ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
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Giovedì 21 è stata dedicata la prima  credenziale con la condizione di membro d’onore della delegazione cubana ai Giochi Olimpici di Río de Janeiro al Comandante in Capo, Fidel Castro, artefice e promotore delle conquiste sportive  realizzate da Cuba.
Ugualmente il riconoscimento è stato dedicato al Presidente Raúl Castro.
Alcuni dei ribelli che assaltarono le caserme  Moncada e Carlos Manuel de Céspedes  hanno incontrato i membri della delegazione olimpica nel Teatro della Scuola di Formazione degli Atleti di Alto Rendimiento Cerro Pelado.
Con l’impegno di farle giungere ai destinatari, il presidente dell’Inder, Antonio Becali, ha consegnato le credenziali a Arsenio García Dávila, uno dei partecipanti ala spedizione dello yacht Granma.
Hanno ricevuto la condizione di membri d’onore della delegazione cubana a Río  anche il comandante della Rivoluzione  Ramiro Valdés e il resto dei  moncadisti.
In un dialogo con gli atleti presenti, Arsenio García ha ricordato la responsabilità che avrà ognuno di loro nell’appuntamento brasiliano.  
“La nostra delegazione è una delle più applaudite nella sfilata inaugurale, come riconoscimento di quello che significa Cuba internazionalmente”, ha ricordato ed ha consigliato di mantenere la disciplina in ogni gara. Senza disciplina nella lotta rivoluzionaria non avremmo ottenuto il trionfo e oggi non avremmo una Cuba libera e sovrana”, ha aggiunto.
Il moncadista  Ernesto González Campo ha ricordato dettagli dell’azione in cui morirono solo 3 compagni, ma che il giorno dopo furono  assassinati  70 giovani. “Per questo, quando andate a gareggiare pensate sempre nei combattenti della Moncada e della Sierra, perché non è stato invano il 1º gennaio di libertà e sovranità” ha aggiunto.
Ramón Pez Ferro, l’unico sopravvissuto alla conquista dell’ospedale Saturnino Lora,  ha ricordato che tra i protagonisti di quelle gesta c’era Giraldo Córdova Cardín, un esemplare sportivo.
«Doveva combattere – era pugile - il 25 luglio nel torneo dei Guanti d’Oro, ma non andò e fu dichiarato sconfitto per assenza, ma si guadagnò un posto nella nostra storia”, ha dichiarato.
Becali ha poi parlato di come si è sviluppato lo sport nell’Isola dal 1959 ai nostri giorni e quello che significa partecipare a Río de Janeiro con 120 atleti.
“Noi partecipiamo ai Giochi Olimpici impegnati con la nostra storia e non lasceremo mai morire la memeria storica della nostra Rivoluzione”, ha dichiarato. (Traduzione GM - Granma Int.)