OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
I maestri Frank Fernández e Camp Kirkland. Foto: Adrián Juan Espinoza 

Si racconata che la notte del debutto di Raphsody in Blue, nel Aeolian Hall di Nuova York, il 12 febbraio del 1924 –con una banda di jazz diretta da Paul Whiteman e dallo stesso compositore, George Gershwin al pianoforte–, la risposta del pubblico nel luogo fu una vera apoteosi di giubilo e d’entusiasmo.
I presenti erano i testimoni della nascita di una manifestazione sinfonica del jazz con elementi presi sia dal blues che dagli spirituals e dal jazz,
una sintesi che arricchiva le essenze culturali della nazione del nord,
A cent’anni dallo storico avvenimento, come omaggio per i festeggiamenti degli 80 anni di vita e 65 di carriera artistica del pianista Frank Fernández, questa emblematica opera è stata offerta al maestro cubano dalla Metro Big Band, diretta da Camp Kirkland, in un memorabile concerto realizzato nella Sala Avellaneda del Teatro Nacional.
Nell’occasione sono stati visssuti differenti momenti di singolare emozione che manifestano la fraternità culturale dei due popoli.
Dalla sua prima apparizione in scena, Kirkland ha elogiato i cubani ed ha spiegato che questa banda è stata formata solo per presentarsi nel nostro paese. Nessuno ha toccato tanto il suo cuore come abbiamo fatto noi cubani, con rivelazioni dell’affetto e di una sincera ammirazione corrisposta con caldi applausi.
Frank ha preso la mano di Kirkland per alzarla, in segno di rispettoso ringraziamento per il rango artistico dell’omaggio, concepito da questi musicisti statunitensi, esteso anche all’interpretazione dell’orchestra di differenti classici del jazz.
È stato ilcaso di Body and Soul, di John Green, o Someone to watch over me, di George e Ira Gershwin, nel quale l’eccellente cantante, Lindsey
Bennedict, ci ha trasmesso l’immagine di stare con lei in un club newyorkino.
Frank non ha perso l’occasione d’accompagnarla al piano per offrire la versione del noto standard di Over The Rainbow, attuazione che ha provocato applausi scroscianti.
Ma è stato il suo protagonismo come pianista in Raphsody in Blue, che ci ha fatto gustare l’appassionata abilità che si riceve dalle interpretazioni dell’artista con quella destrezza nel dominio tecnico alla quale ci ha abituati.
Questo cubano che dalle insospettabili fibre del linguaggio dell’arte ci ha colmato lo spirito, riceverà molti omaggi in questi giorni.
Sono sicuro che sia Whiteman che Gershwin si sarebbero commossi profondamente con questa interpretazione di Raphsody in Blue con la Metro Big Band, eseguita dal celebre maestro Frank Fernández. (GM/Granma Int.)