ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il manifesto ufficiale della delegazione cubana per i Giochi Olimpici mostra l’immagine di Mijaín López. Photo: INDER

Conclusa la 49ª edizione del torneo di lotta Granma-Cerro Pelado ci avviciniamo ai lottatori che rappresenteranno Cuba nei Giochi Olimpici di  Río de Janeiro.
Granma  ha conversato con il campione olimpico e cinque volte campione del mondo, Mijaín López —il Gigante di Herradura- la più importante figura del movimento sportivo cubano nelgi ultimi anni, che per la terza occasione consecutiva sarà il portabandiera  della delegazione cubana a Río.
Pochi minuti prima d’iniziare l’intervista, Mijaín aveva terminato un combattimento di sei minuti senza sudare praticamente.
Un incontro esteso a tempo completo su indicazione degli allenatori, che lui poteva, in una situazione differente, risolvere in pochi secondi.
Domanda: I tuoi allenatori dicono che sei in piena forma…
M.L. : “La preparazione marcia abbastanza bene. quest’anno è stato fruttifero.  Partecipare alla Lega Tedesca è stato positivo perchè ho dovuto combattere con il peso esatto come non avevo mai fatto prima; ho partecipato anche al Campionato Nazionale di lotta e ho fatto un eccellente giro di 20 giorni in Azerbaigian, dove ho sviluppato i miei movimenti preferiti e li ho eseguiti con maggior frequenza con vari lottatori del mio peso, come non ho la possibilità di fare qui in Cuba.
Inoltre ho lavorato ai piani inferiori e superiori per rinforzarli. Un allenamento necessario e che non realizzavo da tempo. Per questo mi sento in ottima forma e vado abbastanza tranquillo a Río”.

D. Come realizzi la relazione lavoro- riposo?


M.L.: “Ho dato molta importanza a questo con gli allenatori. In altri momenti  sono arrivato ai combattimenti con un riposo insufficiente,  ma questo è l’anno delle Olimpiadi e lo farò perché è la meta più attesa”


D. Quali sono le tue tecniche preferite?

M.L. : Mi piace lavorare intensamente nel combattimento in piedi e nella posizione dei quattro punti. Ho elaborato un poco le tattiche… sono molti anni che gioco nelle finali, e dato che tutto il mondo guarda i video, è bene cambiare alcune cose per non essere tanto prevedibile”.
 
D. Come vedi i rivali della tua divisione a  Río?

M. L. : “I rivali sono quasi gli stessi che ho affrontato nel Campionato Mondiale a Las Vegas nel 2015, dove sono arrivato secondo. Li conosco perfettamente, devo solo arrivare ben preparato e senza lesioni. Il resto lo dirà il materassino”.

D. In questi Giochi sarà più difficile vincere una medaglia dorata che nelle edizioni scorse?

M. L. :  Questa medaglia non credo sia tanto difficile da vincere…  la gente pensa che mi sento sotto pressione, ma non è così perché io vado a questi Giochi Olimpici per godermeli. La medaglia d’oro sarebbe il massimo. Una medaglia indipendentemente dal colore, mi farebbe molto felice, anche se lotterò sempre per l’oro!”

D. Pensi di continuare con questo sport dopo Río?

M.L. : No, no, no, dopo queste Olimpiadi dovrò riposare e pensare ad altri piani. ( Traduzione GM - Granma Int.)