OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
:«Gli assassini federali di Trump lo hanno colpito sul viso e sul petto. Poi abbiamo sentito gli spari(…) Sono il nostro sangue e le nostre ossa», (frammento di Le strade di Minneapolis, di Bruce Springsteen). Foto: del tema musicale

La ripulsa di vari artisti per Trump,  domenica 1º febbraio durante la cerimonia dei 68 Premi Grammy, rappresenta solo il più recente episodio di un libretto, sempre più voluminoso di ripulsa delle politiche fasciste implementate dall’attuale amministrazione. 
Creatori statunitensi, delle più diverse manifestazioni culturali, conducono una battaglia dopo l’altra per il futuro del loro paese e del resto del mondo con un atteggiamento impegnato, un criterio molto chiaro su dove si situa il centro di gravità del male. 
Alcuni artisti codardi, o equivocati, di lì o di altri paesi, dovrebbero seguire il loro esempio di valore, il loro segnale di lucidità. 
«Nessuno è illegale in terra rubata (…) sento che semplicemente abbiamo bisogno di continuare a lottare, alzando la voce e protestando. Le nostre voci importano realmente e alla gente importano», ha esclamato Billie Eilish, accettando con suo fratello  Finneas, il Grammy alla  Canzone dell’anno, per Wildflower.
E queste sono state le parole di Bad Bunny, che ha ricevuto il premio per l’Album dell’Anno “Dovevo fare più foto”:  «Prima di ringraziare Dio dirò Fuori il ICE!. Non siamo selvaggi, non siamo extraterrestri, siamo umani e siamo statunitensi».
Durante la gala realizzata a Los Angeles si sono alzate altre voci di condanna, cominciando con quella del  presentatore Trevor Noah, minacciato da parte di un presidente che era stato attaccato a sua volta senza considerazioni  nei  Globi d’Oro, in gennaio.
Dal tappeto rosso di questi premi l’attore Mark Ruffalo ha effettuato una descrizione  radiografica del capo dell’ amministrazione, e lo ha definito il peggiore essere umano del mondo, che mente e ha invaso illegalmente un paese latinoamericano, un delinquente convinto, un violatore pregiudicato e un pedofilo. 
Interrogato sulla sua insegna Be good, posta sul suo smoking, il rilevante interprete statunitense ha affermato: «Questo è per lei (alludendo a Renee Nicole Good, poetessa madre di tre figli, uccisa a colpi di pistola, senza misericordia, nella sua auto, dal Servizio d’Immigrazione e Controllo delle Dogane, ICE, il 7 gennaio a  Minneapolis). Questo è per la gente terrorizzata che sta negli Stati Uniti. So d’essere uno di loro».
Il celebre musicista Bruce Springsteen ha dedicato la sua canzone Le strade di
Minneapolis, agli assassinati da ICE nelle strade del Minnesota pochi giorni fa, e l’ha dedicata alla gente di questa città, agli immigrati, e alla memoria di Alex Pretti e Renee Nicole 
 La canzone «È una risposta al terrorismo di Stato che perseguita questa città », ha aggiunto. 
In termini simili si sono espressi in forma parallela, Lady Gaga e differenti artisti nordamericani.
Le forti posizioni anti-trumpiste di Meryl Streep, Richard Gere, George Clooney, Robert de Niro, e altre stelle cinematografiche sono ben note.
Il protagonista di Taxi Driver non perde l’opportunità d’esporre in pubblico la caratura morale del mandatario, per il quale non nasconde il suo totale disprezzo. 
Natalie Portman riassume con il suo, il sentimento di molti colleghi: «Quello che sta passando nel nostro paese è assolutamente orribile. ICE e Trump sono il peggio del peggio dell’umanità».
Circa 400 personalità dello spettacolo hanno firmato una lettera aperta per il Presidente dopo la cancellazione nel settembre scorso dello show di Jimmy Kimmel, nella catena ABC, ripreso per le pressioni di figure come  Tom Hanks, Jennifer Aniston, Ben Affleck, Ben Stiller, Pedro Pascal, Michael Keaton e Martin Short.
Decine di musicisti hanno protestato per l’uso delle loro canzoni, senza permesso, da parte di Trump, come «propaganda per politiche disumane». 
L’ondata di ripudio non s’interrompe nella comunità artistica, cresce ogni giorno e condensa il malessere della cultura locale di fronte alla politica di sterminio paura e menzogne del 
 «criminale e dittatore», come lo definisce il commediante Jimmy Fallon.(GM/ Granma Int.)