ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Corteo funebre del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz. Ciego de Àvila Photo: Juvenal Balán

Camagüey - Superati i limiti della fraterna provincia di Ciego de Ávila, dopo le sedici di giovedì 1º dicembre, il  corteo funebre che trasporta le ceneri del Comandante in Capo  Fidel Castro Ruz ha ricevuto al suo passaggio per queste pianure l’abbraccio commosso di migliaia di camagueiani, riuniti in maniera spontanea ai due lati della  Carretera Central.
Lo steso è avvenuto nel transito per piccole comunità e villaggi dei municipi di Carlos Manuel de Céspedes e Florida, per arrivare finalmente alla città di Camagüey, con le strade colme di un popolo grato che è rimasto fermo sotto una insistente pioggerella, aspettando la carovana.

Photo: Juvenal Balán

E quando è scesa la notte sulla terra del Maggiore, il corteo è arrivato in Piazza della Rivoluzione Maggior  Generale Ignacio Agramonte Loynaz, acclamato  da una folla di studenti, lavoratori, combattenti e vicini del luogo, che hanno intonato con passione l’Inno Nazionale in un giganetsco coro che ha fatto rabbrividire la storica spianata  e le sue vicinanze.
“Lo canto asseime  a mia mamma e a mio papà perchè dice che morire per la Patria è vivere e questo è quel che succede a Fidel”, ha commentato emozionata la piccola Lorena,  mentre la giovane Lisandra salutava con gesto rispettoso il carro aperto  d’artiglieria che trasporta le ceneri dell’ uomo che ha fatto tanto durante la sua vita feconda per la felicità delle nuove generazioni.

Photo: Miguel Febles Hernández

“Questo non è terminato ancora, ha chiarito la studentessa, riferendosi alla veglia dell’omaggio postumo che il popolo, con protagonismo giovanile ha offerto dalle ventuno  nel stessa piazza, testimone di tanti avvenimenti trascendentali, una veglia alla quale hanno partecipato più di 200 artisti professionisti, dilettanti e alunni delle scuole d’arte della località.
“Non poteva essere differente”, ha sottolineato  Sergio Morales Vera, presidente della filiale camagueiana dell’Unione degli Scrittori e degli Artisti di Cuba UNEAC,  che ha detto. “ Fidel è un uomo della cultura è un intellettuale, un pensatore … e nel suo proprio concetto e nella sua lotta per costruire un mondo migliore ha sempre messo al primo posto la cultura”.

Photo: Miguel Febles Hernández

Grazie a questa costante preoccupazione anche nei momento più difficili per la Patria, Fidel ha detto che la prima cosa da salvare era la cultura”, ha commentato, Morales Vera, e il nostro paese oggi conta con migliaia di persone capaci d’apprezzare l’opera degli artista e degli scrittori. Questa è una cosa che sta nel cuore, nei sentimenti e nell’essenza stessa del cubano.
Dopo una notte  e un’alba colme d’emozioni diverse nella quali il popolo ha espresso il suo ultimo addio al Comandante, il corteo funebre ha continuato, oggi venerdì, la sua avanzata verso Santiago di Cuba.
Prima passerà per il luogo da cui Fidel si rivolse ai  camagueiani il 4 gennaio del 1959 nella sua marcia trionfale verso la capitale del paese. ( Traduzione GM - Granma int,)