
«La presenza della squadra del Kazaquistan nelle nostre installazioni è stata molto fruttifera. Questo ha migliorato la preparazione che avevamo disegnato per i Giochi Olimpici. Ci hanno costretto, nel momento esatto, a un livello maggiore di preparazione fisica»
Le parole di Rolando Acebal, capo técnico della selezione cubana di boxe sono state molto forti e lo stratega ha valutato come opportuna la visita della squadra del Kazaquistan uno dei tre gruppi più forti nello sport dei pugni, con Cuba e il Usbequistan.
«I nostri ragazzi si sono sentiti molto motivati con la visita, si sono allenati molto. Gli sparrings sembravano veri combattimenti. Alle seconde figure della pre selezione è servito per vedere in alcuni casi dei pugili con uno stile contro il quale non avevano mai lottato», ha spiegato il professor Acebal.
Lo stratega ha commentato che non esiste il timore che i kazachi decifrino il segreto del successo realizzato dai cubani. le due squadre hanno realizzato basi di preparazione congiunta nel passato e i risultati sono abbastanza simili ai combattimenti tre le due squadre degli ultimi anni.
Per Acebal, non c’è più molto da studiare, ma solo allenarsi con grande esigenza assieme ai rivali migliori.
«Loro dicono che siamo i migliori del mondo e per questo si vengono ad allenare con noi, anche se potrebbero andare in altri luoghi dove esistono migliori condizioni tecnologiche.
Il livello del Kazaquistan è indiscutile. Che loro ci considerino gli esponenti numero uno della boxe a livello mondiale è frutto del lavoro che si realizza qui da vari decenni.
Per questa visita a L’Avana, i kazachi hanno viaggiato con un totale di 16 pugili, quattro classificati ai Giochi Olimpici di Tokio.
Saken Bibossinov (52 kg), bronzo mondiale 2019; Serik Temirzhanov (57); Ablaikhan Zhussupov (69), bronzo mondiale 2019, e Abilkhan Amankul (75), vice campione mondiale 2019, staranno nella capitale giapponese e sono le figure di maggior esperienza che hanno visitato la Scuola Nazionale di Boxe Holveín Quesada.
Gli altri quattro pugili con il visto olimpico –Zakir Safiullin (63), Bekzad Nurdauletov (81), Vassiliy Levit (91) e Kamshybek Kunkabayev (+91 kg)– stanno combattendo negli Stati Uniti con altri membri della squadra.
«Il Kazaquistan lavora con circa 70 pugili per coprire il calendario competitivo annuale. Loro non partecipano sempre agli incontri più importanti con le figure con i migliori risultati. In molti casi preferiscono portare l’uomo con la migliore forma in quel periodo perchè non si veda, in occasioni un campione mondiale che difende il suo titolo», ha sottolineato Acebal.
Sulla preparazione dei cubani nelle prossime settimane, Acebal ha comunicato che spera d’andare in Russia sempre e quando le condizioni relazionate con la COVID-19 siano sicure.
Quelli che resteranno a L’Avana continuano ad allenarsi con tutto il rigore, perché tuttavia non sono stati selezionati gli uomini che rappresenteranno l’Isola nel pre-olimpico delle Americhe. ( GM-Granma Int.)




