
Si compie in questi giorni mezzo secolo dalla morte ( assassinio) del grande poeta cileno Pablo Neruda (1904-1973). Si sono appena compiuti 50 anni dalla morte in combattimento impari del suo grande amico, l’eroico presidente Salvador Allende (1908- 1973).
Quel brutale colpo contro il governo di Allende pose il paese in uno dei bagni di sangue e scomparse più orribili della storia della violenza in América Latina. Con assoluto cinismo, la giunta castrense tentò d’offrire un’immagine di «rispetto» per il Premio Nobel di Letteratura 1971; ma in verità la soldataglia si accanì contro di lui e le su proprietà gli distrussero incartamenti, libri e oggetti conservati da decenni.
E senza dubbio il dolore di fronte a quello che succedeva ai suoi compatrioti e il fragile stato di salute che presentava nel 1973, contribuirono ad accelerare il decesso dell’autore di /Crepusculario/ (1923), /Veinte poemas de amor y una canción desesperada /(1924), /Residencia en la Tierra/ (1925-1935), /España en el corazón/ (1936) y /Canción de gesta/ (1960), tra tanti altri libri.
Della produzione lírica di Neruda si conosce qualcosa. Chi non ricorda
testi come i seguenti? /Farwell/ (3. Amo l’amore dei marinai che baciano e se ne vanno.); e il /Poema 20/ (Posso scrivere i versi più triste stanotte. /Scrivere per esempio: La notte è stellata, e tremano azzurri gli astri lontani); o l’angustia del parlante lirico in /Walking around/ (Succede che mi stanco d’essere uomo. /Succede che entro nelle sartorie e nei cinema,
appassito, impenetrabile come un cigno di feltro, navigando in un’acqua d’origine e cenere.).
Ma si sa poco della sua straordinaria opera umanista e rivoluzionaria, come la denuncia del crimine di García Lorca en 1936 (fu uno dei più grandi amici del poeta di Granada), o gli innumerevoli sforzi realizzati per riscattare dalla prigione franchista il poeta e combattente Miguel Hernández, del suo appoggio decisivo al Congresso dellaCultura di Madrid e Valencia, nel 1937 e pi il salvataggio di migliaia diSpagnoli dopo la sconfitta della Repubblica.
el 1946, Juan Ramón Jiménez lo considera «il poeta più poderoso dell’America Latina dopo Rubén Darío».
Il cileno Volodia eiltemboim dice anni dopo: «Probabilmente non c’è poeta straniero nel XX secolo che abbia aperto in Spagna un solco tanto ampio».
Solo in sintesi si può parlare della grandezza di Pablo Neruda. Anche gli scrittori esprimono la devozione verso il poeta cileno e lo trasfigurano in un ente da fiction.
In la /Casa de los espíritus/ (1982), Isabel Allende lo erige come mito. La descrizione del funerale del poeta, la prima manifestazione pubblica del popolo contro la giunta golpista, si legge tra le pagine più belle della letteratura latino americana del XX secolo.
Con il titolo di /Ardiente paciencia/, Antonio Skármeta fa conoscere nel 1985 una commovente storia, quasi paternale, di Neruda con il suo giovane postino.
Racconto breve, ma di enormi valori umani, storici e poetici.
La sua versione al cinema con il titolo /Il postino di Neruda/ determinò che le edizioni successive della fiction avessero questo titolo.
La salvezza di un gran numero di spagnoli, portati da Neruda dallaF rancia a Valparaíso, nel 1939, origina la trama essenziale di /Largo pétalodel mar/ (2019), un altro romanzo di Isabel Allende su Neruda.
Il poeta «alzò il suo sguardo di palpebre sonnolente (…) –Non abbiamo denaro per il passaggio signore …// –Nessuno lo ha. Già vedremo.
E dimenticate il pagamento del visto cileno che alcuni consoli pretendono d’incassare (…).
Quel giorno d’estate, il 4 agosto del 1939 (…) resterà per sempre nella memoria di Víctor Dalmau e d’altri duemila e tanti spagnoli che partivano per questo spilungone di paese dell’America del Sud».
Così fu il cuore di questo poeta universale. (GM/Granma Int.)





