
L’esposizione collettiva /Le mani di Fidel/ è stata inaugurata l’11 agosto nel Memoriale José Martí, come parte degli omaggi che si fanno in tutto il paese alla memoria del Comandante in Capo per il 97º anniversario della sua nascita.
Ha partecipato all’apertura della mostra che resterà aperta sino al mese di settembre, il membro del Burò Politico e segretario dell’Organizzazione del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, Roberto Morales Ojeda.
La mostra è formata da 21 pezzi: 20 fotografie di nove fotografo cubani e un dipinto: l’ultimo ritratto che il celebre artista ecuadoriano Oswaldo Guayasamín, grande amico di Cuba e del leader fece a Fidel.
Le istantanee portano le firme di Alberto Korda, Alex Castro, Ismael Francisco, Liborio Noval, Osvaldo Salas, Raúl Abreu, Raúl Corrales, Roberto Chile e Roberto Salas.
Le immagini offrono un percorso dal 1955 al 2012, sull’evoluzione della gestualità di Fidel, caratteristica che ha accompagnato la sua oratoria dai suoi anni più giovanili ai suoi ultimi giorni.
È evidente, percorrendo l’esposizione, che si sta davanti a un Fidel allegro, energico, diretto, deciso e intransigente.
Se in molti casi gñi occhi sono lo specchio dell’anima, quando parliamo del Comandante in Capo, erano le sue mani quelle che trasmettevano gran parte della forza del suo messaggio.
Mani che indicano sicure, che firmano un libro, che stringono una mazza da baseball, ch impugnano un fucile, che sostengono un sigaro, che salutano la folla. Dalle mani giovani che segnalano il cammino, alle mani magre, lunghe e macchiate di chi ha fatto molto. (GM/Granma Int.)





