Nonostante il freddo del pomeriggio e la pioggia, nessun sentimento di tristezza poteva invadere il cinema La Rampa di fronte a due successi culturali che sono stati lì realizzati: il primo, nel lobby, l’inaugurazione ufficiale dell’esposizione dei manifesti Vampiros en La Habana–40º Anniversario e poi, la presentaziione speciale del documentario di Arlene Comas Fernández: Mario Rivas, un artista con sorte.
Era la felice coincidenza dell’omaggio a due grandi artisti –Juan Padrón e Rivas– che hanno regalato all’infanzia cubana creazioni ugualmente divertenti, esaltanti e intelligenti.
Elpidio Valdés e Fernanda sono tornati alla memoria, anche se il primo obiettivo non era omaggiare precisamente i bambini con una creazione intramontabile, dato che molti tra loro l’hanno apprezzata per tempo sino alla ingegnosa e molto cubana, Vampiros en La Habana.
Organizzata da CartelON e La Manigua, nella cornice del Terzo Forum d’Animazione Latinoamericana e Caraibica, Juan Padrón in memoriam, dentro l’edizione 46ª del Festival Internazionale del Nuovo Cinela Latinoamericano, la mostra-concorso raccoglie 24 manifesti finalisti (dei 65 presentati) concepiti da giovani disegnatori cubani, che si avvicinano da diverse prospettive all’iconica pellicola lanciata nel 1985.
Include, inoltre, un manifestó di Antonio Pérez Ñico, in omaggio a Juan Padrón e Eduardo Muñoz Bach, quest’ultimo autore del manifesto originale del film.
Silvia Padrón, la figlia del noto realizzatore, nell’occasione ha ringraziato per il grande successo della convocazione e ha definito meravigliose le proposte, con esigenze molto alte.
Ha ricordato che attualmente si sta digitalizzando Vampiros…, partendo da una copia della Televisione Spagnola e che, in collaborazione con l’Istituto Cubano dell’Arte e l’Industria Cinematografiche, si cercano i fondi per il suo restauro.
Il disegnatore Nelson Ponce, prima di dare i risultati del concorso, ha affermato che nessun omaggio è sufficiente per Juan Padrón, perchè ci ha lasciato un legato che portiamo con noi dall’infanzia alla maturità e che ci fa persone migliori. Ha aggiunto che è stato molto grato vedere come giovani professionisti si sono mostrati tanto entusiasmati di fronte a questo impegno.
«Il disegno deve parlare da solo, perchè è un’azione di comunicazione visiva», ha detto riferendosi al manifesto vincitore di Roberto Lumpuy, che ha confessato che si tratta di una delle sue pellicole favorite, «e non lo dico perché l’occasione è propizia. Generalmente uno non è totalmente compiaciuto con i suoi disegni, ma in questo caso mi fa felice l’idea e il congiunto che può accoppiare».
Reinterpretazione dei simboli, adattamento al presente, minimalismo, umorismo … si può incontrare tutto nella Expo che resterà montata sino al mese di dicembre e che parla della vitalità di un pezzo di cinema che è patrimonio della cultura nazionale.





