questo luogo sacro della  Patria ha tracce profonde; da questa domenica 4 dicembre sarà spazio d’omaggio all’eterno Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana.
Vicino al Maestro si nota l’inponente pietra di granito grigio nel cui interno riposano le ceneri di Fidel custodite dalle nicchie dei martiri del 26 di Luglio e del Pantheon dei morti per l’internazionalismo.
A pochi metri dalla pietra è scritto in bronzo il concetto di Rivoluzione espresso da Fidel, il 1º maggio del 2000.
Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, con i membri del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito, il comandante della Rivoluzione  Guillermo García Frías, familiari, compagni di lotta, invitati e amici sono andati a rendere un omaggio postumo all’eterno leader.

Photo: Estudio Revolución

Silenzio. La jeep aperta che porta le ceneri di Fidel è giunta a Santa Ifigenia. Sotto l’immensa bandiera che sventola a mezz’asta si è  fermato  fermato il corteo funebre che ha percorso più di mille chilometri da quando è partito, il 30 novembre, da l’Avana.
Nel Mausoleo a Martí i dirigenti del Partito hanno posto dei fiori bianchi. Il primo omaggio del giorno è all’Eroe Nazionale, all’ispiratore delle idee di Fidel, all’autore intellettuale della Moncada.
Poi  è iniziata la solenne cerimonia dell’inumazione.
Dalia, sua moglie, ha portato la piccola urna che custodisce le ceneri del Comandante in Capo.
Davanti alla, nicchia fedele come sempre, c’è Raúl che pone l’urna nel cuore della pietra come accarezzando l’amato fratello di sangue e di lotta.
La lapide di marmo verde che chiude la nicchia mostra inciso in lettere di bronzo il suo nome : Fidel.
Il saluto militare del  Generale d’Esercito emoziona: è il suo ultimo addio  al leader indiscutibile della Rivoluzione Cubana. La cornetta suona il silenzio accompagnata da 21 salve d’artiglieria in onore al massimo leader della Rivoluzione Cubana.
La cornetta suona il silenzio. E Fidel sembra tornare vivo, irrompendo con la sua voce scandita, ferma e irremovibile, con il concetto di Rivoluzione con il quale torna nuovamente ad ispirarci in Patria.   
Passi marziali invadono la quiete che è restata.
Comincia la cerimonia del cambio della guardia all’Eroe Nazionale alla quale si unisce la prima guardia d’onore che a partire da questo  momento  cuostodirà per sempre il nostro invitto Comandante in Capo.
Il Presidente Cubano poi ha posto una rosa bianca davanti all’ultima residenza del leader. Poi lo hanno fatto i membri del  Buró Político e il Comandante della Rivoluzione Guillermo García Frías.
La famiglia ha a sua volta posto delle rose bianche e di seguito gli invitati alla cerimonia, tra loro presidenti, leaders e amici giunti da tutto il mondo per condividere questo momento di dolore nella nostra Patria.
Silenzio, sempre silenzio.
Una strana tristezza circola. Non è un semplice dolore, è un dolore profondo, infinto, smisurato.
Santa ifigenia fa male, però da questo solenne luogo di riposo, Fidel continua ad essere luce, alba, semente, esempio … vita. ( Traduzione GM - Granma Int.)