ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
I 2.45 metri di Javier Sotomayor sono il record vigente da 23 anni. Photo: Archivo

 "Se io sapessi quando e chi batterà il mio record, avrei la chiave e non darei la risposta…”
Javier Sotomayor è sempre il recordman del salto in alto senz’asta e il suo record mondiale di 2.45 metri resiste da 23 anni, da quando fu stabilito a Salamanca, in Spagna.
Lui vorrebbe completare da campione assoluto almeno tre decenni.
Lo dice sorridendo e quasi scherzando, parlando con Prensa Latina a Santiago del Cile, dov‘è andato in visita per offrire conferenze e interviste, e inoltre incontrare le autorità sportive locali.
Ma nel fondo gli piace l’idea. “Magari anche 40 anni”, dice sornione, ma poi più serio precisa la risposta.
“Ci sono quattro saltatori in questo momento che potenzialmente possono saltare più in alto di 2.45 metri”.
Anche se la domanda di Prensa Latina – chi e quando batterà il suo record - è una provocazione, il campione dello sport cubano continua: “ Ci sono i migliori e pensavo che qualcuno di loro, soprattutto  Barshim del Catar e Bondarenko dell’Ucraina ) ci sarebbe riuscito adesso".
Poi Javier completa i suoi criteri con altri dettagli. "Bohdan Bodarenko, per me è quello che ha maggiori prospettive, con Muttaz Barshim, il russo Ivan Ukhov e il canadese Derek Druin: ma senza dubbio per quest’anno è già passato il momento!”
Campione olimpico a Barcellona-92, argento nei Giochi di Sydney-2000 e campione del mondo varie volte, all’aperto e al chiuso, Sotomayor ha detto addio allo sport attivo alla fine del 2001.
Parlando della sua vita attuale, ha confessato che è stato difficile all’inizio allontanarsi dalle competizioni, ma poco a poco si è abituato ed ora ha il privilegio di viaggiare con frequenza in diversi paesi, per parlare dell’atletica e delle sue esperienze, Mantenere il record universale nel salto in alto è un tema ricorrente nel suo discorso. “Se io sapessi quando e chi supererà il mio record, avrei la chiave, ma non darei la risposta”, ha commentato.
“In questi ultimi tempi, Barshim e Bondarenko ci sono andati vicini. Io non sono un indovino, ma credo che dovranno ripercorrere la curva del rendimento e tentarlo più tardi. Sono i meglio preparati per riuscirci”.
Le ragioni di perchè l’agguato al record è molto più discreto ora che nel passato  si affinano e secondo Sotomayor c’è un gruppo più competitivo.
“Io ringrazio molto d’aver dovuto affrontare molti saltatori al disopra dei 2.40 metri, come  Patrik Sjoberg, Sorin Matei, Igor Paklin, Rudolf Povarnitsyn e Carlo ThrÃñnhardt a 2.38", ha commentato ancora.
“Ogni appuntamento d’atletica era molto impegnativo. Io mi ero preso l’impegno  d’assere il migliore del mondo per essere il migliore. Dovevo saltare più in alto di loro”.  
Dopo un lungo periodo senza figure che seguissero i suoi passi, Sotomayor ha applaudito l’arrivo di un giovane portento cubano, Luis Enrique Zayas, che con 2,27 metri ha conquistato il titolo giovanile del mondo, quest’anno.
“Chi sa se potrà realizzare la successione del mio salto nel suo momento. Ha talento, anche se per ora non lo vedo in un cammino verso il record mondiale”, ha sottolineato anocra,