OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Ricardo López Hevia

Parigi.–È molto probabile che nessuno si aspettasse questa medaglia d’oro, o meglio nessuno al di fuori di lui.
«Nella mia mente c’era la certezza che avrei vinto il combattimento. Sapevo che non potevo smettere di colpire, perchè lui è un gran pugile».
Erislandy Álvarez, inoltre, non voleva che la nave insegna dello sport cubano terminasse in bianco.  Questa è stata la sua motivazione.
«Bello e picchiatore come si dice in buon cubano, Erislandy Álvarez ha vinto l’oro disputandolo sino all’ultimo colpo. Così si lotta e si vince, anche con pronostici contrari. Con coraggio, con passione e con allegria. Cuba celebra e balla con te per questa bella vittoria»,  ha scritto in X il Primo Segretario del Comitato Centralr del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.
Chiediamo al Vikingo di Cienfuegos come si sente da leader della squadra cubana che ha vinto più medaglie nei Giochi Olimpici.
«Non sono il leader, ho solo vinto una medaglia d’oro: si deve continuare a combattere, il leader siamo tutta la squadra, nella quale ci aiutiamo in qualsiasi circostanza», ha assicurato Erislandy.
Quando gli diciamo che con la sua medaglia dorata Cuba ha raggiunto il 21º posto nel medagliere e che erano almeno due le altre medaglie che restavano da ottenere.
Ed è stato nel tardo pomeriggio adorno dei brillanti premi di Yusneylis Guzmán e Gabriel Rosillo, argento e bronzo, che hanno ricevuto l’abbraccio di Díaz-Canel, mediante le reti.
Non è casuale che le medaglie siano state ottenute nel pugilato e nella lotta. Così come Cuba non smette di combattere a Parigi, anche lo sport continua in combattimento. (GM/ Granma Int.)